TOLKIEN, sensazioni da un trailer

 

“Certamente, le mie sono per lo più delle speculazioni, ma io le chiamerei soprattutto speranze: speranze riguardanti la possibilità, ora concreta o per lo meno fondata sul trailer, che la vita di Tolkien possa essere rappresentata degnamente, con rispetto, e soprattutto con utilità”. Questo sostenevo (https://www.tolkien.it/2019/02/14/tolkien-il-trailer-del-film/) dopo aver visto il primo trailer del biopic su Tolkien, ed attraverso il secondo posso dire che quanto avevo concluso allora non è stato minimamente smentito, ma anzi, confermato. Sempre più si vede emergere da questo secondo trailer l’importanza del TCBS, che sarà in primissimo piano assieme all’amore per Edith e alla Grande Guerra, pensata come la vera soglia della Terra di Mezzo.

Tuttavia, non ci sono solo conferme, ma due grandissime novità che vanno ampiamente discusse: la questione delle lingue inventate e il probabile ruolo di Derek Jacobi.

All’inizio del trailer si mostra un Tolkien che ha già inventato un intero linguaggio e delle leggende ad esso collegate parlarne con Edith. La ricostruzione dell’invenzione delle lingue di Tolkien è presente negli studi biografici fin da Carpenter arrivando a Garth ed a Scull e Hammond. Carpenter ci dice che nel 1908, quando Tolkien conobbe Edith per la prima volta, aveva imparato l’“animalico” dalle cugine Incledon Mary e Marjorie, poi con la sola Mary aveva lavorato al più elaborato “nevbosh”, ed infine da solo si era messo sul “naffarin”. I successivi sviluppi del Qenya (nome che diverrà Quenya solo negli anni, sebbene le pronunce siano identiche – gli idiomi invece mostrano differenze importanti) e le relative leggende arrivano solo dopo il 1912: la vera origine delle leggende e dei miti tolkieniani è l’incontro con il Christ di Cynewulf, che non avviene se non nel 1913, laddove Tolkien incontra la famosa frase

ÉalaÉarendel engla beorhtast

ofer middangeard monnum sended

ovvero

Ave Éarendel il più luminoso di tutti gli angeli

Inviato agli uomini sulla terra di mezzo

da cui l’immaginazione della Terra di Mezzo e del Silmarillion (inteso come l’intero corpus del legendarium e non solo come libro) prese il largo. Se il film si atterrà a questi fatti, cosa che non è detta dato che il fine non è documentaristico, come sembra, la scena iniziale in cui Tolkien dice ad Edith della lingua inventata non può che essere successiva al loro ricongiungimento, per quanto suoni strano che Edith non fosse a conoscenza fin dal 1908 delle lingue inventate da Tolkien.

Volendo riportare più precisamente le vicende dell’elfico dell’epoca, inoltre, Gianluca Comastri ha ricostruito e mi ha riferito che negli anni ’10 ci troviamo nella fase Early Qenya/Gnomico, in costante affinamento, mentre il Qenya Lexicon è del 1915 e le prime notizie su Gnomico/Goldogrin, invece, risalgono agli anni della guerra, quindi anche qualche tempo dopo. Ecco che necessariamente la scena filmica sarebbe tanto più filologica quanto più spostata in avanti, seppure rimane la perplessità sulla totale sorpresa dimostrata da Edith in quelle circostanze in merito al linguaggio inventato, sorpresa che invece la collocherebbe troppo presto per poter far dire a Tolkien di avere già tra le mani un intero linguaggio inventato e le relative leggende.

Per quanto riguarda invece il ruolo di Derek Jacobi: nel trailer fa una breve apparizione in cui esprime esclusivamente la bravura di Tolkien come linguista. Lo sfondo è sfocato e non si capisce bene il luogo, il che aiuterebbe a decifrarne l’identità. Non ritengo ad oggi possibile, senza dichiarazioni ufficiali, sapere chi interpreti nel film né in che preciso momento della vita di Tolkien si situi quel passaggio, ma possiamo fare delle ipotesi che ci aiutano a mettere in evidenza fin da ora, senza aver visto il film, degli aspetti della vita di Tolkien di cui si parla poco. Presenterò tre tesi nell’ordine dalla, a parer mio, meno probabile, a quella che è quasi certa.

