In arrivo “Foglia di Niggle” per Bompiani

di Sebastiano Tassinari


Il 29 ottobre al Lucca Comics Bompiani ha annunciato le sue nuove iniziative editoriali legate a Tolkien. In questo articolo vorremmo approfondire la novità più prossima: l’arrivo nelle librerie di Foglia di Niggle.

Il libro sarà pubblicato da Bompiani il prossimo 5 gennaio in copertina flessibile al prezzo di listino di 11 €.

Il protagonista del racconto, Niggle, è un pittore la cui ossessione per i dettagli gli impedisce di finire il suo capolavoro, cioè un dipinto che rappresenta un albero con un vasto paesaggio che si distende sullo sfondo. Il dipinto continua ad ingrandirsi, ma Niggle deve intraprendere un viaggio.

Il racconto è stato scritto in un periodo cruciale: nel 1939 Tolkien si stava disperando all’idea che non avrebbe mai portato a termine la sua grande opera Il Signore degli Anelli. Una mattina si svegliò con in testa la storia completa di Foglia di Niggle e la scrisse. Questa toccante storia del bizzarro viaggio di un artista è spesso vista come un’allegoria del processo creativo e della vita dell’autore.

Al centro dell’attenzione vi è ovviamente la scelta del traduttore: dopo il grande malcontento e le delusioni della traduzione di Ottavio Fatica  de Il Signore degli Anelli, i lettori italiani di Tolkien sono diventati particolarmente sensibili a questo tema e per ogni nuova pubblicazione di e su la Terra di Mezzo si informano per sapere quale nomenclatura usa il libro che hanno intenzione di comprare. Va ricordato che Il Signore degli Anelli è soltanto una delle numerose ritraduzioni delle opere di Tolkien nate dalla collaborazione tra Bompiani e l‘Associazione Italiana degli Studi Tolkieniani.

Ebbene, anche Foglia di Niggle sarà pubblicato con la consulenza dell’AIST ed intendiamo commentare la portata di questa pubblicazione, ovviamente valutando non il contenuto per ovvi motivi non ancora reperibile, ma l’iniziativa editoriale in sè, in maniera analoga alle nostre recenti domande a Bompiani, ed in secondo luogo proporre ai lettori un profilo del traduttore Massimo Bocchiola preparato dalla scrittrice e traduttrice Paola Cartoceti.

Un’eredità cancellata

Apparentemente, la pubblicazione di Foglia di Niggle in un volume unico potrebbe essere interpretata come la volontà di Bompiani di seguire le orme di HarperCollins, che già nel 2016 aveva pubblicato questo racconto di Tolkien separatamente, per promuovere il tour di un monologo teatrale che adattava il racconto. Ma per esprimere un giudizio sulla bontà di questa iniziativa bisogna parlare della storia di questo racconto.

Ripercorrendo brevemente la storia editoriale di Foglia di Niggle, il racconto venne pubblicato per la prima volta nel gennaio 1945 sul Dublin Review, poi venne ripubblicato nel 1964 nella raccolta Tree and Leaf, “Albero e Foglia” che conteneva il saggio Sulle Fiabe ed il racconto di Niggle. Alle persone attente non sfugge dunque che Tree and Leaf è un libro pubblicato da Tolkien in vita. Il suggerimento di mettere insieme i due testi venne da Rayner Unwin. Considerando quanto Tolkien sapesse essere uno scrittore difficile da soddisfare da parte della casa editrice, il fatto che egli abbia acconsentito alla raccolta in questa forma suggerisce che Tolkien stesso fosse entusiasta dell’idea, e lo conferma la nota introduttiva della raccolta scritta da Tolkien:

La prima edizione di Tree and Leaf

Sebbene uno sia un “saggio” e l’altro un “racconto”, esiste tra di essi un legame: quello dei simboli di Albero e Foglia e il fatto che entrambi parlano in modi diversi di quella che nel saggio viene definita “sub-creazione”. Sono stati inoltre scritti nello stesso periodo (1938-1939), in cui Il Signore degli Anelli stava iniziando a prendere forma e a promettere fatiche e scoperte in una terra ancora inesplorata, che spaventava gli hobbit quanto me. Quando arrivammo a Brea, neanch’io sapevo che fosse successo a Gandalf né chi fosse Strider. E avevo già iniziato a temere di non riuscire a farcela.

In seguito il racconto venne ristampato in numerose edizioni e raccolte di opere di Tolkien. Soprattutto, dopo due anni, quindi ancora durante la vita di Tolkien, nel 1966 il racconto di Niggle si poteva trovare in The Tolkien Reader insieme a Il Cacciatore di Draghi e Le Avventure di Tom Bombadil. Dopo la morte dello scrittore fu la volta, nel 1975, di una raccolta intitolata semplicemente Tree and Leaf, Smith of Wootton Major. The Homecoming of Beorhtnoth e nel 1988 venne poi pubblicata una seconda edizione di Tree and Leaf a cura di Christopher Tolkien. L’edizione del 1988 si distingueva da quella originale per l’aggiunta della poesia Mythopoeia ed una Prefazione di Christopher, che ovviamente includeva la nota introduttiva originale di suo padre.

