LOTR on Prime: la prima foto ufficiale

di Sebastiano Tassinari


La notizia che dà il titolo a questo articolo sarebbe del tutto fuori tempo massimo: la prima foto ufficiale dell’attesa serie di Amazon Studios è di due mesi fa. Eppure solo in questi ultimi giorni saremmo entrati in possesso dell’ultimo pezzo del puzzle per capire cosa rappresenta l’immagine che ha suscitato tanto scalpore.

Per questo pensiamo valga parlarne estesamente in questa sede, ora che la maggior parte degli enigmi sono risolti, per aiutare gli appassionati a capire cosa è raffigurato in questo primo fotogramma, proponendo anche un ripasso dei personaggi e luoghi chiamati in causa.

Ricapitolando, il 2 agosto 2021 è arrivato finalmente l’Annuncio che tutti stavano aspettando: la Data Ufficiale di Rilascio della Serie:

Tre elementi nella foto hanno coinvolto gli appassionati in lunghe discussioni.

I Due Alberi

Modificando i parametri di luminosità e contrasto dell’immagine si è potuto verificare che sullo sfondo della foto sono presenti due alberi. Questo significa che il fotogramma è tratto da una sequenza ambientata a Valinor durante gli Anni degli Alberi.

Elaborazione grafica di Matěj Čadil.

Gli Alberi di Valinor sono menzionati per la prima volta nell’Appendice A de Il Signore degli Anelli:

«Egli [Fëanor] creò i Tre Gioielli, i Silmarilli, e infuse in essi lo splendore dei Due Alberi, Telperion e Laurelin, che davano luce alla terra dei Valar»

Questo breve accenno era destinato ad essere approfondito nel Silmarillion, pubblicato nel 1977, e lasciamo che sia il suo testo a raccontare la genesi e la bellezza di queste due piante benedette:

E quando Valinor fu completata e le dimore dei Valar furono edificate, nel mezzo della pianura di là dalle montagne essi costruirono la propria città, Valmar dalle molte campane. Dinanzi alla sua porta occidentale vi era un colle verde, Ezellohar, che è detto anche Corollairë; e Yavanna lo consacrò, ed ella sedette a lungo sul verde manto erboso di quel luogo e intonò un canto di potere in cui era contenuto tutto il suo pensiero delle cose che crescono nella terra. Nienna invece pensava in silenzio, bagnando di lacrime il colle. In quel tempo i Valar vennero radunati assieme per ascoltare il canto di Yavanna, e sedettero in silenzio sopra i propri troni consiliari nel Máhanaxar, l’Anello del Destino, nei pressi delle porte dorate di Valmar; e Yavanna Kementári cantò al loro cospetto ed essi guardarono.

E, mentre essi guardavano, sul colle germogliarono due esili virgulti; e in quel momento il silenzio avvolse il mondo intero, né si udiva altro suono salvo il salmodiare di Yavanna. Alla melodia del suo canto, gli alberelli crebbero divenendo belli e alti, e giunsero a fiorire; e così si destarono nel mondo i Due Alberi di Valinor. Di tutte le cose fatte da Yavanna, sono le più rinomate, e tutti i racconti dei Tempi Remoti s’intrecciano al loro destino.

Uno, maschio, aveva foglie verde scuro che sulla faccia inferiore erano come argento lucente e da ognuno dei suoi innumerevoli fiori cadeva incessantemente una rugiada di luce argentea, e il suolo sottostante era maculato dalle ombre delle sue foglie vibranti. L’altro, femmina, esibiva foglie di un verde delicato come quello del faggio appena intagliato; i loro bordi erano di oro luccicante. Dai suoi rami dondolavano i fiori in grappoli di fiamma gialla, ognuno a forma di corno scintillante che versava sul terreno una pioggia dorata; e dai boccioli di quell’albero promanavano calore e una grande luce. A Valinor l’uno era chiamato Telperion, e Silpion e Ninquelótë, e con molti altri nomi; l’altro era invece Laurelin, e Malinalda e Culúrien, e poi possedeva molti nomi adoperati nei canti.

In sette ore la gloria di ognuno dei due alberi raggiungeva la pienezza e poi tornava a svanire nel nulla; e ognuno si destava ancora una volta alla vita un’ora prima che l’altro cessasse di splendere. Così due volte al giorno a Valinor, quando entrambi gli alberi sbiadivano, e i loro raggi d’oro e d’argento si mescolavano, giungeva una dolce ora di luce più tenue.

Per come la produzione Amazon ha rappresentato i Due Alberi, essi sarebbero di dimensioni immense, e sembrano discostarsi dal testo originale quanto a posizione. Essi sarebbero collocati in cima al verde colle Ezellohar nel mezzo dei territori pianeggianti dell’entroterra di Valinor, mentre il paesaggio in foto è prevalentemente collinare. Pare che i rilievi addirittura coprano, in prospettiva buona parte dell’altezza del fusto dei Due Alberi.

In un primo momento alcuni, tra cui lo studioso e divulgatore tolkieniano Corey Olsen, avevano ipotizzato che i Due Alberi nel fotogramma fossero rappresentati dopo la loro morte provocata da Morgoth e Ungoliant, in un’ora del giorno in cui la luce del sole che tramonta ne attraversa le fronde appassite, dando l’illusione che gli alberi emettano ancora luce. Tuttavia, le fronde sembrerebbero ancora rigogliose, e per quanto Telperion fosse chiaro, esso sarebbe stato visibile in controluce se il sole gli tramontasse dietro, mentre nella foto esso è così bianco da lasciar intendere che emetta ancora luce propria. Per questo resta più probabile, considerando solo questo dato, che la Valinor in cui è ambientata la scena sia quella degli Anni degli Alberi.

