Le lingue elfiche e il biopic “TOLKIEN”

 

Fin qui abbiamo parlato di cosa si è conosciuto: parliamo adesso di cosa si conosce delle lingue elfiche di Tolkien. Assieme ai manoscritti riguardanti le storie della Terra di Mezzo, pubblicati da Christopher negli anni comeUnfinished Tales e History of Middle-earth, il terzogenito di Tolkien ha lavorato assieme ad altri studiosi alla pubblicazione anche dei materiali relativi appunto alle lingue. Ci parli un po’ di questi studiosi e di questo lavoro di Christopher di cui praticamente non si parla mai? Chi sono e tramite quali mezzi questi manoscritti tolkieniani da loro curati vengono pubblicati? Di che tipo di materiale fa uso uno studioso di lingue elfiche?

Nicholas Hoult nel ruolo di John Ronald Reuel Tolkien

Questa è una domanda la cui risposta richiederebbe la stesura di un libello, ma cercherò di farla più breve. Nel 1988 Jorge Quiñonez fondò la Elvish Linguistic Fellowship come gruppo specialistico, nel contesto della Mythopoeic Society (società internazionale che promuove lo studio delle opere degli Inklings), per dedicarsi appositamente alla parte linguistica della subcreazione tolkieniana. Evidentemente i membri di quest’accolita impressionarono molto favorevolmente Christopher Tolkien, perché nel 1992 nominò un gruppo editoriale composto proprio dai principali studiosi e membri attivi dell’E.L.F. allo scopo di riordinare, curare e poi pubblicare gli scritti del padre nei quali vi era materiale relativo alle lingue. La cernita dei materiali fu lunga e laboriosa, tant’è che a quanto pare all’alba del 2019 d.C ancora l’opera non è conclusa: l’E.L.F. e Christopher Tolkien lavorarono essenzialmente su risme di fotocopie che quest’ultimo prese a inviare loro, particolarmente nel corso del decennio successivo, nonché dagli appunti consultabili presso la Bodleian Library e negli archivi dei manoscritti tolkieniani custoditi presso la Marquette University. Le parti concordarono sul fatto che il modo migliore di procedere fosse quello cronologico, poiché le note di Tolkien nella maggior parte dei casi sono sufficientemente interpretabili e spiegabili solo alla luce dei suoi scritti precedenti, spesso dipendenti da questi ultimi quel tanto che basta da rendere altrimenti indeterminabile il loro contesto (sia in termini di storia interna alla Terra di Mezzo che a quella esterna, relativa cioè alla vita dell’autore). Questo filone principale di pubblicazione ha corso nei numeri della rivista Parma Eldalamberon, edita dalla E.L.F stessa. Vi sono, tuttavia, alcuni scritti che sono in gran parte indipendenti o il cui contesto è stato sufficientemente definito dall’impegno di Christopher Tolkien nella cura editoriale di The History of Middle-earth, quindi non necessitando di essere presentati nel normale flusso cronologico del progetto più ampio: tali materiali sono pubblicati sull’altra rivista del gruppo, Vinyar Tengwar. Essenzialmente sono questi i documenti a cui si fa riferimento quando si vuol intraprendere lo studio immersivo delle lingue di Arda. Ma sono testi tremendamente tecnici, va detto. Esistono anche alcune mailing list, tra tutte Lambengolmor che è ancora attiva, in cui è possibile anche dialogare direttamente con i membri di questa redazione (Christopher Gilson, Carl F. Hostetter, Arden R. Smith, Bill Welden e Patrick H. Wynne) e altri contributori illustri. Su Internet, a diffondere materiali basati su queste pubblicazioni sono in particolare due siti web, Ardalambion e Eldamo, spietatamente tecnici a loro volta. Credo che una via agli studi italiani possa passare dal produrre scritti intermedi che possano essere avvicinati anche dai neofiti completi, per poi incoraggiare a consultare le fonti primarie. Avrei detto che presso le facoltà di lingue ci fosse più interesse per un’opera del genere, ma fino ad ora devo dire che forse i “tecnici” si stanno rivelando assai più freddi del pubblico accademicamente laico.