L’Occhio della SIAE, non possiamo leggere Tolkien in pubblico. Tolkien Reading Day a metà.

Non senza pagare dazio. L’entusiasmo che ci aveva guidati per quest’anno in cui il Tolkien Reading Day sembrava propizio al bel paese è stato presto prosciugato all’impatto con un ente noto nel settore degli eventi culturali con quattro lettere: S.I.A.E., la Società Italiana degli Autori ed Editori. Con l’entusiasmo sono stati prosciugati anche tempo e risorse nel cercare di comprendere i margini entro cui muoversi, una ricerca che ci ha portato a dialogare non solo con la società, ma anche con Bompiani e su, fino ad interpellare HarperCollins, l’editore inglese delle opere di Tolkien.

Tutto è cominciato all’incirca un mese fa. A Bergamo sono stati inizialmente i Sackville a sentirsi dire dal gestore del locale con teatro interno in cui si radunano abitualmente che non era possibile ospitare delle letture pubbliche per via dei controlli che S.I.A.E. attua nel territorio. Evento gratuito o autore straniero, nulla da fare, sulle letture in pubblico veniva esatta tariffazione. Dopo qualche giorno anche i Proudneck di Roma ricevono lo stesso rifiuto dalla libreria in cui hanno organizzato i loro eventi più recenti. Mentre i due smial si muovevano per cercare soluzioni logistiche alternative, noi abbiamo raccolto i feedback e fatto alcune verifiche in altre città e presso le sezioni locali della società. Il quadro era piuttosto chiaro. Di recente S.I.A.E. deve aver diramato una circolare interna chiedendo di intensificare i controlli territorio per territorio su tutte quelle attività che ospitano piccole manifestazioni culturali. A questo punto però urge un chiarimento su cosa sia S.I.A.E. e come operi.

SIAE, diritto d’autore e letture pubbliche
In tutto il mondo in cui è codificato il diritto d’autore come copyright gli editori si affidano alle Copyright Collecting Societies (Società di raccolta dei diritti d’autore), le quali sono riconosciute secondo diritto internazionale e dalle normative nazionali come intermediari tra detentori diritto associati e utilizzatori. Mediante l’iscrizione di autore, editore o distributore alle suddette si delega l’esercizio di tutela per diverse utilizzazioni alla CCS. S.I.A.E. è la principale società italiana, nonché l’unica che eserciti tutela su ogni opera non di arti performative o cinematografiche: letteratura, arti figurative e musicali sono tutte di dominio, purché autori ed editori siano iscritti alla società. Chiunque volesse utilizzare un’opera tutelata per riproduzione, elaborazione o adattamento per una manifestazione pubblica può ottenerne licenza previa tariffazione di S.I.A.E., che corrisponde parte della tariffa ai detentori diritto e parte trattiene. S.I.A.E. non opera solo su autori ed editori italiani, specialmente in ambito comunitario europeo (ma non solo) esistono rapporti di reciprocità tra CCS per cui una fa le veci della reciproca estera nello stato di competenza.

Una prima anomalia tutta Italiana si può notare nelle aree di competenza, in genere in Europa non solo esistono società diverse per diverse arti, ma anche più società nel solo campo editoriale, varietà che permette una netta separazione tra una società specializzata privata e un ruolo pubblico, nonché competizione nel settore. S.I.A.E. è invece Ente Pubblico Economico sotto il diretto controllo dei Ministeri dei Beni Culturali e dell’Economia. La società è soprattutto nota per le licenze che esige sull’esecuzione di musica dal vivo, riproduzione multimediale d’accompagnamento e perfino sulla “musica d’ambiente“, che presumibilmente costituiscono la maggior parte delle tariffe (l’impostazione del sito è molto eloquente). Un’altra categoria che ci ha spesso a che fare sono le compagnie teatrali, ma la separazione è così marcata che arti figurative e letterarie sono raggruppate in una sezione, OLAF appunto, Opere Lett. e Art. Fig. .

Naturalmente le CCS sono garanti di un sacrosanto diritto dell’autore, quello di venire tutelato e remunerato per utilizzazioni delle sue opere altrimenti non autorizzate. Tra queste rientra anche il public performance right (diritto d’esecuzione in pubblico) che vale anche per opere letterarie pubblicate da editori iscritti. Una rappresentazione teatrale di un’opera tutelata i cui diritti non sono decaduti è soggetta a questa regolamentazione. Così è anche ogni altra recitazione, compresa la “lettura in pubblico” che S.I.A.E. classifica tra i Piccoli Diritti Letterari. Se però ovunque eventi a pagamento che includono letture pubbliche sono soggette a riscossione, è disciplinata secondo leggi nazionali la tutela per eventi gratuiti. L’interpretazione di S.I.A.E. è da sempre la tariffazione anche di manifestazioni pubbliche gratuite, soltanto con il Decreto Cultura approvato nell’ottobre 2014 limitata ad attività a scopo di lucro: grazie a DL 83, manifestazioni in biblioteche, musei e archivi sono esentati.