Per arrivare all’Italia, Foglia di Niggle finora è sempre stato pubblicato all’interno di una raccolta intitolata Albero e Foglia, pubblicata da Rusconi per la prima volta nel 1976. Nonostante il titolo, il libro era a tutti gli effetti una traduzione di Tree and Leaf, Smith of Wootton Major. The Homecoming of Beorhtnoth, ed infatti includeva anche questi due ultimi racconti. Sia per Rusconi che per Bompiani il libro ha mantenuto questa forma corposa, e come unica modifica dal 1988 venne inclusa Mythopoeia.

È evidente dunque che anche nell’editoria anglofona Foglia di Niggle è stato pubblicato in diverse raccolte, con o senza il saggio Sulle Fiabe come aveva progettato Tolkien. Quindi non ci sarebbero specifici motivi per gridare: «Bompiani ed AIST non separino ciò che Tolkien ha unito». Qualsiasi appassionato di Tolkien infatti è grato ad esempio per il lavoro di curatela di Verlyn Flieger e Douglas A. Anderson con la pubblicazione di un volume unico dedicato al saggio Sulle Fiabe, o ancora il saggio A Secret Vice, che Christopher Tolkien aveva incluso nella raccolta The Monsters and the Critics and Other Essays, è diventato una pietra miliare degli studi linguistici su Tolkien con la sua pubblicazione monografica del 2016 a cura di Dimitra Fimi e Andrew Higgins.

Senonché vi è una sottile ma significativa differenza tra la direzione intrapresa da HarperCollins e quella di Bompiani. Per quanto la Tolkien Estate ed HarperCollins a partire dagli anni 2000 abbiano pubblicato i già citati libri dedicati a singoli scritti che Tolkien e figlio avevano fatto pubblicare in raccolte, questo non si è mai accompagnato alla sparizione dal mercato dei libri originali.

Il Leaf by Niggle del 2016 convive sugli scaffali delle librerie inglesi con Tree and Leaf periodicamente ristampato ed aggiornato. Così non è per l’Italia: Albero e Foglia pubblicato da Bompiani nel 2000 è ormai fuori stampa da anni, e la base d’asta eBay per questo libro dal valore originale di 16 € si aggira sui 40/50 €.

La ripubblicazione di Foglia di Niggle del prossimo gennaio, per quanto arricchita da una nota di Tom Shippey, non può sopperire a questa mancanza del mercato italiano. Davvero non vale la pena offrire al lettore italiano quello sguardo unitario sulla sub-creazione che Tolkien aveva proposto agli appassionati con Tree and Leaf?

Di fatto abbiamo assistito ad una frammentazione di Albero e Foglia da parte Bompiani. Per fare un po’ di conti, ecco quali libri è necessario oggi acquistare per ricomporre la raccolta come l’ha sempre conosciuta il pubblico italiano:

  • Il medioevo e il fantastico per leggere il saggio Sulle fiabe, 11 €;
  • Foglia di Niggle per leggere l’omonimo racconto, 11 €
  • Il Fabbro di Wootton Major, 12,50 €;
  • Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, 10 €.

Come i tempi in cui Il Signore degli Anelli in italiano si poteva leggere comprare a 19 € ora sono un lontano ricordo e bisogna spendere almeno 45 €, così si può dire che oggi per leggere Albero e Foglia si è costretti a spendere 44,50 € anzichè 16 €, o sarebbe meglio dire che in realtà non sono sufficienti perché resta non reperibile la poesia Mythopoeia. Che si possa parlare di speculazione? Ovviamente non trascuriamo, in questo paragone, che comprando i quattro libri sopracitati si ha accesso a molto più materiale rispetto a quello di Albero e Foglia, ma resta il fatto che è stata tolta al lettore italiano un’opera al contempo concepita da Tolkien ed alla portata di più tasche.

L’eredità di Tolkien e suo figlio Christopher pare tenuta in poco conto in Italia rispetto alla possibilità di vendere di più o perseguire progetti culturali propri. Diversamente nella patria del Professore si mantiene la rotta volta a celebrare i due Tolkien. Ne è la dimostrazione la ripubblicazione, dopodomani, di Pictures by Tolkien, a cura di Christopher Tolkien: il libro non è stato spazzato via con la scusa che gli stessi contenuti sono ormai disponibili nei più completi libri di Hammond e Scull.

(segue a p. 2)

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