GLI ARAZZI DI AUBUSSON /5: “La trappola dei Troll”

Il disegno originale

C’è da dire innanzitutto che Tolkien dedica alla vicenda dei Troll de Lo Hobbit due disegni, antitetici: uno pervaso di luce, l’altro estremamente scuro e cupo.

Del primo disegno a sua volta esistono due versioni rimaste inedite fino al 1989 quando sono state pubblicate in J.R.R Tolkien Artist & Illustrator. In questo disegno i Troll sono rappresentati mediante inchiostro nero e tempera nel preciso momento in cui vengono investiti dal raggio di sole che li tramuterà in pietra. Il paesaggio è completamente rischiarato dall’alba che illumina la foresta, e si possono intravedere Gandalf tra i tronchi d’albero sulla destra, Bilbo ben nascosto nel fogliame ed i Nani avvolti in sacchi sulla sinistra. I Troll sono rappresentati come figure scure e tozze intente a discutere animosamente su come cucinare al meglio i Nani, tutti e tre in posizioni diverse. Il disegno, per ragioni non del tutto note, non soddisfa il Professore e viene scartato.

I Tre Troll tramutati in pietra (I)
I Tre Troll tramutati in pietra (II)

Anche il secondo disegno, il nostro The Trolls, è realizzato con inchiostro nero su sfondo chiaro (e tempera bianca); i tratti però sono scuri, foschi, trasmettono un senso di paura e tensione. La stessa sensazione che potrebbe aver provato il Nano la quale testa è rappresentata in primo piano in basso, coperta dal tipico copricapo che troviamo rappresentato più volte da Tolkien per i suoi nani.

La scena è temporalmente precedente a quella dell’altro disegno, aperta sulla foresta immersa nelle tenebre ed illuminata al centro dall’ardere della brace (unico elemento di luce). Le figure di Guglielmo, Berto e Maso emergono dall’ombra, vagamente nascoste dietro robusti alberi che incorniciano la scena, intenti a mimetizzare la loro figura in attesa dei Nani. Gli sguardi sono fissi e spaventosi, la foresta silenziosa: pare quasi di sentire solo lo scricchiolio dei passi del Nano sulle foglie e lo stridere della vampa che brucia. Gli alberi sembrano costruire una gabbia circolare pronta ad intrappolare gli sfortunati avventori; l’atmosfera è sinistra ed il pericolo crescente. A breve tutti i Nani verranno catturati e rischieranno di fare la stessa fine dell’abbacchio. Il fumo della brace si alza alto e chiaro e crea splendide forme sinuose ma stilizzate che ricordano nuvole o onde, simili a quelle che vedremmo in alcuni bellissimi e colorati quadri dell’Art Nouveau (l’ispirazione costante che Tolkien ebbe da questa corrente artistica viene approfondita nell’ultima pagina di questo stesso articolo).

Vi sono anche altre illustrazioni che mettono in evidenza come Tolkien usasse disegnare sbuffi di fumo e fiamme mediante questo elegante tratto sinuoso, come ad esempio The Front Gate. Qui vediamo rappresentato l’ingresso alla Montagna Solitaria dal quale fuoriescono del vapore e del fumo chiari ed inquietanti, molto simili nella forma e nel segno a quelli del nostro. Interessante notare anche la complessità delle forme e dei tratti presenti nel Fiume Fluente, nella Montagna e nelle rocce tutt’attorno. Anche nell’alito di fumo che fuoriesce dalle narici di Smaug in Conversation with Smaug notiamo una notevole somiglianza con il fumo della brace dei Troll: dà l’idea di uno Smaug pronto a sputare fuoco e morte. Del timido fumo disegnato con soli tratti neri esce anche dalla porta sullo sfondo, a sinistra.

The Front Gate e Conversation with Smaug, particolari

Tornando all’illustrazione dei Troll, il Professore decide di dipingere questa scena attraverso una tecnica molto particolare e minuziosa: i punti bianchi che caratterizzano il disegno non sono dipinti con colore bianco ma sono al contrario aree non colorate dall’inchiostro nero. Solo il braccio del Troll sulla destra è stato colorato di bianco, in una correzione successiva. La tecnica è sbalorditiva quanto a precisione del tratto: possiamo quasi considerarlo un piccolo quadro puntinista. Si evince la paziente volontà dello scrittore di rendere la sua idea della scena nei minimi particolari, con precisione quasi maniacale.

Ci resta difficile immaginare, dopo aver ammirato questa affascinante illustrazione e quelle degli articoli precedenti, che il Professore fosse sempre molto autocritico verso i suoi disegni e che spesso non si ritenesse in grado di realizzare alcuni di essi per darli alla stampa, definendoli «produzioni dilettantesche». Dalle lettere agli editori Allen & Unwin intuiamo la preoccupazione verso il giudizio che i lettori avrebbero potuto dare su disegni che fino ad allora erano stati visti solo dai figli e dagli amici. Ogni lettore era di fatto un suo potenziale critico. A tal proposito, voglio ricordare un aneddoto che riguarda proprio il nostro disegno The Trolls: Tolkien esaminava scrupolosamente le riproduzioni delle sue illustrazioni in bianco e nero prima che andassero in stampa ed in una lettera fece notare che quella del disegno era buona tranne che per due problemi: uno dei contorni di un albero sullo sfondo risultava leggermente spezzato e alcuni punti attorno al fuoco non erano ben riprodotti…

Quando mandò agli editori ed al curatore Charles Furth i primi disegni per Lo Hobbit aggiunse: «I dipinti a me paiono solo la prova che l’autore non sa disegnare». Ma Stanley Unwin li trovò bellissimi e rispose che ne avrebbe usati otto da stampare in bianco e nero.

Alla Allen & Unwin erano ormai abituati al carattere del Professore ed al suo perfezionismo, e per quanto cercassero di soddisfare le sue richieste, queste a volte risultavano difficili da realizzare, molto costose e poco convenienti (esemplare fu la richiesta di stampare la Mappa di Thror con le rune sul retro, capovolte, perché si vedessero sulla mappa in controluce).

È necessario ricordare ai lettori che per il disegno The Trolls il Professore si è probabilmente ispirato ad un’illustrazione di Jennie Harbour realizzata per il racconto Hansel and Grethel, libro di proprietà della figlia minore Priscilla. Possiamo notare che simili sono la prospettiva, le fiamme, il fumo e la cortina di alberi, ma il disegno del nostro è molto più strutturato, gli alberi più minacciosi, la brace più animata.

Jennie Harbour, Hansel and Grethel

Come sappiamo, Tolkien si è cimentato numerosissime volte nella rappresentazione di foreste, sia a colori che in bianco e nero. Per brevità citerò solo quelle che ricordano molto da vicino il nostro The Trolls, come ad esempio Taur-na-Fúin – Fangorn Forest, molto simile nella prospettiva e nello stile (eseguita con tecnica mista di matita, inchiostro ed acquerelli) e Mirkwood (stampata in bianco e nero).

Taur-na-Fúin
Mirkwood

(segue a p. 4)