Mappa di Amazon, aggiornamenti e ipotesi

 

Rispetto a quanto tentavamo di ricostruire nel nostro primo articolo sull’argomento, negli ultimi due giorni The Lord of the Rings on Prime ha diffuso due aggiornamenti con tutta probabilità definitivi, nell’ambito della campagna virale avente per oggetto la mappa tracciata ad hoc degli scenari che incorniceranno la narrazione della serie. Ora che lo stillicidio può dirsi concluso, ci permettiamo di dare un’occhiata critica agli elementi cartografici e tenteremo di interpretare che cosa può “filologicamente” esser compreso nel ciclo narrativo della serie, in base a quanto corrisponde ai contenuti delle opere pubblicate.

Il 6 marzo scorso è stata completata la serie che riguarda la prima mappa in assoluto, che in quattro scadenze progressive è passata via via dal semplice disegno di monti, fiumi, laghi e coste privo di qualsivoglia indicazione testuale a un progressivo inserimento di toponimi. In base agli elementi che riporta, questa mappa può farsi risalire o alla parte conclusiva della Seconda Era o alla prima parte della Terza Età. Vi sono riportati i nomi delle Montagne e dei principali centri dei Regni di Gondor e Arnor, fino e non oltre il 3° millennio della Terza Era, quando i Nazgûl s’impossessarono di Minas Ithil che divenne Minas Morgul – e, nel contempo, Minas Anor venne ad essere nota come Minas Tirith nei successivi quattro secoli di Pace Vigile. Per gli insediamenti degli Elfi compare Imladris, ma non Ost-in-Edhil. Se la mappa è dunque comprensiva e descrittiva dell’intervallo temporale della serie, i fatti dovrebbero svolgersi tra la fondazione dei Regni Numenoreani in Esilio (S.E. 3320) e la caduta di Minas Ithil (2002 T.E.). L’intervallo  copre il periodo in cui l’Ultima Alleanza degli Elfi e degli Uomini sconfigge Sauron, oltre a vari altri eventi notevoli. Nota di colore: la Rosa dei Venti è stata corretta, con la sostituzione delle Cirth per mezzo delle tengwar corrette.

La datazione questa mappa come risalente a non oltre il 3320 S.E. si desume in base alla presenza della città di Osgiliath. Stando all’Appendice A de Il Signore degli Anelli La caduta di Numenor avviene nel 3319 e la Cittadella delle Stelle venne fondata da Isildur e Anárion in seguito all’istituzione dei Regni del Sud, Arnor e Gondor , l’anno successivo (si confrontino le cronolocie nell’appendice B a Il Signore degli Anelli, “Il calcolo degli anni”). Mordor venne occupata da Sauron per farne la sua roccaforte intorno al 1000 (“Incomincia a costruire Barad-dûr”) pertanto la sua presenza è pienamente legittima.

Facile pronostico (forse troppo facile?) è che la serie possa comprendere una parte importante di fatti a cavallo tra l’Ultima Alleanza e la sconfitta di Sauron, ma chissà in quale stagione. Inoltre, la presenza di Minas Ithil mette probabilmente la parola fine alle speculazioni sulla possibile comparsa delle avventure di un giovane Aragorn, nato nel 2931 T.E..

La mappa pubblicata il 7 marzo è invece più antica: può infatti risalire al 750 S.E.: l’elemento che permette di fissare questa pietra miliare è l’inserimento di  Ost-in-Edhil, fondata da Celeborn e Galadriel in quell’anno – dunque assai prima della nascita di Lothlórien. I Númenóreani avevano dato il via da circa un secolo e mezzo all’esplorazione e colonizzazione della Terra di Mezzo, l’Eregion è fondata dal Noldor, Oropher sale alla guida degli Elfi Silvani dando vita al Reame Boscoso e Sauron di lì a poco avrebbe ricominciato a palesarsi via via. Questo lasso di tempo corrisponde al regno di Tar-Aldarion, il sesto re di Númenor, che in quello stesso anno avrebbe fondato la Gilda dei Venturieri. La serie racconterà dunque anche dell’Isola della Stella nei giorni prima della Caduta, dell’Esilio di Elendil e dei suoi figli, della fondazione dei Regni di Arnor e Gondor e della Guerra dell’Ultima Alleanza. Coerentemente non compaiono le città di Arnor e Gondor, l’Eriador appare riforestato, Moria è stata ridenominata Khazad-dûm (come suggerito da Gabriele Marconi su Twitter all’account ufficiale). Insomma, la mappa è un’altra cosa rispetto a quella vista nei giorni precedenti e fa presagire che la serie sarà d’impostazione cronachistica. C’è poi un nuovo aggiornamento, stavolta stilistico, della Rosa dei Venti: il simbolo si è dovuto spostare per far spazio sulla carta all’Isola della Stella.

