Il Medioevo nella Terra di Mezzo: Anelli del Potere

di Thijs Porck


Come professore di filologia anglosassone all’Università di Oxford, J.R.R. Tolkien non poté fare a meno di ispirarsi alla lingua e alla letteratura che studiò e insegnò. Come risultato, il suo mondo immaginario è infuso di materiale culturale del Medioevo, in particolare di lingua e letteratura Antico Inglese. In questo articolo, mi concentro sugli Anelli del Potere usati da Sauron per conquistare il dominio su chi li avrebbe indossati…


“hringa fengel” (Beowulf, I. 2345): l’originale “Signore degli Anelli

Perché Sauron dona degli anelli agli Elfi, agli Uomini ed ai Nani che vuole controllare,  piuttosto che qualsiasi altro oggetto? La risposta si potrebbe trovare nel poema in Antico Inglese Beowulf, uno dei testi che Tolkien studiò attentamente.

Nel Beowulf, i re sono spesso descritti con espressioni metaforiche come «sincgyfan», “donatore del tesoro” (I. 1012a), «Sinces bryttan», “spartitore del tesoro” (I. 1922b) e «goldgyfan» “donatore di oro” (I. 2652). I sovrani erano quindi associati alla distribuzione di tesori e, più precisamente, degli anelli, come suggerito dall’uso del termine «beaga bryttan», “spartitore d’anelli” (II. 35a, 352a) nello stesso poema. Anche altri poemi in Antico Inglese testimoniamo l’idea che i re dovessero distribuire anelli: il poema sapienziale Maxims II, ad esempio, recita:

Cyning sceal on healle / beagas dælan

un re deve condividere gli anelli nella sala

I sovrani distribuivano tesori ai loro seguaci come un modo per stabilire un legame di lealtà reciproca: il re avrebbe dato tesori in cambio di fedeltà e servigi. Quello che Sauron vuole fare con gli Anelli del Potere, quindi, è una versione perversa di quest’idea medievale di fedeltà al tesoro.Il titolo Il Signore degli Anelli può trovare le sue origini anche nei termini usati per i sovrani nel Beowulf. Il personaggio omonimo del poema – lo stesso re Beowulf – è chiamato «hringa fengel», espressione che si traduce chiaramente in “signore degli anelli”:

Beowulf, II, 2345-7 © The British Library, Cotton Vitelius A. xv, f. 185r (fonte)

Oferhogode ða hringa fengel
þæt he þone widflogan werode gesohte
sidan herge

(Beowulv, II, vv. 2345-2347a)

Lo! the lord of gold disdained with host and mighty army to go against that creature flying far abroad.

(traduzione di J.R.R. Tolkien)

Il principe degli anelli disdegnò allora
di cercare con una schiera il forte volatore,
con vasto esercito

(traduzione italiana)

Un anello inciso dall’Inghilterra anglosassone: L’Anello di Kingmoor

L’Unico Anello, inciso in Tengwar con parte della poesia dell’Anello (“Un anello per domarli, ecc.), ha qualche somiglianza con un gruppo di anelli anglosassoni medievali con iscrizioni runiche. Uno di questi è l’Anello di Kingmoor del IX secolo, scoperto nel XIX secolo e che attualmente si trova al British Museum. Quest’anello runico porta un’incisione che è stata interpretata come un incantesimo: «ærkriufltkriuriþonglæstæpon» sul bordo esterno e «tol» su quello interno. Il testo è, per la maggior parte, un grammelot magico, ma mostra alcune somiglianze con un incantesimo trovato in un vecchio testo medico in Antico Inglese per fermare le emorragie. Così, gli studiosi hanno ipotizzato che l’anello potesse funzionare come amuleto magico. È interessante notare che l’Anello di Kingmoor è legato a vari altri anelli runici anglosassoni recanti un’iscrizione simile: l’Anello di Bramham Moor e l’Anello di Linstock Castle. Questo gruppo di anelli magici potrebbe essere la fonte di ispirazione per gli Anelli del Potere di Tolkien?

A sinistra: una riproduzione dell’Unico Anello. A destra: l’Anello di Kingmoor

Perché Isildur non distrugge l’anello quando ne ha la possibilità?

Un ultimo punto riguardante gli Anelli del Potere che li lega decisamente all’anello medievale è la ragione dichiarata da Isildur per rifiutare di gettare l’Anello nel Monte Fato. Elrond dice al Consiglio a Gran Burrone che lui e altri avevano cercato di convincere Isildur a distruggere l’Anello, ma quest’ultimo ignorò le loro suppliche:

But Isildur would not listen to our counsel. «This I will have as weregild for my father, and my brother».

Ma Isildur non volle ascoltare i nostri consigli. «Terrò questo in memoria di mio padre e di mio fratello».

(traduzione di Vittoria Alliata)

La Compagnia dell’Anello, Libro II, Capitolo II. Il Consiglio di Elrond

Come si può vedere dal testo inglese, qui, Isildur si richiama al principio giuridico altomedievale del guidrigildo (Alliata lo ha tradotto semplicemente «in memoria», NdT). Il termine in Antico Inglese «weregild» e sta per “uomo-prezzo, uomo-denaro” (l’Antico Inglese «wer» si trova ancora oggi in «werewolf», “uomo-lupo”, cioè lupo mannaro). Il guidrigildo era il risarcimento per un omicidio (o qualche altro malefatto) al fine di evitare una faida di sangue. Tolkien stesso dà la seguente spiegazione di questo principio che si trova in molti codici giuridici del primo periodo germanico:

La fazione che aveva recato offesa poteva “comporre la faida” pagando una somma di denaro, e quindi furono stilate delle liste elaborate che stabilivano il valore da pagare. Il pagamento era detto «wergild»: ogni uomo, secondo il proprio status, aveva un prezzo.

(J.R.R. Tolkien, Beowulf, Bompiani, Milano, 2014, p. 284)

Quindi Isildur usa una ragione medievale per non sbarazzarsi di un anello (a sua volta probabilmente ispirato da un gruppo di anelli medievali), che era stato usato da Sauron in modo non dissimile dai re medievali. E tutto questo in un libro che potrebbe prendere il suo nome da un’espressione di un poema medievale. Spesso il Medioevo nella Terra di Mezzo è più presente di quanto si possa immaginare!


© 2021 by Thijs Porck. Tradotto con il permesso dell’autore. L’articolo originale in inglese si può trovare qui.

Traduzione di Greta Bodin

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