In risposta al post di Oronzo Cilli (del quale parlerò più avanti) sull’identità del personaggio interpretato da Jacobi, Dimitra Fimi ha espresso la sua ipotesi per cui tale personaggio sarebbe Joseph Wright. Egli fu colui che nel 1901 prese il posto di Max Müller come Professore di Filologia Comparata a Oxford. Fu attraverso una sua grammatica che Tolkien scoprì il gotico da giovane studente. Per Tolkien fu poi un maestro e un incoraggiatore, e nel 1925 scrisse in favore della sua nomina come professore di anglosassone per la cattedra Rawlinson and Bosworth. Certamente è una delle persone più importanti per la vita di Tolkien, ma, dato che Jacobi è l’unico altro grosso attore nel cast assieme ai due protagonisti, vi sono altri due personaggi che ritengo più probabili di lui.

La mia ipotesi è che Derek Jacobi interpreti il padre di uno dei membri del TCBS, Robert Quilter Gilson, ovvero suo padre Robert Cary Gilson. Egli non solo fu un inventore e un grande conoscitore di lingue, ma conobbe Tolkien ed ebbe un rapporto privilegiato con lui tramite suo figlio, che morirà durante la Prima Guerra Mondiale. Egli avrebbe certamente potuto dire le parole che Jacobi pronuncia nel trailer, ed inoltre le probabilità che sia lui aumentano se consideriamo che il film sarà incentrato (pare) sul TCBS e l’amicizia tra questi quattro ragazzi, e, se si deve dare un ruolo di primo piano a un grande attore, tale ruolo deve essere dato al padre di uno di questi che ebbe un ruolo cruciale anche nella vita del giovane Tolkien, R.C. Gilson appunto.

La terza e ultima ipotesi, che nonostante tutto ritengo la più probabile, è quella avanzata da Oronzo Cilli su facebook in un post sul suo profilo personale. Le evidenze, secondo Oronzo, portano a pensare che Jacobi interpreti Sir William Alexander Craigie. Cito: “visto il riferimento alla conoscenza lessicografica di Tolkien, penso che possa interpretare il ruolo di Sir William Alexander Craigie. Craigie fu terzo curatore dell’Oxford English Dictionary e co-autore, con C. T. Onions, del supplemento del dizionario pubblicato nel 1933. È interessante perchè lui dal 1916 al 1925 è stato Rawlinson and Bosworth Professor of Anglo-Saxon dell’Università di Oxford, ruolo che avrebbe ricoperto Tolkien dal 1925 al 1949. Fu quello che al ritorno di Tolkien dalla guerra gli offrì il lavoro all’OED perché gli riconosceva grandi qualità da lessicografo. Una figura molto importante nel campo accademico e che ebbe un ruolo anche nella formazione di Tolkien”.

Ritengo in ultima analisi che Jacobi interpreterà sicuramente un ruolo di primo piano, data la caratura dell’attore. Dipende da chi ha fatto il film: effettivamente egli potrebbe interpretare benissimo uno qualunque dei tre ruoli ipotizzati dalla Fimi, da me o da Oronzo Cilli, ma se si gli si è voluto dare un ruolo cardine penso che la mia ipotesi siano la più cogente, ma, se farà nulla più che la comparsa finale ad effetto, la farà certamente nel ruolo studiato da Oronzo in cui incarica Tolkien per l’OED.

Non ci resta che aspettare fino alle notizie ufficiali o all’uscita in sala, o ad eventuali altri trailer più espliciti. Ma sicuramente il biopic su Tolkien si sta proponendo come davvero, davvero interessante, da attendere prima e da discutere poi. Un’opportunità da non perdere per nessun tolkieniano!

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