Il caso “Tolkien”
Il nodo cruciale in Italia è la sede della lettura pubblica: un locale o una libreria che ospitino tale manifestazione gratuita ne possono comunque trarre un beneficio economico e, a prescindere che non sia la manifestazione ma l’attività (una consumazione al banco, un libro acquistato) a generare un profitto e che la promozione sia anzitutto un beneficio per i detentori diritto o meno, va applicata una tariffa minima cui si aggiungono calcoli su capienza, affluenza e incasso. Va rimarcato che un’interpretazione così stringente è tutta italiana, ci siamo confrontati con i gruppi d’interesse di Tolkien in tutta Europa e il coordinamento della Tolkien Society per scoprire che in 13 anni il problema è qui emerso per la prima volta in assoluto. Qualcuno ha perfino consultato i legali tra i propri iscritti per capire se il rischio è effettivo anche altrove, senza concludere altro da una vaga ammissione, un rischio con minimo potenziale che non si è mai verificato. L’interpretazione internazionale è che in genere un evento gratuito con letture pubbliche, ovunque effettuate, non richiedano licenza su pagamento.

Nondimeno da noi il Tolkien Reading Day era a rischio. Altri nodi bisognava sciogliere, che avrebbero potuto annullare le richieste, a quel punto pretese. Per prima cosa abbiamo chiesto informazioni direttamente alla radice, HarperCollins, l’editore ufficiale di Tolkien, nella persona di David Brawn, responsabile delle Estates, ovvero sostanzialmente della gestione del patrimonio letterario degli autori in sede editoriale. Da anni, ormai decenni, è lui ad occuparsi direttamente del catalogo Tolkien e dei rapporti con Tolkien Estate. Come ci aspettavamo, Brawn ci ha molto cortesemente risposto che HC e TE non hanno interesse, né possono intervenire in una materia di dominio nazionale, né possono concedere autorizzazioni singole, non essendo il Tolkien Reading Day patrocinato o iniziativa della casa editrice o degli esecutori letterari. Non è stato possibile nemmeno verificare se S.I.A.E. fosse effettivamente delegata a tutela da reciproca società britannica (ALCS), per cui siamo rimasti con le nostre domande.

1. Tolkien è nel repertorio degli autori tutelati di S.I.A.E.?

2. Le traduzioni di Bompiani RCS sono oggetto di tutela?

Le risposte erano impossibili da reperire in autonomia, giacché la società da qualche anno ha ritirato dalla consultazione online il repertorio di autori ed editori iscritti. Dopo due settimane e più d’un tentativo alla direzione nazionale (che per qualche motivo non volevano passarci chi di competenza), siamo finalmente riusciti ad ottenere il recapito della sezione OLAF, cui abbiamo mandato una richiesta dettagliata. Ci ha risposto la dott.ssa Ruggieri, di cui riportiamo gli stralci più significativi:

Nello specifico caso in esame preciso che per la lettura delle opere in lingua originale non è possibile ottenere licenza dalla S.I.A.E. e, quindi, adempiere gli obblighi prescritti dalla Legge versando ad essa i diritti che pure sarebbero dovuti, in quanto la società ALCS, cui Tolkien risulta iscritto, non intrattiene rapporti di reciprocità con la scrivente per le utilizzazioni in parola.
Diversamente, per le letture delle traduzioni in lingua italiana edite da case editrici iscritte, è necessario richiedere ed ottenere licenza alla S.I.A.E.  e versare i diritti prestabiliti.

Ne consegue che S.I.A.E. non è nella posizione di autorizzare licenze non solo per la lettura di opere in lingua originale di J.R.R. Tolkien, ma nemmeno per alcuna elaborazione delle stesse, escluse le traduzioni ufficiali (è comunque interessante che non ci sia stato risposto esplicitamente che Bompiani RCS risulta iscritta a S.I.A.E. e i suddetti testi in traduzione sono effettivamente sotto tutela). Ma per quanto riguarda traduzioni amatoriali dalla lingua originale? Secondo il nostro interlocutore

… per poter utilizzare in una manifestazione pubblica o comunque aperta al pubblico un’opera tutelata dalla legge sul diritto d’autore occorre [comunque] chiedere e ottenere l’autorizzazione e versare il dovuto.
… anche il diritto di elaborazione è uno dei diritti esclusivi che la legge riconosce all’autore; pertanto per poter effettuare la traduzione di un’opera occorre l’autorizzazione degli aventi diritto.

