Incontri digitali con Tolkien

di Enrico Spadaro


Incontrare Tolkien. In questi momenti in cui gli assembramenti, le riunioni, i contatti sociali sono stigmatizzati, e si sente sempre più parlare di “distanziamento sociale”, la parola “incontro” assume forse una valenza ancor più significativa. Indica un movimento verso qualcosa o qualcuno, un movimento verso l’altro e questo “altro” può benissimo essere anche un autore come Tolkien. Si può andare incontro a Tolkien per abbracciarne i contenuti, accoglierne le idee, ponderarne il pensiero, discuterlo, accettarlo o persino rifiutarlo: l’incontro implica inevitabilmente un dialogo.

E oggigiorno esistono numerosi modi per incontrare una persona, o un autore, come nel nostro caso: la pandemia ha consentito una maggior diffusione di nuovi strumenti, vale a dire quelli digitali. Internet, i social network, le piattaforme di teleconferenza, i podcast hanno permesso una comunicazione a livello globale e fatto sì che molti incontri potessero avere luogo. Non ultimo l’incontro con Tolkien, che attraverso il gruppo Facebook dei Tolkieniani Italiani e le diverse pagine ad esso affiliate, nonché la Webradio La voce di Arda, è così giunto nelle case di un sempre crescente numero di italiani. La possibilità di una diffusione egalitaria della cultura attraverso gli strumenti digitali è un fattore imprescindibile quando si parla ormai di un autore così conosciuto qual è Tolkien.

È questo uno dei temi di cui si parlerà al prossimo convegno dell’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale (AIUCD), inizialmente previsto a Pisa, ma che si svolgerà dal 19 al 22 gennaio 2021 in forma virtuale a causa della seconda ondata del Coronavirus. Il convegno è organizzato dal Laboratorio di Cultura Digitale dell’Università di Pisa e dal CNR con l’Istituto di Linguistica Computazionale “A. Zampolli” (ILC), l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” (ISTI) e da CLARIN-IT. È possibile iscriversi gratuitamente entro il 15 gennaio 2021 al seguente link.

La conferenza AIUCD vuole rappresentare un momento di approfondimento e di riflessione sulle Digital Humanities (DH) come luogo privilegiato di incontro tra diversi bisogni della società contemporanea nella ricerca, nella politica, nell’economia e nel quotidiano, restituendo all’umanista il ruolo di interprete e traghettatore del cambiamento. Come detto, uno dei temi attorno al quale ruoterà il convegno è proprio l’open culture attraverso le reti sociali. Sarà questo l’argomento di cui tratterà il paper, Nuove voci digitali per incontrare Tolkien, presentato da Enrico Spadaro, studioso tolkieniano attualmente presso l’Università di Tübingen, in Germania. Da una breve analisi sulle “peripezie” italiane di Tolkien (dal punto di vista editoriale e non solo), si tratterà delle realtà digitali che si occupano proprio d’incontrare l’autore de Il Signore degli Anelli in Italia, con una particolare attenzione proprio all’originale, e sempre più apprezzato, strumento della radio La voce di Arda. Il convegno, di cui a breve sarà disponibile il programma, si articolerà diversamente rispetto ai tradizionali congressi scientifici. Ci saranno due tipologie di appuntamenti: sessioni di quaranta minuti di discussione con il moderatore, in cui le proposte sono state raggruppate secondo il tema predominante. Il moderatore introdurrà i contributi in maniera sintetica e porrà delle domande che li connettano tra loro. Tali sessioni si terranno nella stanza zoom plenaria, aperta a tutti i partecipanti registrati e il pubblico potrà liberamente intervenire scrivendo in chat le proprie domande e osservazioni, che saranno raccolte per la discussione pomeridiana. In questa seconda parte dell’incontro, ogni gruppo della mattinata avrà uno spazio di un’ora in una stanza zoom dedicata, aperta alla discussione, in cui i temi della mattinata saranno discussi in maniera più approfondita, anche in risposta alle sollecitazioni del pubblico. Gli abstract saranno tutti pubblicati on line una settimana prima dell’evento: in questo modo il pubblico avrà la possibilità di arrivare preparato al convegno. Seguirà poi una pubblicazione dettagliata degli atti sulla rivista «Umanistica Digitale».

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