Una lettera inedita di Tolkien mostrata in tv da BBC One

di Emilio Patavini, Maria Laura Piro e Sebastiano Tassinari


Ieri sera alle ore 19 è andato in onda su BBC One un episodio del programma Antiques Roadshow: in questa puntata il team di periti si trovava nel soleggiato e piovoso Galles del nord, nel lussureggiante e bellissimo Bodnant Garden, per esaminare numerose rarità.

Sul finire della trasmissione, è stato valutato un oggetto di grande interesse per gli appassionati di Tolkien: un uomo di settantotto anni di nome Charles ha presentato una preziosa lettera di nientemeno che il Professor Tolkien. Charles aveva quattordici anni nel 1957 quando spedì a Tolkien una lettera scritta con l’alfabeto runico de “Lo Hobbit”.

La lettera è di grande interesse ed eccone la nostra trascrizione che stiamo aggiornando:

76 Sanfield Road, Headington, Oxford

3 May 1957

Dear Charles,
Thank you for your letter. I am
glad to hear that you enjoyed the “Ring” books.

Your runic letter was correct and readable.
But the runes used in The Hobbit are not
my invention. Just as the language of the
time was turned into English, so were
the runes of the day. So I used a selection more
or less applicable to modern English (s?)pelling,
of the runes formerly used by the English in
England. Owing to the competition of the
Latin letters the runes went out of use, &
were never in fact used for writing books –
except the two letters borrowed from the Runic
alphabet and used in writing English: ᚦ
and ᚹ, written forms þ and ƿ (distinct
from p=p). þ was used for th – or rather,
represented the sounds we still have in thin, this,
until it was replaced by th in the 14th. Century.
It lingered on (broken down in shape to y y y)
in the abbreviations ye yb = the, that, which

[…]

in use, require…
not use z in their own language, except
occasionaly for ts (as mod. German)

Various signs occur which seem to be
used for x (=ks): among them Ψ.
Of course the runes were properly to
spell by sound, and they do not fit mod.
English spelling very well. The Angerthas
at the end of Vol iii will give you plenty
of signs for all the sounds of English and
more – or for the letters and most(?) common
? – combinations, if you care to rearrange
them.

Yours sincerely

J.R.R. Tolkien

76 Sanfield Road, Headington, Oxford

3 Maggio 1957

Caro Charles,
Grazie per la tua lettera. Sono felice
di sapere che ti sono piaciuti i libri dell'”Anello”.

La tua lettera runica era corretta e leggibile.
Ma le rune usate ne Lo Hobbit non sono
una mia invenzione. Come la lingua del
tempo è stata trasformata in inglese, così lo sono state
le rune dell’epoca. Così ho usato una selezione più
o meno applicabile all’ortografia inglese moderna,
delle rune precedentemente usate dagli inglesi in
Inghilterra. A causa della concorrenza delle
lettere latine, le rune andarono in disuso, &
non furono mai usate per scrivere libri –
tranne le due lettere prese in prestito dall’alfabeto
runico e usate per scrivere in inglese: ᚦ
e ᚹ, forme scritte þ e ƿ (distinta
da p=p). þ era usata per th – o piuttosto,
rappresentava i suoni che abbiamo ancora in thin, this,
fino a quando fu sostituita da th nel 14° secolo.
Si è mantenuta (scomposta nella forma per …
nelle abbreviazioni ye yb = the, that, che

[…]

in uso, richiedono…
non usano la z nella loro lingua, eccetto
occasionalmente per ts (come il Tedesco mod.)

Ricorrono vari simboli che sembrano essere
usati per x (=ks): tra questi Ψ.
Naturalmente le rune erano propriamente per
scrivere in base al suono, e non si adattano
molto bene all’ Inglese mod. L’Angerthas
alla fine del Vol iii ti daranno un sacco
di simboli per tutti i suoni dell’inglese
e altre – o per le lettere e le più(?) comuni
? – combinazioni, se ti interessa
riorganizzarle.

Cordiali saluti

J.R.R. Tolkien

Si tratta di una ulteriore testimonianza della disponibilità di Tolkien nei confronti dei suoi lettori, disponibilità che addirittura rallentò il suo lavoro per completare il Silmarillion. Ma la possibilità di parlare con i lettori dei propri linguaggi e del loro legame con il Medioevo storico era qualcosa che evidentemente faceva molto piacere a Tolkien (basti pensare anche alla celebre lettera 112 a Katherine Farrer scritta interamente in alfabeto runico).

Nel programma, l’esperto Clive Farahar ha commentato così la lettera: «[Tolkien] ha scritto molto ai suoi fan, ma trovare una lettera come questa, completamente scritta a mano, con questa meravigliosa firma e che spiega anche le rune, è incredibile… Penso che sia il meglio delle lettere di Tolkien. È estremamente buono».

Tutti queste considerazioni hanno portato Farahar alla valutazione del prezioso documento: «Penso che valga circa 10.000 sterline», una stima che ha colpito il suo proprietario: «Buon Dio… sono sbalordito!».

Curioso anche lo scambio finale tra i due protagonisti della scena:
«Prossima domanda: e ora cosa ne farà?»
«Lo considero un tesoro di famiglia. Dal momento che è indirizzato a me e ha il mio nome sopra, non mi sognerei mai di venderlo».
«È una sorta di “mio tesssoro”» ha scherzato infine Farahar, citando Gollum.

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