I Tolkien Society Awards 2020

Premio per Contributo Eccezionale: Wayne G. Hammond & Christina Scull

Il premio del Contributo Eccezionale riconosce le persone che hanno dato un contributo importante ed unico allo studio di Tolkien, al suo fandom o alla promozione di Tolkien e delle sue opere. Il primo a esserne stato premiato è stato Christopher Tolkien, raggiunto poi su questo trono da Tom Shippey, Verlyn Flieger, John Garth, Priscilla Tolkien e Catherine McIlwaine. Ma c’è stato un nome, anzi due, che sono continuamente citati ed è stato impossibile non nominare più volte anche nelle pagine precedenti di questo articolo: Wayne G. Hammond & Christina Scull.

Wayne G. Hammond è nato a Cleveland, Ohio, e cresciuto nel sobborgo di Brooklyn. Nel 1975 ha conseguito la laurea con lode in Letteratura Inglese e l’anno successivo il Master of Arts in Biblioteconomia, cosa che gli ha permesso di lavorare come assistente bibliotecario e da cinque come bibliotecario nella prestigiosa Chapin Library del Williams College di Williamstown, Massachusetts. La Chapin Library raccoglie in totale 60’000 libri rari e 100’000 altri oggetti: manoscritti, stampe, disegni, dipinti, mappe, fotografie, cimeli… Hammond ha vinto un Clyde S. Kilby Research Grant del Marion E. Wade Center, Wheaton College, ed è vincitore per cinque volte del Mythopoeic Scholarship Award.

Christina Scull invece è nata a Bristol, in Inghilterra. Nel 1971 si è laureata con lode in Storia dell’Arte e Storia Medievale. Dal 1971 al 1995 è stata anche lei bibliotecaria, presso il Sir John Soane’s Museum di Londra, che dispone di una collezione di 30’000 disegni architettonici e 7’000 libri. Nel 1992 è stata presidente della Tolkien Centenary Conference che si è tenuta ad Oxford. Ha vinto quattro volte il Mythopoeic Scholarship Award.

«Quale legame hanno?», potrebbe chiedersi chi ancora non li conosce. Semplicemente, nel dicembre 1994 si sono felicemente sposati e Christina ha seguito il marito Wayne negli Stati Uniti. Il loro matrimonio li ha resi anche degli straordinari co-autori e co-redattori di numerose opere di e su J.R.R. Tolkien. Infatti anche quattro delle vittorie del Mythopoeic Scholarship Award sono state ottenute in coppia.

Subito dopo il matrimonio, nel 1995 uscì nientemento che J.R.R. Tolkien: Artist and Illustrator, opera di riferimento per studiare e conoscere tutte le creazioni visive di Tolkien, con un centinaio di illustrazioni inedite commentate: dai disegni di quando Tolkien era un ragazzino agli ultimi schizzi poco prima della morte. Sullo stesso argomento tornarono anni dopo con la pubblicazione nel 2011 e nel 2014 rispettivamente di L’arte dello Hobbit di J.R.R. Tolkien e The Art of The Lord of the Rings by J.R.R. Tolkien.

L’Arte dello Hobbit di J.R.R. Tolkien. Insieme a Roverandom, è l’unico lavoro di Hammond & Scull pubblicato in Italia.

Dopo J.R.R. Tolkien: Artist and Illustrator seguirono importanti curatele di opere di Tolkien: la prima edizione di Roverandom (1998), l’edizione de Il cacciatore di draghi per i 50 anni dalla pubblicazione (1999), e più recentemente Le Avventure di Tom Bombadil (2014).

Se questi sono i libri integralmente curati da loro, non mancano edizioni per le quali hanno scritto e preparato contributi di spicco: The Letters of J.R.R. Tolkien nell’edizione del 1999 ebbe un nuovo indice ampliato da Hammond & Scull, l’edizione per il 50o anniversario di The Lord of the Rings (2004) contiene una loro nota a cui, nel 2005, si aggiunse un nuovo indice espanso, e The Hobbit Facsimile Gift Edition del 2018 contiene un loro articolo sull’opera di Tolkien.

