Intervista a Francesca Barbini (Luna Press Publishing)

di Sara Massino


La Luna Press Publishing, casa editrice fondata a Edinburgo da Francesca Barbini, ha recentemente indetto un Call for Papers a tema tolkieniano dal titolo Not the Fellowship. (Dragons Welcome), in cui i lettori di Tolkien di ogni tipo (ricercatori, studiosi, ma anche semplici appassionati che abbiano voglia di dedicarsi a un lavoro del genere) sono invitati a scrivere un saggio breve su uno dei personaggi inventati dal Professore, che non siano parte della Compagnia dell’Anello. Il testo tradotto del Call for Papers e il link all’originale, con tutti i dettagli relativi alla scrittura e alla presentazione del saggio, si trovano in fondo a questo articolo. Insieme a questo, vogliamo proporvi un’intervista a Francesca Barbini, italiana trasferitasi in Scozia, che con la Luna Press ha già pubblicato molti libri di pregio su Tolkien, e ha svolto per molti anni un’attività di volontariato per la Tolkien Society. Ci siamo fatti raccontare da lei la sua esperienza e i suoi punti di vista sull’approfondimento e la divulgazione del mondo creato da J.R.R.Tolkien.

Ringraziamo Francesca, e auguriamo a tutti una buona lettura!


Salve Francesca. Dal sito della Luna Press Publishing, la casa editrice che ha fondato a Edinburgo, si legge che lei è nata e cresciuta in Italia. Che cosa l’ha portata proprio a Edinburgo, e come è nata l’idea di fondare una casa editrice qui?

Francesca Barbini

Salve e grazie per l’invito! Sono di Roma, e tramite il volontariato ho sempre viaggiato all’estero, dai tempi delle superiori. La Scozia ha un fascino speciale per noi italiani, e si vive veramente bene qui. Nel giro di pochi mesi avevo già deciso che sarei rimasta e vent’anni dopo sono ancora qui! La Luna Press non è stata creata subito. Da molti anni ormai sono capo dipartimento in un liceo scozzese e insegnare mi piace molto. Luna è nata dal mio amore per la ‘speculative fiction’ di ogni genere, e dal fatto che mi sono sempre vista come un “facilitator”, un ponte per gli altri, tra dove sono e dove vogliono arrivare. Con la scuola è uguale: allo stesso modo in cui facilito il viaggio educativo dei miei studenti, così faccio per i miei autori.

La sua giovane casa editrice si è già distinta per aver pubblicato libri di prestigio dedicati a Tolkien. Quale ruolo ricopre Tolkien nelle sue letture e passioni? Lo ha letto sia in italiano che in inglese? Se sì, quali pensa siano le differenze?

Ho sempre letto molta letteratura fantasy, sin da piccola. Tolkien è arrivato nella mia vita tramite Lo Hobbit intorno ai dodici anni. Negli anni seguenti venne Il Signore degli Anelli. Era un mondo vastissimo da scoprire, e fu la prima volta in cui mi cominciai ad interessare veramente al ‘worldbuilding’ in sé per sé e a tutto ciò che significa: lingua, cultura, politica, ecc. Qui cominciò anche la passione per il saperne di più, per la ricerca, per l’andare oltre il testo, che poi, anni dopo, mi porterà a creare Academia Lunare, il braccio della ‘speculative non-fiction’ di Luna Press. Arrivata a Edinburgo cominciai a comprare libri in inglese, inclusi quelli di Tolkien e la saggistica dedicata a lui. La lettura in lingua originale di The Lord of the Rings fu come leggere il libro per la prima volta in assoluto. Se all’inizio avevo apprezzato il plot, ma mi ero fatta catturare più dai dettagli del mondo secondario, questa volta fu amore a prima vista su tutti i fronti. In Italia siamo abituati ad avere tutto tradotto e doppiato, ma se si ha la possibilità di leggere un testo in lingua originale, si dovrebbe veramente farlo. Ci sono traduzioni fantastiche al mondo, ma alcune cose sono proprie dell’espressione di un autore, e non si riescono a tradurre facilmente.

