“The Most Reluctant Convert”: il nuovo film su C.S. Lewis

Shadowlands

Norman Stone

Oltre al promettente nome di McLean va affiancato quello del regista Norman Stone. Anche Stone infatti è legato a doppio filo con la figura di Lewis: Stone era entrato nella BBC come il suo più giovane produttore e regista, e raggiunse la notorietà internazionale nel 1985 con Shadowlands, un film tv per la divisione gallese della BBC, distribuito anche con il titolo C.S. Lewis through the Shadowlands.

Come nel caso di The Most Reluctant Convert di McLean, anche la produzione di Shadowlands è stato preceduto da una lunga e accurata gestazione. La prima sceneggiatura per il progetto era intitolata I Call it Joy, ed era stata realizzata da Norman Stone e Brian Sibley, che tutti gli appassionati di Tolkien conoscono per i suoi adattamenti radiofonici delle opere di Tolkien (sempre per la BBC) e le sue guide sui film di Peter Jackson. La sceneggiatura venne poi riscritta da William Nicholson, che nel 2000 raggiungerà l’apice della sua carriera con la nomination all’Oscar per la sceneggiatura de Il Gladiatore. Sibley verrà comunque accreditato come consulente nei titoli di Shadowlands.

Il film tv raccontava il rapporto amoroso tra Lewis, interpretato da Joss Ackland, e la scrittrice americana Joy Gresham, interpretata da Claire Bloom. Madre di due ragazzi, Gresham instaura una corrispondenza con Lewis e i due si innamorano: Gresham si trasferisce in Inghilterra con i suoi due figli e sposa Lewis. È un matrimonio molto felice ma Joy viene improvvisamente colpita dal cancro e muore. Devastato da questa perdita, Lewis lotta con il suo credo cristiano e comincia a mettere in discussione la sua fede e il suo rapporto con Dio, come testimoniato dal libro di Lewis Diario di un dolore, il suo potente libro sul lutto e su come la fede può sopravvivere ad esso.

Shadowlands fu un successo, soprattutto vinse due premi BAFTA, uno per la categoria Best Play e una per la recitazione di Claire Bloom. In seguito Nicholson adattatò nuovamente la sceneggiatura per un’omonimo spettacolo teatrale del 1989 e per l’omonimo film del 1993, quello distribuito in Italia con il titolo Viaggio in Inghilterra, con alla regia Sir Richard Attemborough, vincitore di due premi Oscar per il film Ghandi (1982), Anthony Hopkins nel ruolo di Lewis e Debra Wingwer in quello di Joy Gresham.

Tornando a Stone, egli è una vera e propria garanzia per i lettori di Lewis: oltre alla regia di Shadowlands di cui abbiamo parlato, anche negli anni Duemila è tornato sulla figura dello scrittore con i due documentari C.S. Lewis: Beyond Narnia (2005) e The Narnia Code (2009).

Anche tramite Stone era stato annunciato il nuovo film di cui parliamo, in una intervista del maggio 2020 sul National Catholic Register. È stato McLean stesso a proporre il film a Stone:

Non ho detto subito “sì”… finché, ecco, non mi sono seduto e ho letto la sceneggiatura. Allora mi sono convinto all’istante.

L’intenzione è quella di fare qualcosa di cinematograficamente diverso con il progetto ed è per questo che saremo solo allo “stadio di sviluppo” per un bel po’ di settimane ancora. Ma, se funziona, penso che avremo spinto i limiti della narrazione televisiva in profondità in un nuovo potente territorio. Si può solo sperare, ma sarà molto lontano da una “produzione teatrale”.

La casa di produzione del film è quella che Norman Stone dirige dal 1992, la 1A Production.

Gli appassionati di cinema resteranno anche sorpresi positivamente coinvolti dagli altri nomi del progetto.

Il produttore è Matthew Jenkins, produttore esecutivo di tutti i film di Kenneth Branagh dal 2017 in poi: Assassinio sull’Orient Express (2017), Casa Shakespeare (2018), Artemis Fowl (2020) e il prossimo Assassinio sul Nilo (2022), mentre il prodotture esecutivo è il già citato Ken Denison, che oltre a essere produttore esecutivo della già citata Fellowship for Performing Arts è stato produttore associato della versione teatrale del Re Leone della Disney.

Il direttore della fotografia è Sam Heasman (Dr Who), le musiche è il vincitore del Golden Globe Craig Armstrong (Moulin Rouge) e lo scenografo è Roger Murray-Leach (Local Hero).

(segue a p.4)

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