Veniamo infine alle opere più importanti della loro produzione: stiamo parlando di The Lord of the Rings: A Reader’s Companion e The J.R.R. Tolkien Companion and Guide.

The Lord of the Rings: A Reader’s Companion (2005, 895 pgg.) è considerato uno dei più grandi lavori secondari recenti sul mondo di Tolkien. Esso vuole essere un manuale al capolavoro di Tolkien raccogliendo numerosi estratti da altri scritti di Tolkien, note e pubblicazioni inedite che permettano di conoscere a fondo il romanzo: poesie, lettere, manoscritti, interviste, riferimenti a illustrazioni di Tolkien, personaggi, luoghi ed eventi approfonditi in altre opere, parole arcaiche della scrittura tolkieniana. Tutto questo forma insomma quello che può essere considerato un altro apparato di Appendici che, come quello scritto da Tolkien stesso, vuole introdurci meglio nei segreti della Terra di Mezzo. Non per nulla, la terza edizione del 2014 è venduta anche nel boxed set The Lord of the Rings per i sessanta anni dalla pubblicazione.

The J.R.R. Tolkien Companion and Guide (2006, 2720 pgg.) è invece la guida più completa e approfondita della vita e delle opere di Tolkien, «il manuale definitivo» secondo la casa editrice HarperCollins.
Il primo volume, Chronology, è la cronologia della vita e delle opere di Tolkien, la più ampia risorsa biografica su di lui mai pubblicata. È basata su lettere, documenti contemporanei di biblioteche e archivi e numerose fonti non pubblicate.

The J.R.R. Tolkien Companion and Guide nell’edizione 2017 in tre volumi.

Il secondo volume, Reader’s Guide, è un’accurata introduzione alla vita, agli scritti e all’arte di Tolkien. Include sinossi e discussioni sulle sue opere, analisi della sua vasta mitologia, «biografie di persone importanti nella sua vita, racconti di luoghi che conosceva, saggi su argomenti come gli interessi e gli atteggiamenti di Tolkien verso le questioni contemporanee, idee trovate nelle sue opere, adattamenti e linguaggi inventati; e liste di controllo delle sue opere pubblicate, della sua poesia, della sua arte pittorica e delle traduzioni dei suoi scritti». Il lavoro certosino e la vastità di informazioni raccolte da Hammond & Scull in questi due lavori spiega perché Oronzo Cilli le abbia definite «delle vere pietre di paragone negli studi di Tolkien» nel suo libro di cui abbiamo parlato nella pagina precedente. Nel 2017 è inoltre arrivata una seconda edizione aggiornata, in cui il Reader’s Guide è stato diviso a sua volta in due volumi, viste le nuove voci da includere che hanno ampliato il libro.

Il riconoscimento di quest’anno si può dire che suggelli un quarto di secolo di studi per la coppia marito e moglie più nota della scena accademica tolkieniana. Ovviamente, la loro dedizione non si ferma qui e la loro esperienza da bibliotecari e collezionisti continua a riservare sorprese. Il loro blog Too Many Books and Never Enough, che aveva vinto nel 2018 un Tolkien Society Award come Miglior Sito, continua ad essere il mezzo privilegiato di comunicazione con il pubblico, con aggiornamenti sui loro lavori e curiosità sulle loro collezioni (in casa hanno 195 metri di scaffali dedicati a Tolkien). Le loro prossime pubblicazioni sono un atteso libro su Pauline Baynes, illustratrice di opere minori di Tolkien e de Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, e un necrologio di Christopher Tolkien che verrà pubblicato nel prossimo numero di Tolkien Studies. Siamo certi che pochi altri troverebbero le parole giuste per Christopher quanto loro, dal momento che come lui hanno dedicato la vita, con sommo rigore e passione infinita, a raccontare la vita e le opere di John Ronald Reuel Tolkien.

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