Tolkien Society Summer Seminar 2021: quali criticità?

La vexata quaestio

Il clima polemico che si è creato attorno all’annuncio dei relatori del Summer Seminar non è nuovo.

A metà febbraio è stato pubblicato il Call for Papers. Come mio solito, per dovere di cronaca vi propongo la traduzione integrale del testo:

Seminario estivo: Tolkien e la Diversità

Mentre l’interesse per il tema della diversità è cresciuto costantemente all’interno della ricerca tolkieniana, ora sta ricevendo più attenzione critica che mai. Stimolati dalle recenti interpretazioni delle creazioni di Tolkien e dalla lista del cast del prossimo show di Amazon “The Lord of the Rings”, è fondamentale discutere il tema della diversità in relazione a Tolkien. In che modo gli adattamenti delle opere di Tolkien (dal cinema all’arte alla musica) aprono un dibattito sulla diversità nelle opere di Tolkien e sul suo posto nella società moderna? Oltre al suo mondo secondario, la diversità comprende anche i lettori di Tolkien e il modo in cui i suoi testi esistono nel mondo primario. Chi legge Tolkien? Come viene compreso in tutto il mondo? Come possono queste nuove letture arricchire le attuali prospettive su Tolkien?

La rappresentazione è ora più importante che mai e gli sforzi di Tolkien di rappresentare (o ignorare) particolari caratteristiche richiedono un ulteriore esame. Inoltre, come l’identità di un personaggio modella e influenza il suo posto all’interno del mondo secondario di Tolkien richiede ancora maggiore attenzione. Questo seminario mira ad esplorare le molte possibili applicazioni della “diversità” nelle opere di Tolkien, nei suoi adattamenti e tra i suoi lettori.

Le presentazioni possono considerare, ma non sono limitati a:

– Rappresentazione nelle opere di Tolkien (razza, genere, sessualità, disabilità, classe, religione, età ecc.)
– L’approccio di Tolkien al colonialismo e al post-colonialismo
– Adattamenti delle opere di Tolkien
– Diversità e rappresentazione nel mondo accademico e dei lettori di Tolkien
– Identità nelle opere di Tolkien
– Alterità nelle opere di Tolkien

Il Call for Papers è stato prontamente annunciato da Will Sherwood, Segretario per l’Educazione della Tolkien Society il 20 e il 21 febbraio. Scoppia la rivolta: il Call for Papers viene postato prima sulla pagina Facebook e il profilo Twitter poi sul gruppo e in tutti e tre i casi riceve decine di commenti negativi ed altrettanti provenienti da utenti che accorrono in difesa del tema scelto, costringendo gli admins del gruppo a moderare o chiudere le sezioni dei commenti.

La preoccupazione generale che si avverte è che il testo di Tolkien venga travisato e anche la discussione sulla sua scrittura venga inquinata da quel progressismo che adopera strumentalmente la lotta alla discriminazione per manipolare la cultura, spesso definita ‘cancel culture’.

Tra i numerosi commenti, emergono poi le voci degli studiosi e dei personaggi di rilievo della Tolkien Society, soprattutto si distingue nuovamente Will Sherwood, che cerca di spiegare alle molte persone contrariate che fare «affidamento sulla voce autoriale è una modalità di critica superata da un secolo». Inoltre, pubblica a titolo personale un tweet, poi condiviso sul profilo della Tolkien Society:

«La critica e la ricerca non esistono per rispettare o mancare di rispetto all’autore. Questo è potenzialmente pericoloso perché limita e restringe la ricerca. Nuovi modi di interpretazione e nuove voci aiutano a mantenere la ricerca nel campo delle arti viva e vibrante in un periodo dominato dalle discipline STEM.»

In particolare anche le studiose Dimitra Fimi, Sara Brown e Sarah Westvik hanno manifestato il proprio totale sostegno alla Tolkien Society per questo evento, e i loro tweet sono stati ricondivisi sul profilo dell’associazione come quello di Sherwood.

«E scoppia un temporale»

Il 9 giugno è stata la volta dell’annuncio dei relatori. Ecco la lista degli interventi:

  • Cordeliah LogsdonGondor in Transizione: Una breve introduzione alle realtà transgender nel Signore degli Anelli
  • Clare Moore Il problema del dolore: ritrarre la disabilità fisica nella fantasia di J. R. R. Tolkien
  • V. Elizabeth King“La mano bruciata è la migliore lezione”1: Applicare lo stress traumatico e le tematiche ecologiche alle narrazioni di spostamento e reinsediamento attraverso le culture nella Terra di Mezzo di Tolkien
  • Christopher VaccaroPerdonare Saruman: il Queer ne Il Signore degli Anelli di Tolkien
  • Sultana RazaProiezione di miti, cultura e storia indiana nei mondi di Tolkien
  • Nicholas BirnsI Lossoth: Indigenità, Identità e Antirazzismo
  • Kristine Larsen I contorni problematici di Elrond Mezzelfo e Ronald Inglese-Cattolico
  • Cami Agan L’ascolto dell’Altro: Athrabeth Finrod ah Andreth
  • Sara BrownL’altro Invisibile: Le donne naniche di Tolkien e la ‘mancanza femminile’.
  • Sonali ChunodkarIl Desiderio dell’Anello: le Avventure di una studiosa indiana nella sua Ricerca del Reame Periglioso
  • Robin ReidAtei, Agnostici, e Animisti Queer, Oh, Cielo!
  • Joel MerrinerVisioni nascoste: Iconografie dell’alterità nelle illustrazioni del blocco sovietico per Il Signore degli Anelli
  • Eric ReindersQuestioni di casta nel Signore degli Anelli e nelle sue molteplici traduzioni cinesi
  • Dawn Walls-ThummaStelle meno strane: Un’analisi della fanfiction e della rappresentanza all’interno della comunità dei fan di Tolkien
  • Danna Petersen-Deeprose“Something Mighty Queer”2: Destabilizzare l’amatonormatività cishetero nelle opere di Tolkien
  • Martha Celis-MendozaLa traduzione come mezzo di rappresentanza e diversità nella ricerca e nel fandom di Tolkien

Di fronte a questi titoli e nomi, nuovamente molti frequentatori dei profili social della Tolkien Society hanno sentito il bisogno di esprimere la propria contrarietà. Anche in questo caso i gestori dei profili hanno cercato di arginare l’ondata di commenti limitandoli.

(segue a p. 3)


Note

1 Sono le parole di Gandalf rivolte a Pipino che cerca di giustificarsi per il suo sconsiderato gesto di aver adoperato il palantir.

2 “Qualcosa di molto strano”: è l’espressione che usa la volpe quando vede gli hobbit protagonisti dormire nella foresta nel capitolo In tre si è in compagnia de La Compagnia dell’Anello.

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