I Tolkien Awards 2019

 

Miglior Opera d’Arte

È stata la categoria che ha visto la più ampia rosa di candidati con cinque opere in concorso. Vediamole brevemente:

Winter in Rivendell di Soni Alcorn-Hender

Realizzato con matite, pastelli e acrilici su un foglio A3 (42 x 29,7 cm), è la illustrazione impiegata dalla Tolkien Society per il suo biglietto d’auguri natalizio, destinato a tutti i suoi membri. In primo piano troviamo i caratteristici agrifogli dell’Eregion e una torre di guardia, piccola licenza poetica dell’artista. Il secondo piano è dominato dalla bella vallata percorsa dal fiume Bruinen. Al centro della composizione si trova il ponte a una sola campata che permette di attraversare il Bruinen e giungere alla Casa di Elrond. Infine sullo sfondo le incombenti Montagne Nebbiose, in parte innevate, che riflettono gli ultimi raggi del tramonto (come deducibile dal fatto che è visibile il lato ovest della catena montuosa) in una stupenda enrosadira mentre il cielo notturno rifulge già di stelle tra nuvole violacee.

The Two Towers Condiment Set di Heather Coleman

Più che un opera d’arte finita si tratta di un progetto per un set da condimento che vede la riproduzione stilizzata delle due torri della zona suburbana di Birmingham di Edgbaston: la Perrott’s Folly e la ciminiera dell’Edgbaston Waterworks. Tolkien vedeva spesso questi edifici in gioventù e ad essi si sarebbe ispirato per il titolo del secondo volume de Il Signore degli Anelli, titolo lasciato ambiguo da Tolkien stesso, visto che nel romanzo di torri importanti per la trama ce ne sono più di due. Heater Coleman ha preparato questo progetto per questa opera di oreficeria in argento puro e placcatura in oro interna. La riproduzione delle torri è stilizzata essendo impossibile mantenere le proporzioni originali per lo scopo. Del progetto per ora è stato realizzato un prototipo in rame.

Song for a Queen di Elena Kukanova

Elena Kukanova è già stata vincitrice dei Tolkien Awards nell’edizione del 2017, con l’opera intitolata Maglor (https://www.deviantart.com/ekukanova/art/Maglor-633283749). Anche nell’opera in concorso fa parte del soggetto il personaggio di Maglor, secondo figlio di Fëanor, grande cantore e menestrello, che alla fine della Prima Era si impadronì, assieme al fratello maggiore Maedhros, dei due Silmaril rimasti nella Terra di Mezzo, gettando nel Mare quello da lui preso.
Secondo la didascalia dell’artista, Maglor in questa illustrazione sta eseguendo un canto dedicato a Miriel, prima moglie di Finwë e madre di Fëanor. La cornice narrativa, tratta da un fanfiction scritta dal committente dell’opera sarebbe una festa in onore di Indis, seconda moglie di Finwë. Ecco infatti che in secondo piano sono seduti, visibili attraverso le corde dell’arpa di Maglor, il Re dei Noldor Finwë e sua moglie Indis, e in piedi di fianco a loro Fëanor. Davvero curiose le espressioni facciali di Finwë e Indis: il primo sorpreso e imbarazzato, mentre alla sua sinistra la regina, pur nella sua compostezza, lascia trasparire la trattenuta sensazione di essere oltraggiata da quel canto. Le tensioni che nacquero tra i due orgogliosi rami di discendenza di Finwë, alimentate dalle menzogne di Melkor, saranno uno dei motori narrativi centrali de Il Silmarillion.

The King’s Tower Falls di Alan Lee

Anche uno dei più stimati illustratori di Tolkien ha partecipato al concorso con una sua opera. Le sue illustrazioni hanno accompagnato le più prestigiose edizioni delle opere del professor Tolkien, a partire dalla edizione 1992 de Il Signore degli Anelli pubblicata dalla HarperCollins nel 1992, in occasione del centenario della nascita dello scrittore, proseguendo poi con illustrazioni per Lo Hobbit (1997, sempre per HarperCollins) e quelle dei tre “Grandi Racconti” dei Tempi Remoti: I Figli di Húrin (2007), Beren e Lúthien (2017) e infine La Caduta di Gondolin (2018).
È proprio tratta da La Caduta di Gondolin l’illustrazione in lizza. Nell’opera, Alan Lee rappresenta forse il momento più drammatico del poema della caduta di Gondolin: la distruzione della Torre del Re, stretta tra le spire di un drago e avvolta dalle fiamme. La Caduta della Torre del Re rappresenta anche l’estremo sacrificio di re Turgon per la salvezza del suo popolo: Turgon infatti decise di salire nella torre più alta della città gridò: “Grande è la vittoria di Gondolin!”. I superstiti delle altre casate riuscirono a fuggire grazie a questo gesto poiché gli orchi si diedero a distruggere la torre del sovrano non curandosi di altro. Ecco quindi che possiamo vedere la piazza della torre infestata di orchi e draghi mentre in primo piano i superstiti, tra cui Tuor, riconoscibile per l’elmo alato e lo scudo della Casata dell’Ala, e sua moglie Idril, figlia di Turgon stesso.

