Il Medioevo nella Terra di Mezzo: Aragorn ed i Re anglosassoni esiliati

di Thijs Porck


Come professore di filologia anglosassone all’Università di Oxford, J.R.R. Tolkien non poté fare a meno di ispirarsi alla lingua e letteratura che studiò e insegnò. Di conseguenza, il suo mondo di fantasia è permeato da materiale culturale del Medioevo, in particolare di lingua e letteratura Antico Inglese. In questo articolo, mi concentrerò sul personaggio di Aragorn, il quale presenta parallelismi con i re anglosassoni Oswald di Northumbria, Alfred il Grande ed Edward il Confessore


Aragorn e Oswald di Northumbria (604-642): esiliati che reclamano il proprio trono

Nel 2014 il Daily Mail pubblicò un articolo con il titolo seguente: La stupefacente storia del santo-guerriero anglosassone, la cui lotta per riprendere il suo legittimo posto come re ha ispirato l’Aragorn di Tolkien. Il santo-guerriero anglosassone era Oswald di Northumbria e infatti, si può trovare almeno un parallelo di rilievo tra Aragorn e Oswald: entrambi erano re in esilio.

Aragorn e Oswald

Per farla breve: Aragorn apparteneva alla stirpe di Isildur, Alto Re di Gondor e Arnor; Anarion, il fratello di Isildur, ereditò Gondor, mentre la stirpe di Isildur continuò a governare il regno settentrionale di Arnor; alla fine Arnor cadde in rovina, e i discendenti di Isildur divennero dei re esiliati; la stirpe di Anarion si estinse e i sovrintendenti (come Denethor) assunsero il controllo di Gondor. Ne Il Ritorno del Re, Aragorn ritorna a Gondor per riprendere la corona, distruggendo nel frattempo le forze malvagie di Sauron.

La storia di Oswald di Northumbria è anch’essa eroica. Oswald passò la maggior parte della sua infanzia in esilio in Scozia, dove visse dall’età di dodici anni. L’esilio cominciò quando suo padre Æthelfrith, re di Northumbria (o: Bernicia e Deira) venne ucciso e suo zio Edwin ne prese il trono. Solo dopo che suo zio Edwin e suo fratello Eanfrith vennero uccisi dal pagano Cadwallon, Oswald ritornò in Northumbria nel 634 per reclamare il suo diritto di nascita: la corona di Northumbria. Eresse una croce di legno in un campo vicino a Hexham (l’odierna Heavenfield) e fece svanire Cadwallon e la sua armata pagana. Oswald è ricordato come santo perché fu fondamentale nella conversione degli anglosassoni al nord (garantendo l’isola di Lindisfarne al missionario irlandese Aidan). Morì otto anni dopo, per mano del pagano Penda nel 642. Quindi, c’è qualche verità nel titolo del Daily Mail? Sì: entrambi, Aragorn e Oswlad, furono degli esiliati che reclamavano il trono, ma Oswald non fu l’unico re anglosassone in esilio. Infatti Aragorn mostra più parallelismi con altri due re alto-medievali ostracizzati: Alfred il Grande ed Edward il Confessore.

Aragorn e Alfred il Grande (849-899): un incontro presso la pietra.

C’è un interessante parallelismo tra Alfred il Grande (849-899) e Aragorn, il quale riguarda un incontro presso una pietra.

Alfred il Grande e Aragorn

Nel 878, Alfred re del Wessex fu costretto a fuggire nelle paludi del Somerset, dopo aver subito un’imboscata a Chippenham da parte dei vichinghi. Pochi mesi dopo Alfred radunò un grande contingente di guerrieri anglosassoni, che incontrò a Ecgbryhtesstan (la Pietra di Egbert), da qualche parte vicino a Edington. La battaglia di Edigton fu vinta gloriosamente da Alfred, che forzò Danesto ad accettare il trattato di pace. La pietra di Egbert riporta il nome del nonno di Alfred, Egbert re del Wessex (802-839).

Aragorn, prima della battaglia dei campi di Pelennor (dove Théoden venne ucciso dal signore di Nazgûl), si avventura nei “Sentieri dei Morti” per reclutare l’Esercito dei Morti (cioè il Re dei Morti e i Morti di Dunclivo). Questi uomini erano stati maledetti dall’avo di Aragorn, Isildur, perché avevano infranto la promessa di aiutare Isildur nella battaglia contro Sauron. Questo particolare giuramento fu sugellato proprio presso la Roccia di Erech, che venne portata a Gondor da Isildur stesso. Ed è proprio presso questa  roccia che Aragorn incontrò l’Esercito dei Morti, che successivamente aiutò l’erede di Isildur a distruggere le navi degli alleati di Sauron provenienti da sud. Suona familiare no?

Aragorn e Edward il Confessore (1003-1066): le mani del re sono mani di un guaritore

Un altro re anglosassone esiliato che ha delle somiglianze con Aragorn è Edward il Confessore.

Edward il Confessore e Aragorn

Edward passò gran parte della sua vita in esilio presso la corte di Normandia, poiché un re vichingo di nome Cnut uccise il suo fratellastro Edmund Fiancodiferro e occupò il regno d’Inghilterra tra il 1016 e il 1035 (per aggiungere il danno alla beffa, Cnut sposò la madre di Edward!). Eppure, Edward fu in grado di riprendersi il trono d’Inghilterra, anche se la maniera in cui ci è riuscito non è particolarmente eroica: fu richiamato in Inghilterra dal figlio di Cnut, Harthacnut, nel 1041, e quando Harthacnut morì l’anno seguente (si dice che si sia ubriacato fino alla morte ad un matrimonio!), Edward divenne re d’Inghilterra nel 1042. Subito dopo la sua morte nel 1066, Edward il Confessore venne venerato come un santo e si diceva avesse il “tocco reale”: l’abilità di curare le persone con l’imposizione delle mani (per esempio nel Vita Ædwardi Regis dell’XI secolo, si dice che l’acqua in cui lui si lavava avesse il potere di curare la vista di un cieco).

Indovinate chi anche aveva il “tocco reale”? Esatto, Aragorn. Quando Aragorn entrò a Gondor dopo la battaglia dei campi di Pelennor, visitò la Casa di Guarigione. Una delle guaritrici ricordò un vecchio detto «Le mani del re sono le mani di un guaritore, e così sarà noto il legittimo re». Aragorn arrivò giusto in tempo da Faramir ed Éowyn, i quali erano stati contagiati dall’Alito Nero. Li curò entrambi con l’aiuto delle sue mani e di un po’ di Athelas o Foglia di Re, macinata e poi bollita, rivelando così che era lui il legittimo re.

Aragorn sarà pure il legittimo re di Gondor, ma sicuramente non stato sarebbe fuori posto nell’Inghilterra anglosassone!


© 2021 by Thijs Porck. Tradotto con il permesso dell’autore. L’articolo originale in inglese si può trovare qui

Traduzione di Greta Bodin

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