La presenza di Ost-In-Edhil pone anche un limite inferiore alla possibile estensione di questa parte narrativa: si sa infatti che essa fu distrutta nel 1697 S.E.. Ma c’è di più: anche in questo caso coerentemente, sono spariti tutti gli accenni in fatto di toponomastica a Mordor, il che significa che gran parte degli avvenimenti potrebbe svolgersi prima di quella data – la costruzione di Barad-dûr ebbe termine verso il 1600 S.E. anno più anno meno. La presenza dell’Eregion, invaso e distrutto a sua volta nel 1697 S.A., è un altro elemento dirimente. Non è inoltre riportato nessuno degli insediamenti Númenóreani della tarda Seconda Era così come anche Imladris, fondata solo in seguito al crollo degli altri regni elfici.

Il fatto che in quest’arco temporale sia ricompreso il regno di Tar-Aldarion fa inoltre sorgere un’altra importante considerazione. Sesto re di Númenor, è autore di gesta notevoli nonché di una delle vicende più suggestive e intense di tutto il legendarium, il suo tormentato rapporto con Erendis. Ma tutto questo occupa una parte sostanziale di un volume sinora non considerato come fonte per gli adattamenti cinetelevisivi, vale a dire i Racconti Incompiuti. Questo fa sorgere il sospetto che, a differenza del passato, qualche transazione in fatto di diritti ceduti alle major sia avvenuta e che ci sia nuovo materiale fresco messo a disposizione degli sceneggiatori. Ma qui ci fermiamo, per non esagerare con le supposizioni.

Un ultimo suggerimenti che ci sentiamo di dare riguarda l’uso del maiuscoletto per determinati toponimi. Si nota che si è fatto ricorso ad esso per varie località e zone, alcune delle quali anche in colore diverso. Non è il caso di riportare un elenco di occorrenze che si possono facilmente rintracciare zoomando sulle mappe ufficiali, ma si può supporre che ove ricorre il maiuscoletto allora quel luogo, città o altro possa essere oggetto di particolari espansioni di trama.

Infine, una considerazione su un’altra sottotrama non indifferente. Intorno al 1200 S.E. Sauron iniziò a farsi vivo presso gli Elfi: non riuscì ad avvicinare signori quali Gil-galad e Elrond, ma ebbe più fortuna con i fabbri elfici dell’Eregion, la Gwaith-i-Mírdain dell’Eregion – composta per lo più Noldor, che desideravano godere nella Terra di Mezzo delle stesse gioie degli Elfi che erano tornati a Valinor. Sauron si presentò quindi come “Annatar”, un emissario del Valar,e tentò gli Elfi insegnando ai loro artieri il procedimento per forgiare gli Anelli di Potere, che avrebbe concesso agli Elfi di esercitare la loro influenza sui territori in cui abitavano. Nel 1500 S.E. fu ultimata la fabbricazione dei Sette e dei Nove, ma in seguito Celebrimbor diede di piglio alla forgia dei Tre ultimando l’opera intorno al 1590 S.E. – tutto, dunque, teoricamente ricompreso nell’arco temporale desumibile dalla mappa.

Sauron creò poi l’Unico Anello intorno al 1600, da solo, nel cuore del Monte Fato.

Qui il nostro racconto si interrompe. Vedremo se sarà ripreso per immagini, sul piccolo schermo.

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