Lei è volontaria dal 2012 alla Tolkien Society, e ha collaborato con loro in varie occasioni. Come è nata questa collaborazione? Qual è stata la sua esperienza da socia, e che mansioni ha svolto per la Society?

Furono i film di Jackson che mi spinsero a cercare il sito internet della Tolkien Society nel 2011 e mi comprai una membership per il mio compleanno. Come dicevo ho sempre fatto volontariato – mi piace contribuire ed organizzare – quindi mi feci avanti per la posizione di ‘Booking Officer’, che la TS aveva aperto proprio in quel periodo. Mi sono occupata delle prenotazioni per tutti gli eventi della società sin da allora. Ho conosciuto amici splendidi grazie alla TS, per cui oltre all’amore per il Professore che ci unisce, ci sono legami personali molto importanti. Al termine di Oxonmoot 2020, ho lasciato la posizione di ‘Booking Officer’, per far fronte ai crescenti impegni tra il liceo e Luna Press. Ci sarà qualcun altro da quest’anno a prendersi cura degli eventi.

Per la Tolkien Society ha pubblicato anche gli atti dei Tolkien Society Seminar a partire da quello del 2016, e sono in arrivo quelli dell’anno scorso. Ha un accordo sulla pubblicazione degli atti?

Dopo la creazione di Luna Press (2015), e in particolare di Academia Lunare, mi resi conto che gli atti di The Return of the Ring, la conferenza di Loughborough del 2012, erano ancora in attesa di essere pubblicati, per vari motivi; essendo nella situazione adatta, mi sono semplicemente offerta di aiutare. Il successo della prima collaborazione ci ha portati a considerare ulteriori progetti. E quindi sono arrivati i vari Peter Roe, cioè la serie della TS dedicata ai seminari. Luna Press lavora con vari enti di beneficenza in Scozia (abbiamo una pagina dedicata a questo sul sito), per cui è una cosa abbastanza normale per me. I profitti di tutte le Tolkien Society Publications vanno alla TS, una volta coperti i costi – tutto qui. Per me è un piacere poter aiutare in questo modo, e vedo anche questa collaborazione come un altro modo di fare volontariato in un certo senso. Quindi anche se da una parte non sono più il ‘Booking Officer’, ho trovato un altro modo per contribuire. Le TS Publications sono un progetto a sé stante. Gli autori di Academia Lunare, che si occupa di tutta la nostra ‘speculative non-fiction’, sono direttamente sotto contratto con Luna Press Publishing, senza legami con la TS.

Oltre alla pubblicazione degli atti dei Tolkien Society Seminar che si sono svolti negli ultimi cinque anni, recentemente la sua casa editrice ha ristampato gli atti del Seminar del 1990, ben trenta anni fa. Crede che sia importante pubblicare e conservare questo genere di documenti, che potrebbero essere considerati un po’ effimeri? Sono previste altre ristampe di atti ormai non più disponibili?

La Tolkien Society è una società di beneficenza educativa e letteraria dedita allo studio e alla promozione della vita e delle opere di Tolkien. La diffusione dei seminari del passato fa parte dunque del loro lavoro. Peter Roe III (1990), e Peter Roe VII (1996) che uscirà tra breve, esistevano solo su carta. Durante il primo lockdown li ho digitati entrambi al computer, manualmente! L’idea di riportare in stampa gli atti non più disponibili c’è da tempo, e Luna continuerà ad essere disponibile come è stata finora.

Oltre alle pubblicazioni della Tolkien Society, la sua casa editrice ha stampato tre saggi dedicati al significato spirituale dell’opera di Tolkien. Mi riferisco a On Eagle’s Wings – An Exploration of Eucatastrophe in Tolkien’s Fantasy, Aragorn: J. R. R. Tolkien’s Undervalued Hero e Echoes of Truth: Christianity in the Lord of the Rings. Secondo lei, quale ruolo dovrebbe avere il tema della spiritualità nelle opere di Tolkien all’interno del panorama degli studi tolkieniani? La Luna Press intendeva promuovere questo campo di ricerca con questi libri?

