Tolkien e il Libro di Giona: la storia continua

Il Team creativo e ispirazioni tolkieniane minori

Si capisce la ispirazione tolkieniana del ‘graphic novel’ anche guardando velocemente alcuni componenti del team creativo del progetto.

Il creatore e sceneggiatore del fumetto è Philip Kosloski, si è laureato all’Università di Saint Thomas in Minnesota con una laurea in filosofia e Studi Cattolici e un master in Teologia dell’Augustine Institute. Attualmente è uno scrittore di spiritualità per Aleteia.org e suoi articoli sono stati ospitati su The Huffington Post, Crisis Magazine, The Catholic Herald, Catholic Exchange, National Catholic Register e ha collaborato con l’emittente Radio EWTN.

Il suo rapporto con Tolkien è raccontato in un articolo del suo blog: How Tolkien’s Middle-Earth profoundly changed my perspective on life. Nell’articolo scrive:

«Può sembrare strano o bizzarro pensare che un mondo immaginario possa avere un impatto reale sulla vita di una persona, ma io direi che un mondo fantastico ha una grande capacità di cambiare in meglio la vita di qualcuno. Un esempio: la Terra di Mezzo.
Ho iniziato a frequentare la Terra di Mezzo quando ero alle medie. Come molti altri nel 2001, nel bel mezzo della pubblicità dell’adattamento cinematografico, ho deciso di chiedere per Natale Il Signore degli Anelli. Dopo averlo ricevuto, sono andato avanti e ho letto l’intero libro entro la fine dell’anno scolastico.

Dopo quel momento sono rimasto affascinato. Volevo saperne di più. Ho proceduto all’acquisto de I Racconti Incompiuti e Il Silmarillion. Oltre a conoscere meglio il regno mitologico della Terra di Mezzo, comprai anche una biografia su J.R.R. Tolkien e rimasi affascinato dalla sua vita e dalla sua devota fede cattolica. In quel momento stavo sperimentando la mia conversione interiore alla fede cristiana e così la lettura della sua biografia ha dimostrato di rafforzare la mia fede.

Poi ho letto The Philosphy of Tolkien di Peter Kreeft e i miei occhi si sono aperti su una visione completamente nuova della Terra di Mezzo. Alla fine del libro potevo dire con Kreeft che “quasi tutto mi ricorda qualcosa ne Il Signore degli Anelli“. Inoltre, potrei affermare questo:

“Il Signore degli Anelli guarisce la nostra cultura così come le nostre anime. Ci dà la cosa più rara e preziosa della letteratura moderna: l’eroico. È un richiamo all’eroismo; è un corno come il corno di Rohan, che Merry ha ricevuto da Théoden e che ha usato per liberare gli Hobbit della Contea dalla loro gentilezza e passività peccaminosa per allontanare i loro tiranni, prima nelle loro anime e poi nella loro società”.»

Nel ruolo invece di consulente troviamo il nome di Kaitlyn Facista, scrittrice e conduttrice del podcast Tea with Tolkien. Si presenta così sul suo blog:

«Sono Kaitlyn e sono una cattolica convertita, moglie, mamma, scrittrice e creatrice, bevitrice di caffè e tè e lettrice di Tolkien. Vengo da Phoenix, Arizona, dove sono nata e cresciuta, ma ora vivo in Indiana con mio marito e i nostri tre bambini e qui ci piace molto. Mi ricorda l’Ithilien.
Voglio che questo [il blog] sia un luogo dove possiamo parlare di come possiamo migliorare noi stessi e il nostro mondo abbracciando lo spirito della Terra di Mezzo e portarlo nella nostra vita – nei modi più semplici.
Lo stiamo già facendo da circa un anno e mezzo e sono felice di vedere che la nostra comunità sta crescendo e crescendo!
Quindi la mia speranza per Tea with Tolkien è quella di creare un posto dove poter venire, prendere una tazza di tè o di caffè, ed essere ispirato ed edificato mentre parliamo di Tolkien insieme.
Non dobbiamo essere grandi guerrieri o essere annoverati tra i saggi per fare la differenza, e forse questa è la cosa più importante che possiamo imparare da Tolkien.
Ha scelto i personaggi più umili e semplici per essere gli eroi della sua storia.
E nel loro orgoglio, i cattivi delle opere di Tolkien trascuravano il potere dei piccoli, deboli e umili – e questa fu la loro rovina.
Penso a questa citazione del Concilio di Elrond: “È giunta l’ora del popolo della Contea, ed esso si leva dai campi silenziosi e tranquilli per scuotere le torri ed i consigli dei grandi.”
Quando studiamo Tolkien, entriamo in un mondo intessuto dalla Verità del Vangelo. Ci vediamo rispecchiati nelle sue favole. Sperimentiamo il trionfo della sua eucatastrofe che indica la Resurrezione, la più grande eucatastrofe.
Quindi direi che sono qui per indicarvi Tolkien, perché Tolkien vi indica Verità & Bellezza in un modo che solo una favola può fare. Non sono un esperto o qualcosa di grande. Non sono Gandalf o Elrond.
Sono più un Samwise Gamgee e sono qui per te.
Voglio solo incoraggiarvi ad abbracciare queste virtù e a lasciarvi ispirare dai nostri amati hobbit mentre fate tutto ciò che fate oggi e ogni giorno. »

