Tolkien Society Summer Seminar 2021: quali criticità?

Cosa aspettarsi

Per quanto sia vero che è sempre bene commentare un convegno solo dopo che questo ha avuto luogo, penso di aver radunato sufficienti elementi per trarre qualche conclusione su quello che sarà questo Tolkien Summer Seminar. Sarebbe interessante esporre al meglio i ‘curricula’ e le pubblicazioni passate di ogni relatore che ho potuto trovare, ma ciò renderebbe l’articolo eccessivamente lungo, quindi preferisco giungere ad una sintesi.

Come detto da Robin Reid, la Tolkien Society ha ormai posto come obiettivo principale dei suoi eventi il perseguimento della inclusività. Per raggiungere lo scopo starebbe percorrendo due vie:

  1. Discutere dei vari ambienti dove si coltiva la passione per Tolkien (mondo accademico, fandom, fanfiction) per verificare se rispettano o meno determinati parametri di inclusività, inclusa la Tolkien Society stessa i cui membri sono stati accusati per esempio di razzismo radicato ma inconsapevole. Rientrano in questa categoria soprattutto l’intervento della stessa Robin Reid e quelli che chiamano direttamente in causa il tema della rappresentanza, che è ciò di cui parleranno Walls-Thumma e Celis-Mendoza. Tutto ciò è perfettamente nel solco della candidatura di Alliance of Arda che abbiamo analizzato.
  2. Legittimare qualsiasi lettura delle opere di Tolkien indipendentemente dall’intento dell’autore, come già successo nella relazione di Westvik allo scorso Oxonmoot dove ha potuto parlare ampiamente di come ella legge Sauron come un personaggio queer. Gli interventi di Logsdon e Vaccaro rispettivamente su realtà transgender e queer ne Il Signore degli Anelli sono quelli che incarnano di più questa operazione. Un precedente saggio di Vaccaro chiarisce perché procedere in questa direzione:

La questione per gli studi queer diventa allora come applicare tale lente sessualmente liberatoria alle discipline.

(C. Vaccaro, Saruman’s Sodomitic Resonances: Alain de Lille’s De Planctu Naturae and J. R. R. Tolkien’s The Lord of the Rings, in AA.VV., Tolkien and Alterity, Palgrave MacMillan, 2017)

Con queste premesse, siamo sicuri che il Tolkien Summer Seminar di quest’anno sarà aderente allo scopo originario della Tolkien Society di «promuovere la vita e le opere di J.R.R. Tolkien»? Oppure si rischia di spostare l’attenzione dalle opere di Tolkien e i loro messaggi e significati confermati dall’autore in favore di letture ideologiche? Le riflessioni sull’inclusività del mondo tolkieniano non dovrebbero riguardare più la gestione interna della Society anziché un seminario che potrebbe piuttosto aiutarci a riscoprire il valore intrinseco delle opere di Tolkien?

La risposta definitiva a queste domande giungerà solo a convegno concluso, ma ciò che si è visto finora non ispira fiducia e rappresenta un approccio alle opere di Tolkien diametralmente opposto a quello che propongono i Tolkieniani Italiani.

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