“The Most Reluctant Convert”: il nuovo film su C.S. Lewis

Uno spettacolo di successo

Max McLean

Il film è anzitutto un adattamento cinematografico dell’omonimo monologo teatrale dell’attore Max McLean. Quest’ultimo è infatti fondatore e direttore artistico della Fellowship for Performing Arts, una compagnia teatrale di ispirazione cristiana. McLean ha recitato il ruolo di protagonista in molti spettacoli della compagnia come Il Vangelo di Marco e La Genesi, e a fianco di questi spettacoli su libri della Bibbia ne sono stati portati in scena ben altri quattro dedicati a Lewis e le sue opere:

  • Le Lettere di Berlicche
  • Il Grande Divorzio
  • Shadowlands
  • The Most Reluctant Convert

Quest’ultimo spettacolo, che è appunto quello da cui è tratto il film. ha debuttato per la prima volta in America nel 2016, e ha ottenuto un grande successo in un tour che ha totalizzato 100.000 spettatori, raccolto numerose recensioni positive ed una data è stato registrata per essere distribuita nel 2018 in DVD e su Prime Video, il servizio di streaming di Amazon.

Ecco la presentazione dello spettacolo dal programma del tour del 2019:

Nel 1950, C.S. Lewis ricevette una lettera da un giovane scrittore americano, che esprimeva la sua lotta per credere al cristianesimo perché lo riteneva «troppo bello per essere vero». Lewis rispose: «La mia posizione sulla soglia del cristianesimo era esattamente l’opposto della tua. Tu vorresti che fosse vero; io speravo fortemente che non lo fosse… Pensi che persone come Stalin, Hitler, Haldane, Stapledon (un ottimo scrittore, tra l’altro) sarebbero contenti, svegliandosi una mattina, di scoprire che non erano i loro stessi padroni… che non c’era nulla, anche nei più profondi recessi dei loro pensieri, su cui potessero dire a Lui, “Stai fuori! Privato. Questi sono affari miei”? Lo pensi davvero? Accidenti!… La loro prima reazione sarebbe stata (come la mia) di rabbia e terrore».

Questa era la mentalità di Lewis prima di «cedere», come disse lui stesso. Lewis ha abbracciato il materialismo, una visione del mondo conosciuta anche come “ateismo”, “naturalismo”, “determinismo” o “riduzionismo”. Ciò che hanno tutti in comune è la visione che tutta la vita, ogni azione, emozione o percezione, può essere ridotta a cause fisiche preesistenti fino al Big Bang. Non c’è bisogno di appellarsi a una fonte soprannaturale. Dio non è richiesto per spiegare o definire l’origine, il significato, l’etica o il destino.

Per molti anni, Lewis è stato un difensore di questa visione. E date le sue doti retoriche e il suo amore per il dibattito, si potrebbe vederlo nel campo dei “Nuovi Atei” con gente come il defunto Christopher Hitchens o Sam Harris.

Questo spettacolo è un’esplorazione della drammatica conversione di Lewis da questa posizione al cristianesimo. È mia opinione che la sua vitalità e risonanza come apologeta cristiano sia radicata in questa esperienza. Le fonti primarie per questo spettacolo sono state l’autobiografia di Lewis Sorpreso dalla gioia e le sue Collected Letters. Ho anche fatto affidamento su diversi suoi libri e raccolte di saggi, tra cui Il problema della sofferenza, L’onere della gloria, Il Cristianesimo così com’è, God in the Dock, Present concerns e Riflessioni cristiane. Infine, sono stato molto aiutato dalle molte biografie e approfondimenti critici di Douglas Gresham, Walter Hooper, Devin Brown, Tim Keller, Alan Jacobs, Jerry Root, Andrew Lazo, George Sayer, David Downing, Alister McGrath, Armand Nicholi, Sheldon Vanauken, Kenneth Tynan e A.N. Wilson per citarne alcuni.

Questo spettacolo si svolge prima della pubblicazione della prima storia di Narnia di Lewis e ben prima che incontrasse sua moglie, Joy Davidman. Questo può far sorgere la domanda «ci sarà un seguito»? Vedremo.

Come si può verificare, McLean ha fatto un lavoro grandioso sulle fonti, e il successo ha premiato questa fedeltà agli scritti di Lewis convincendo McLean a girare il film:

La differenza rispetto a questo spettacolo è che si girerà in tutta Oxford. Abbiamo pieno accesso al Magdalen College, The Kilns, la chiesa, vari altri posti che sono menzionati nello spettacolo. Invece di essere uno spettacolo individuale, sarà con più attori. Io interpreterò il vecchio Lewis, avremo un Lewis ragazzo, un giovane Lewis sui 20 anni, il cast include sua madre, suo padre, Tolkien, Barfield, Kirk, tra gli altri, e questo inizierà a breve.

Ken Denison

L’occasione per girare il film si è paradossalmente presentata nel 2020, anno in cui a a causa della diffusione del COVID la Fellowship for Performing Arts ha dovuto fermare i suoi tour, come ricorda il suo produttore esecutivo Ken Denison:

Abbiamo chiuso a marzo, come tutti gli altri. Il teatro dal vivo è stato chiuso. Siamo passati dal vendere 2.000 posti a settimana a zero.

La reazione di Denison e McLean è stata quella di imbarcarsi nelle riprese di un progetto che allora era ancora nelle prime fasi di sviluppo: divenne chiaro che dovevano «farlo ora!», come ha raccontato McLean stesso:

Dato che i nostri spettacoli sono tutti chiusi, abbiamo anticipato il nostro adattamento cinematografico della storia di conversione di C.S. Lewis. Doveva essere un progetto del 2021/2022, ma l’abbiamo anticipato a settembre e ottobre di quest’anno. Partirò domani per il Regno Unito per iniziare le riprese a metà settembre (devo stare in quarantena per due settimane prima di iniziare le riprese).

Questo il suo annuncio pubblicato il 30 agosto sul sito NarniaFans. Insomma, mentre molte produzioni cinematografiche hanno rallentato con la pandemia, tra cui la prossima Serie Amazon sulla Seconda Era della Terra di Mezzo, questo film è stata una felice eccezione.

(segue p. 3)

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