Sarebbe effettivamente così se ALCS, (o HarperCollins o Tolkien Estate) richiedessero autorizzazione ed esigessero tariffazione per eventi gratuiti. Il discorso avrebbe senso solo se la CCS di competenza agisse come S.I.A.E., ma così non è. Se poi la traduzione non è diffusa al di fuori del singolo evento gratuito, anche se pubblico, questa allo stesso modo non può essere oggetto di tutela.

Quanto a Bompiani RCS, nella nostra corrispondenza S.I.A.E. si è espressa in merito ad eventuali permessi dell’editore per l’uso delle traduzioni ufficiali: corre l’obbligo di precisare che il mandato conferito alla S.I.A.E. è esclusivo e rende obbligatoria l’attività di intermediazione da parte dell’Ente.” (enfasi aggiunta). La risposta ci ha lasciato oltremodo perplessi. Com’è possibile che l’unico avente diritto, l’editore, non possa derogare l’uso di un’opera tutelata senza il consenso dell’intermediario?

Ad ogni buon conto abbiamo sottoposto il caso anche a Bompiani e attendiamo risposta.

Un Tolkien Reading Day a metà
Il tempo per preparare traduzioni amatoriali ormai è al minimo e non tutte le attività che avrebbero ospitato i nostri gruppi locali si ritengono al sicuro da pressioni delle sezioni locali di S.I.A.E., né vogliono comprensibilmente rischiare di finire in conflitti legali con un Ente Pubblico Economico nazionale. L’alternativa per i nostri gruppi – spostarsi in strutture pubbliche come biblioteche è altrettanto impraticabile ora, né s’intende farsi carico di costi, per quanto non insostenibili – è convertire le letture pubbliche a letture private aperte, esattamente come i raduni mensili ma tematizzati sulle letture indicate per il Tolkien Reading Day. Ma abbiamo ben chiaro che così viene meno l’obiettivo primario del TRD, ovvero introdurre nuovi lettori alle opere di J.R.R. Tolkien. Così

  • i Proudneck di Roma dopo vari tentativi per nuove sedi hanno deciso di cancellare il loro appuntamento;
  • a Bologna (aperitivo), Messina (cena), Brescia e Verona si terranno incontri privati aperti;
  • a Bergamo i Sackville stanno ancora cercando di trovare soluzioni;
  • a Firenze, le letture saranno effettuate in una biblioteca, com’era pensato sin da principio;
  • solo a Catania il Tolkien Reading Day si celebrerà con letture pubbliche.

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Noi cercheremo di aiutarti in tutti i modi. Scrivici a redazione@tolkienitalia.net o in pagina Facebook precisando in quante persone siete, dove e quando pensavate di organizzarvi e chiedendoci qualunque cosa vi serva.

E ricorda che al Tolkien Reading Day si può partecipare anche leggendo in privato: così come avete fatto per il Tolkien Birthday Toast, siete tutti invitati a mandarci le vostre foto su Facebook e su Twitter (@TolkienItalia @TolkienSociety) usando #TolkienReadingDay e a dirci in anticipo quali saranno le vostre scelte.

PARTECIPA AL TOLKIEN READING DAY!
E invita tutti i tuoi amici! 

Il 25 marzo, data della distruzione dell’Unico Anello e morte di Sauron, gli appassionati di J.R.R. Tolkien leggono…

Pubblicato da Tolkien Italia su Giovedì 17 marzo 2016

Ormai è tardi anche perché una risposta da Bompiani incida, ma il nostro auspicio è che, come già fanno l’editore tedesco e la DTG (la Tolkien Society tedesca), in seguito a collaborazioni collaudate, si venga a creare un accordo in deroga o per queste o per altre occasioni che vadano a beneficio di tutte le parti e nella costante dedizione verso l’opera e la vita di J.R.R. Tolkien. Tutte le parti esclusi gli intermediari.

Si ringraziano
David Brawn di HarperCollins,

tutti gli intervenuti della Tolkien Society Inglese e dell’International Tolkien Fellowship
Marialuisa Ruggieri di S.I.A.E. per i chiarimenti ufficiali,
Andrea Tramontana di Bompiani RCS per aver sottoposto il caso all’ufficio competente.

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