
I grandi Classici, i Grandi Autori non restano immortali solo perchè sono materia di studio nel libro di letteratura. Essi restano nella memoria e nel cuore per la loro capacità di insegnare qualcosa, alcuni aiutano a esplorare nuovi orizzonti di pensiero e altri invece sembrano calzare perfettamente nel tempo del lettore cavalcando con maestria gli anni che passano risultando così sempre attuali.
É un po’ quello successo a J.R.R. Tolkien: l’ amore, la lealtà, il coraggio restano i temi cardine poi nelle sue opere si intersecano temi quali il tradimento, la caducità della vita, il vacillare e rialzarsi ma anche l’ importanza del singolo. Il non aver terminato il Legendarium (non come voleva lui almeno) e l’ acutezza del Professore poi lo rendono calzante in quasi tutte le circostanze ed è un po’ quello che si chiede Érie ogni giorno quando scrive i suoi post e ve li sottopone sotto forma di domanda, il succo è sempre là: Tolkien è un precursore dei nostri tempi? Se lo chiede anche in data 27/08/2026 quando su Tolkieniani Italiani pone la seguente Q&A :
“Nei libri, Denethor usa la pietra veggente di Minas Tirith per osservare il nemico. Sauron non riesce a dominarlo mentalmente: Denethor è troppo forte. Ma non ha bisogno di controllarlo.
Gli basta controllare ciò che Denethor vede.
Sauron gli mostra eserciti, navi, distruzione e la potenza di Mordor. Non deve necessariamente mentire. Gli basta mostrargli una parte della realtà, quella che vuole fargli vedere, nascondendo tutto ciò che potrebbe alimentare la speranza.
Il Palantír è quasi uno schermo dell’epoca moderna: guardi attraverso di esso convinto di vedere il mondo, ma qualcun altro può decidere cosa compare davanti ai tuoi occhi.
Oggi non abbiamo i Palantír.
Abbiamo televisione, social network, feed personalizzati, algoritmi e piattaforme che scelgono quali immagini, notizie e opinioni arrivano fino a noi.
La differenza?
Denethor credeva di vedere il futuro.Noi spesso crediamo di vedere la verità.
Secondo me questo è il vero plot twist della storia di Denethor: non viene distrutto da una semplice menzogna, ma da una realtà selezionata.
Poi arrivano la morte di Boromir, la ferita di Faramir, l’avanzata di Mordor e il ritorno di Aragorn.
Tutto ciò che Denethor vede attraverso il Palantír sembra confermare ciò che ormai crede: Gondor è condannata.
Ma la realtà è diversa, perché Frodo sta ancora camminando verso Mordor insieme a Sam e Aragorn sta arrivando. Ma Denethor non riesce più a vedere la verità com’è realmente.
Questo è, secondo me, un altro tema dell’attualità di Tolkien. A Denethor non viene tolta la capacità di vedere, ma gli viene tolta la capacità di immaginare ciò che non gli viene mostrato.
Secondo voi, se qualcuno potesse decidere ciò che vediamo ogni giorno, quanto della nostra “realtà” sarebbe nostra?”.
Talmente attuale da aver stuzzicato la curiosità sinanche Oltreoceano ( ringraziamo in particolar modo i f.lli Dott.ri Chierici per averci posto qualche domanda in più e O Bolseiro Oficial che trovate su Instagram proprio con questo nome per aver tradotto in Portoghese Brasiliano il post) dimostrando che sì, è vero che l’ algoritmo ti mostra ciò che vuole ( spesso sulla base dei tuoi interessi) ma a volte ti porta anche sulla strada opportuna dimostrandoci ancora una volta che ” tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare con il tempo che ci è concesso” e noi e i nostri nuovi amici sono un chiaro esempio di algoritmo che immette sulla strada giusta.
Adesso però vorremmo saperlo da voi, scriveteci un DM su instagram ( tolkieniani_italiani ) , un messaggio su Facebook ( Tolkieniani Italiani) o per mail tokienianiitaliani@gmail.com , vi aspettiamo!