Con queste persone a formare il team che ha ideato il fumetto, non stupisce il suo ambizioso obiettivo, cioè il voler raccontare «un mix di storia biblica, fantasia e mitologia, tutti fusi insieme per raccontare una storia di misericordia, di perdono e della luce che risplende nelle tenebre. La guerra spirituale è anche una trama chiave di questa narrazione della storia di Giona, che mette in luce le forze spirituali attive in questo mondo ».

In più vorrei provare a cogliere alcune fonti tolkieniane, o comunque assonanze, tra Tolkien e le pagine campione diffuse.

Nella prima pagina disponibile vediamo il re di Ninive lodare il demone Basmu insediato sul suo trono e chiedere il suo aiuto per conquistare le città nemiche. Sa che in cambio dovrà venerarlo e compiere dei sacrifici. Il demone dice allusivamente che c’è un tipo di sacrificio che gli dà piacere più di ogni altro. Possiamo immaginare, conoscendo le civiltà mediterranee dell’antichità, che il demone si riferisca a dei sacrifici umani che celebravano molti popoli in quel periodo e che la Bibbia descrive come conseguenze malvagie dell’idolatria. Lo scopo di Giona sarà convertire gli abitanti di Ninive perché non siano più sottoposti all’influenza maligna del demone, e lo farà in maniera combattiva recuperando ad Atlantide un’arma leggendaria. Questo evoca uno dei temi principali della narrativa tolkieniana:

«Nel Signore degli Anelli il conflitto essenziale non riguarda la “libertà”, anche se è naturalmente compresa. Riguarda Dio, e il Suo diritto esclusivo agli onori divini. Gli Eldar e i Númenóreani credevano nell’Uno, il vero Dio, e consideravano un abominio l’adorazione di qualunque altra persona.»1

Giona dovrà combattere per ristabilire il diritto esclusivo di Dio agli onori divini, e se non lo fa si continuerà a spargere sangue a Ninive. E non dimentichiamo che anche molti Númenóreani furono convertiti da Zigûr il Mago, che in realtà altri non era che il demone Sauron, al Culto di Melkor. Fece loro credere che Eru e i Valar erano nemici di Númenor, e divenne il Capo Sacerdote di questa nuova religione. Fece anche costruire un tempio nel quale venivano celebrati sacrifici umani le cui vittime erano i Númenóreani rimasti fedeli a Eru oppure uomini della Terra di Mezzo catturati e ridotti in schiavitù durante spedizioni di caccia. E fu proprio la ribellione dei Númenóreani a Eru e ai Valar a provocare la punizione divina, l’inabissamento di Númenor/Atlantide: i temi continuano a collegarsi.

Nelle altre due pagine vediamo la scena in cui Giona viene incaricato di andare a Ninive. L’ispirazione tolkieniana secondo me si riconosce nella modalità con cui Dio comunica con Giona. Si poteva scegliere tra diverse modalità di epifania e se ne è scelto uno che non supponevo: Dio, il Creatore, appare spuntando dal terreno e dalle radici dell’albero sotto cui dorme Giona come un vecchio con bastone, tunica marrone e cappuccio verde. Ci ricorda certamente uno stregone che turba la vita tranquilla di un giovane per dargli un incarico che lo porterà a compiere un viaggio inaspettato. Trovo inoltre interessante che sbuchi dal terreno anziché apparire dall’alto e i suoi colori siano gli stessi della foresta. Mi sembra una caratterizzazione che mescola Gandalf con l’interpretazione che vuole Tom Bombadil come una sorta di spirito della Natura, una sua incarnazione e genius loci. Un Creatore innamorato della sua Creazione tanto da vestirsi come essa.

La campagna di raccolta fondi si concluderà il giorno 5 aprile. Io ho già dato un mio piccolo contributo e spero che questo progetto abbia successo. Spero di aver stuzzicato anche voi e magari invogliato a sostenere e usufruire di questa iniziativa.


1 J.R.R. Tolkien, Lettere 1914/1973, (a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien), Bompiani, Milano, 2018, p. 386, lettera 182 dell’anno 1956 a Anne Barrett

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