Tirion

Dettaglio da una mappa di Karen Wynn Fonstad in The Atlas of Middle-earth.

Mentre la presenza dei Due Alberi è stata rapidamente confermata, l’identificazione della città rappresentata è stata più discussa. Molto gettonato è stato il nome di Valmar, descritta nel passo già citato sui Due Alberi.

Ma proseguendo la lettura del Silmarillion ci si imbatte in una città la cui descrizione sembra rispondere meglio a quella che possiamo ammirare nel fotogramma:

A costoro [gli Elfi Vanyar e Noldor] i Valar avevano dato una terra e una dimora. Ma persino tra i fiori radiosi dei giardini di Valinor illuminati dagli Alberi essi talvolta desideravano vedere ancora le stelle; e così fu aperta una breccia nelle grandi muraglie dei Pelóri, e là, nella profonda vallata che scendeva verso il mare, gli Eldar innalzarono un alto colle verde: Túna, lo chiamarono. Da ovest la luce degli Alberi cadeva su di essa e la sua ombra si proiettava sempre verso est; e a est dava sulla Baia della Casa degli Elfi, sull’Isola Solitaria e sui Mari Ombrosi. Poi, attraverso il Calacirya, il Passo di Luce, si riversava lo splendore del Paese Beato accendendo d’oro e d’argento le onde scure, lambendo l’Isola Solitaria la cui riva occidentale diveniva verde e chiara. Lì sbocciarono i primi fiori che mai si fossero visti a est delle Montagne di Aman.

Sulla cresta del Túna venne costruita la città degli Elfi, le mura e i contrafforti bianchi di Tirion; e la più alta delle sue torri era la Torre di Ingwë, Mindon Eldaliéva, il cui faro d’argento brillava lontano nelle brume del mare. Poche sono le navi di Uomini mortali che ne abbiano veduto l’esile raggio. A Tirion sopra il Túna i Vanyar e i Noldor vissero a lungo assieme.

Presso i margini destro e sinistro del fotogramma possiamo vedere alti dirupi e propaggini di montagne, «le grandi muraglie dei Pelóri». La città elfica si trova perciò proprio nella breccia  aperta dai Valar, ed è illuminata dai Due Alberi a occidente. Ancora, si riconoscono vere e proprie mura e contrafforti bianchi, numerose torri e quella che domina il colle potrebbe benissimo essere l’alta Mindon Eldaliéva.

Elaborazione grafica di Matěj Čadil.

Finrod

Mentre l’identificazione degli Alberi e della città elfica di Tirion era stata questione di ore per gli appassionati, nessuno era riuscito a risolvere l’enigma su chi fosse il personaggio di spalle.

I sospetti erano caduti soprattutto sui protagonisti della Seconda Era che erano in vita durante gli Anni degli Alberi, ad esempio Sauron o Galadriel, che avrebbero fatto da probabile e privilegiato ponte narrativo tra l’Antica Valinor e la Terra di Mezzo della Seconda Era, soggetto principale della serie. Ad ogni modo, di fatto era impossibile trarre conclusioni basandosi solo su questa foto, ma sono giunte in soccorso le investigazioni di due canali d’informazione tolkieniana, The One Ring e Fellowship of Fans, che possono contare su fonti vicine alle produzione della seria.

L’annuncio è giunto l’altro ieri sera, domenica tre ottobre, in rapida sequenza. Alle 19:14 The One Ring ha twittato laconicamente:

Pochi minuti dopo, alle 19:30 è stato trasmesso su YouTube un aggiornamento di Fellowship of Fans, che si è espresso più prudentemente dando per confermato che la misteriosa figura è «un fratello di Galadriel», senza poter dichiarare se essa sia Finrod, Angrod oppure Aegnor, pur con la consapevolezza che Finrod sarebbe il più significativo dei fratelli di Galadriel da portare sullo schermo.

Chi era infatti Finrod? Come per i Due Alberi, anche il nome di Finrod ha raggiunto i lettori di Tolkien attraverso Il Signore degli Anelli inizialmente. All’interno del celebre romanzo il suo nome ricorre tre volte, una ne La Compagnia dell’Anello e due nelle Appendici. È proprio il primo elfo che gli hobbit protagonisti incontrano a menzionare questo eroe dei Tempi Remoti:

Elaborazione grafica di Matěj Čadil.

“Chi siete e chi è il vostro signore?”, chiese Frodo.

“Io sono Gildor”, rispose il capo, l’Elfo che aveva salutato per primo. “Gildor Inglorion della Casa di Finrod. Siamo Esuli e la maggior parte dei nostri parenti è partita da tempo immemorabile; anche noi ormai ci tratterremo poco e presto torneremo nella nostra terra, al di là del Grande Mare.

Dalle Appendici abbiamo invece le due seguenti occorrenze:

«… Galadriel, la più grande delle donne elfiche. Era sorella di Finrod Felagund, Amico degli Uomini, un tempo re di Nargothrond, che diede la vita per salvare Beren figlio di Barahir.»

«La più nobile di tutti era Dama Galadriel della casa reale di Finarfin e sorella di Finrod Felagund, Re di Nargothrond.»

Nuovamente, fu con la pubblicazione postuma del Silmarillion che gli appassionati conobbero interamente la storia di Finrod, che è ripercorsa nella prossima pagina.

(segue a p. 2)

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