Personalmente ritengo che la spiritualità sia una delle dimensioni umane essenziali (e qui si può interpretare spiritualità in vari modi, dalla religione organizzata ad una comprensione più filosofica). Da italiana nata e cresciuta a Roma, con mio padre Luigi diacono permanente con tre dottorati in teologia, sono dunque cresciuta con quel sapere che Tolkien stesso ha condiviso (anche tramite Padre Morgan), e che comunque “sa di casa” per me. Non tutti si sentono a loro agio forse, a discorrere di spiritualità, ma secondo me è un dialogo importante ed è sicuramente ben accetto nella saggistica in generale e negli studi tolkieniani che facciamo con Luna Press. E se il cattolico moderno è diverso da quello di cinquant’anni fa, o il modo di vivere la spiritualità e diverso, ben vengano studi che esaminino quest’aspetto di Tolkien con una lente nuova. Non si può mettere d’accordo il mondo intero, è chiaro, ma questo non dovrebbe mai impedire a nuove idee di fiorire o circolare. Inoltre, una delle basi fondamentali delle nostre Call for Papers annuali di esplorazione della letteratura fantasy o di fantascienza, è la libertà data agli autori di come affrontare il tema in questione. Questo rende il prodotto finale vario e secondo me più interessante. I premi vinti e le ‘shortlists’ ottenute per i nostri primi cinque volumi sono testamento di questo.

Nel vostro catalogo ci sono anche alcune opere scritte da autori non anglofoni: Uncle Curro. J.R.R.Tolkien’s Spanish Connection dello spagnolo José Manuel Ferrandez Bru, Tolkien’s Library: an annotated checklist dell’italiano Oronzo Cilli, e l’ultima novità tolkieniana in arrivo per Luna Press: Friendship in The Lord of the Rings, scritto dalla brasiliana Cristina Casagrande (qui l’annuncio ufficiale). Si potrebbe dire che con queste pubblicazioni la sua casa editrice ha avuto il merito di presentare studiosi provenienti da paesi non anglofoni ad un pubblico internazionale. È un proposito che rientra nei suoi obiettivi?

Una delle missioni di Luna Press, dovuta anche al fatto che io stessa sono italiana, è di decentralizzare la ‘speculative fiction e non-fiction’ dal prevalente stampo anglofono. La nostra famiglia di autori in generale ha un’aria internazionale che sto coltivando e che continua a crescere (circa il 40% dei miei autori sotto contratto non hanno l’inglese come prima lingua). L’inglese, a parere mio, deve essere un ponte per la comprensione comune, non l’obiettivo. Il merito del lavoro è sempre fondamentale, ma bisogna cercare in luoghi diversi.

Il libro di Oronzo Cilli Tolkien’s Library: an annotated checklist, sui libri letti e posseduti dal professore, ha vinto i Tolkien Society Awards 2020. Se lo aspettava? Che effetto le ha fatto?

Siamo stati veramente felicissimi! Il lavoro che ha fatto Oronzo è molto importante, e soprattutto è stato un lavoro d’amore da parte sua, cosa che molti lettori hanno tenuto a farci sapere: si sono infatti resi conto di quanto impegno sia stato messo nella creazione di questo libro. Come ha detto Tom Shippey, è un punto di partenza per tanti altri studi su Tolkien. Un premio tutto meritato!

L’ultimo Call for Papers della Luna Press Publishing invita ad approfondire qualunque personaggio creato da Tolkien che non sia membro della Compagnia dell’Anello. Come le è venuta questa idea? Si aspetta molte adesioni?

Il Signore degli Anelli di Jackson è stato importantissimo per l’aver introdotto nuove generazioni alla Terra di Mezzo, e ancora di più ad un periodo particolare della sua storia, ma non tutti, tra queste, hanno avuto l’opportunità di conoscere o approfondire personaggi presenti in altri libri o epoche della storia della Terra di Mezzo. Con questo CfPs volevo dare l’opportunità ai ricercatori di portare alla ribalta i sentieri meno battuti, e comunque non i membri della Compagnia. Il CfPs chiude a fine agosto, ed abbiamo già una bella lista di proposte. Credo che ci sia anche un drago se non mi sbaglio! Per gli interessati, la prima cosa è di mettersi in contatto con noi, spiegando quale personaggio si vuole investigare e in che direzione. Spero di ricevere ‘submissions’ italiane!

