“I Mondi di J. R. R. Tolkien”: commento

Quattro Venti e Arti e industria

«[…] Persino la somiglianza tra Mordor e Mordred, nome della nemesi di re Artù, può essere tutt’altro che casuale»1

Certo la matière de Bretagne ha il suo posto d’onore tra le influenze tolkieniane. Certo a Garth non è sfuggito che il nome Mordor venne coniato nel 1937, anno in cui Tolkien era impegnato nella stesura de La Caduta di Artù. Tuttavia, non mi trovo d’accordo con questa affermazione, ecco perché.

Sulla base delle note contenute nei sedici libri di filologia germanica che facevano parte della libreria personale di Tolkien (oggi conservati presso la Cushing Memorial Library and Archives), Madeline J. Keyser ha suggerito che la radice MOR-, che compare di frequente ne Il Signore degli Anelli (cfr. Morannon, Morgoth, Morgul, Moria e, per l’appunto, Mordor), potrebbe essere stata influenzata da una parola reale, che compare in una di queste note manoscritte (Tolkien, Fragment 16) consistenti in glosse sui suffissi, tra cui mora “oscuro”, moranya “più scuro (comparativo)” e moranta “il più scuro (superlativo)”. Secondo Madeline J. Keyser, «mora sembra essere di origine nordica (scandinava) e germanica occidentale – la radice latina si trova in parole in inglese moderno come murky “oscuro”, e in altre parole germaniche associate all’oscurità»2.

Tornando al nome Mordor, al di là del suo significato in Sindarin (mor “nero” + dôr “terra”), per tutti i madrelingua inglesi, il nome Mordor suonerà come murder (ˈmɜːdə(r)) “omicidio, assassinio”, e funzionerà ancora di più se si pensa alla parola da cui deriva: l’anglosassone morðor; cfr. gotico maúrþr e francese antico murdre; dalla radice *mer-: mor-: mr- “morire” > latino morī “morire”, mors, mortis “morte”; greco antico μορτός, βρότος “mortale”; sanscrito mṛ “morire”, mará “morte”, márta “mortale”; gallese marw, irlandese marbh “morto”.

Questa connessione fonosimbolica, con cui mi trovo d’accordo, è stata suggerita da Edward Vajda, professore di Lingue Classiche e Moderne presso la Western Washington University3, e viene riportata anche da Garth nel capitolo Arti e industria con queste parole: «In linea generale, la definizione [Mordor “terra oscura”] si adatta a qualsiasi regno governato dal male, e il suono ricorda l’anglosassone morðor “omicidio”, e l’arturiano Mordred»4.

A questo punto, bisogna aggiungere che Tolkien sapeva bene che, all’origine, il nome celtico di Mordred era Medrawt o Medrod, passato poi in inglese come Modred e Mordred.
Infatti, la prima menzione conosciuta del suo nome si trova negli Annales Cambriae (“Annali del Galles”, fine X sec.), dove possiamo leggere: «XCIII. Annus. Gueith Camlann, in qua Arthur et Medraut corruere; et mortalitas in Britannia et in Hibernia fuit.» (“Anno 93. La battaglia di Camlann, in cui caddero Artù e Mordred; e in Britannia e Irlanda vi fu una pestilenza”).
Nell’Historia Regum Britanniae di Geoffrey di Monmouth (XII sec.), Mordred viene chiamato Modredus, così come nella Vita Merlini; nella Triade gallese Tre incontenibili devastazioni dell’Isola di Britannia, dal Libro Rosso di Hergest (XIV-XV sec.), la prima di queste devastazioni è a opera di un certo Medrawd; nel Brut (XIII sec.) di Laȝamon, è chiamato Modred, e parimenti nel romanzo Of Arthour and Merlin (tardo XIII sec.). Solo successivamente, con Le Morte Darthur (XV sec.) di Sir Thomas Malory, si trova il nome Mordred.


Note

1 J. Garth, I Mondi di J. R. R. Tolkien. I luoghi che hanno ispirato la Terra di Mezzo, cit., p. 35

2 Sixteen Philological Books and Notes from the Library of J.R.R. Tolkien (trad. mia)

3 J.R.R. Tolkien’s Imaginary Languages: conferenza tenuta alla Western Washington University in data 14/11/2012.

4 J. Garth, I Mondi di J. R. R. Tolkien. I luoghi che hanno ispirato la Terra di Mezzo, cit., p. 184

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