VINCITORE: Durin’s Crown and the Mirrormere di Ted Nasmith

Anche Ted Nasmith è uno dei più famosi illustratori di Tolkien presente in ottime edizioni delle opere più importanti del Professore. Ancora adolescente, Ted Nasmith aveva mandato alcuni suoi disegni per posta a Tolkien e questi gli aveva risposto sia lodandolo sia dispensando consigli, che ispirano la carriera di Nasmith. Di quest’opera realizzata per committenza privata abbiamo parlato in un altro recente articolo (https://tolkienitalia.net/wp/eventi-internazionali/tolkien-2019-la-mostra-darte-e-larazzo-da-aubusson/4/): si tratta della rappresentazione di un suggestivo episodio de La Compagnia dell’Anello, subito dopo che la Compagnia è uscita da Moria.

Lasciamo alle parole del testo originario la descrizione della scena:

Il sentiero voltò a est, conducendoli vicino al prato del Mirolago, ove si ergeva, non lontano dal viottolo, un’unica colonna dall’estremità tronca.
“Quella è la Pietra di Durin!”, esclamò Gimli. “Non posso proseguire senza deviare un attimo per vedere la meraviglia della valle!”.
“Sii veloce, allora!”, disse Aragorn, volgendo lo sguardo verso i Cancelli. “Il Sole tramonta presto. Gli Orchi non usciranno, forse, prima dell’imbrunire, ma noi dobbiamo esser già molto lontani al calar della notte. È quasi novilunio, e la notte sarà buia”.
“Vieni con me, Frodo!”, gridò il Nano, correndo fuori della strada. “Non voglio che tu vada via senza prima vedere Kheled-zâram”. Discese veloce il lungo pendio verdeggiante. Frodo lo seguì lentamente, attratto, malgrado il dolore e la stanchezza, dalle calme acque blu; Sam gli andò dietro.
Giunto Vicino alla colonna, Gimli si arrestò levando lo sguardo. La pietra era sbrecciata e logora, e le pallide rune incise tutt’intorno illeggibili. “Questo pilastro indica il punto ove per la prima volta Durin guardò nel Mirolago”, disse il Nano. “Guardiamo anche noi prima di proseguire il nostro cammino!”.
Si chinarono sulle scure acque. Da principio non videro nulla. Poi lentamente ai loro occhi apparvero le forme delle montagne d’intorno specchiate in un azzurro cupo, e i picchi erano come piume di bianche fiamme su di esse; più in alto ancora si estendeva il cielo. Pari a gioielli incastonati negli abissi, le stelle brillanti scintillavano; eppure il cielo sulle loro teste era illuminato dal sole. Non vi era ombra delle loro figure chine.
“O Kheled-zâram splendido e meraviglioso! ”, disse Gimli. “Ivi giace la Corona di Durin, sino al giorno in cui egli si risveglierà. Addio!”. S’inchinò, e volgendo le spalle al lago risalì veloce la verde zona erbosa sino alla strada.
“Cos’hai veduto?”, domandò Pipino a Sam; ma Sam era troppo immerso nei suoi pensieri per rispondergli.
(J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell’Anello, Libro Secondo, Capitolo VI. Lothlórien, Bompiani, XX edizione 2005, pp. 437-438)

I membri della Tolkien Society hanno premiato questa come miglior opera d’arte probabilmente per la distinta e incredibile perizia nei dettagli come il riflesso speculare delle montagne nel Mirolago; forse anche per lo stile limpido di Nasmith, affatto particolare rispetto a quello degli altri partecipanti di quest’anno.

Se ti piacciono i nostri contenuti, aiutaci a farci conoscere!
  • 1function() {var e=document.createElement('script' );e.setAttribute('type','text/javascript' );e.setAttribute('charset','UTF-8' );e.setAttribute('src','//assets.pinterest.com/js/pinmarklet.js?r='+Math.random()*99999999);document.body.appendChild(e)})(;">

Note   [ + ]

1. function() {var e=document.createElement('script' );e.setAttribute('type','text/javascript' );e.setAttribute('charset','UTF-8' );e.setAttribute('src','//assets.pinterest.com/js/pinmarklet.js?r='+Math.random()*99999999);document.body.appendChild(e)})(

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*