L’intervista si conclude qui, grazie per la sua disponibilità.

Grazie a voi!


Pubblichiamo anche in italiano il testo della Call for Papers di quest’anno, qui il comunicato ufficiale.

Call for Papers 2021: “Non la Compagnia. I Draghi sono i Benvenuti.”

Gli autori sono invitati a confrontarsi con un personaggio di finzione a scelta tratto da uno qualsiasi dei lavori di Tolkien e che non faccia parte della Compagnia del Signore degli Anelli. Possono comunque essere scelti personaggi di ISDA.

Amici, nemici o neutrali; morti o non morti; esseri divini, creature (di tipo animale o mitologico), o altro ancora. Accettiamo tutto. Bill il Pony, sebbene sia indubbiamente un membro onorario della Compagnia perlomeno secondo Sam, è – per i nostri scopi – un ottimo esempio.

Lo scopo di questa Call for Papers è, da un lato, dare maggiore risalto a personaggi Tolkieniani che non hanno ricevuto la stessa attenzione della Compagnia. Dall’altro lato, vogliamo affrontare questi personaggi meno apprezzati in modi nuovi e alla luce della sensibilità contemporanea. Di seguito troverete alcuni spunti di riflessione, anche se non dovrebbero limitare le vostre idee personali.

I personaggi possono essere analizzati, esplorati, criticati, e in generale affrontati da qualsiasi angolazione di vostra scelta.

I personaggi possono essere considerati dall’interno del contesto di finzione delle loro storie (o in episodi particolari): nella loro efficacia, i loro errori, i punti di forza e di debolezza.

Potete rintracciare le origini di un personaggio, inseguendo ciò a cui Tolkien si è ispirato se volete, e il suo contesto storico.

I personaggi possono anche essere interpretati come creati in risposta a un contesto socio-economico-culturale più ampio, con tutto ciò che questo comporta.

Approcci intersezionali ad un personaggio, attraverso le lenti della razza, della classe, e del genere.

Questioni più ampie generate da un personaggio, come la sua ricezione dai fan del passato o del presente e dai lettori.

Nello spirito dei Call for Papers dell’Academia Lunare, siete invitati ad affrontare i personaggi attraverso la lente degli adattamenti, che siano i film di Jackson, i film d’animazione, i videogiochi, le opere artistiche, le fanart, le fanfiction.

Linee guida:

1. Prima di iniziare, inviateci una e-mail con il vostro abstract o semplicemente fateci sapere quale personaggio e argomento intendete affrontare: va benissimo avere più di un autore che si confronta con lo stesso personaggio, finché il punto di vista è diverso, ma abbiamo bisogno di saperlo in anticipo.

2. Limite di parole: fino a 6.000 parole.

3. L’Abstract dovrebbe essere di 200-300 parole. Se avete bisogno di più spazio, usate un’Introduzione.

4.  Includete i lavori citati/la lista delle citazioni (non inclusi nel conteggio delle 6.000 parole)

5. I riferimenti bibliografici (integrazioni incluse) devono usare l’Harvard Style. Scaricate la guida completa e la guida veloce dal nostro sito web.

6. Data limite per la presentazione dei lavori: 31 agosto 2021.

7. I paper vincitori riceveranno un pagamento unico di minimo £30 (a seconda del numero di paper accettati) e una copia gratuita del libro.

Non preoccupatevi se questo è il vostro primo lavoro di saggistica o se non avete un dottorato: se amate la ricerca, avete bisogno di un’opportunità per cominciare da qualche parte. Contattateci per qualsiasi domanda.

(N.d.R. I testi devono essere inviati in lingua inglese, ma, se vengono accettati, saranno sottoposti a un editing completo; quindi se il vostro inglese non è perfetto, non preoccupatevi.)

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