Noel: la poesia di J.R.R. Tolkien sul Natale è stata ritrovata.

Particolare di Giotto, Natività, Cappella degli Scrovegni, Padova, 1303 -1305 ca.
Particolare di Giotto, Natività, Cappella degli Scrovegni, Padova, 1303 -1305 ca.

Scoperte Ritrovate finalmente due poesie di Tolkien stampate nel 1936 nel giornalino della scuola superiore Nostra Signora di Abingdon, istituzione educativa cattolica dei dintorni di Oxford. Sono The Shadow Man, una versione antecedente di Shadow-Bride (pubblicata in Le Avventure di Tom Bombadil) e Noel, un poesia sulla Natività di Cristo, un inedito assoluto anche per la tematica direttamente cristiana. Questa fino ad oggi era nota per il solo incipit.

ATTENZIONE
a seguito di considerazioni sui diritti d’autore, riteniamo di
dover cancellare il testo, la traduzione e gran part dell’analisi di Noel,
i cui diritti di pubblicazione appartengono alla Tolkien Estate.

Desideriamo da subito scusarci per non aver considerato l’eventualità
che i testi siano stati pubblicati senza le autorizzazioni necessarie. 

Noel possiede lo schema della rima di tipo tradizionale alternato ABAB-CDCD e non contiene probabilmente i migliori versi di Tolkien nemmeno tra le poesie brevi. Contiene però diversi elementi che qui ci limitiamo ad accennare. Nella metrica siamo di fronte ad una successione regolare di coppie di novenari e settenari, un metro che, per quanto mi sforzi, mi riesce solo di ritrovare proprio in Shadow-Bride tra la produzione poetica di Tolkien (ma aspetto commenti che mi correggano). Sui temi, sembra di poter distinguere alcuni tratti della narrazione lucana della Natività e della tradizione associatale. La scena è però pervasa fin da subito da un orizzonte cosmico pregno d’inquietudine: corpi celesti in fuga e agenti atmosferici ostili, finanche una personificazione mitica del gelo, un “signore delle nevi“, in cui si riconosce l’idea della notte più lunga dell’anno (la notte tra il 24 e il 25 dicembre), del cuore dell’inverno nella concezione pre-cristiana. La sua sconfitta nella poesia segna l’ingresso della festività del Natale quale vero significante del nuovo sole, Gesù Bambino. L’evento è narrato con quella che pare una rivisitazione del Rorate cœli desuper dal Libro di Isaia, da cui emerge un’unica mirabile stella, descritta con notevole somiglianza alla «stella bianca scintillare all’improvviso» che ridonerà speranza a Sam lungo il Morgai, poco prima dell’ultima tappa verso Monte Fato che gli farà pensare «che l’Ombra non è che una piccola cosa passeggera: al di là di essa vi erano eterna luce e splendida bellezza».  Dopodiché la protagonista indiscussa diventa Maria Vergine. Da un punto di vista biografico siamo di fronte ad una testimonianza, forse mai altrove altrettanto esplicativa, di quanto la fede di Tolkien fosse devotamente mariana.

William Congdon, La Natività, 1960.
La copia sopravvissuta di The Annual, Abingdon Chronicle.

Archiviata questa rapida disamina che nei contenuti s’impone anche e soprattutto esegetica, la scoperta continua a lasciare molte domande. Stephen Oliver, rettore dell’istituto fondato dalle Sisters of Mercy (le Sorelle della Misericordia), ha trovato una copia dell’Annual del 1936 in modo del tutto fortuito. Wayne G. Hammond e Christina Scull, biografi, bibliografi, studiosi custodi dei manoscritti ed editori di diverse opere di Tolkien, avevano trovato poco più di 2 anni e mezzo fa un riferimento ad una poesia di Tolkien nel Tablet del 15 febbraio del ’36, cui si rimandava alla rivista della scuola di Abindgon. La poesia era The Shadow Man, che Hammon&Scull intuirono subito avere a che fare con Shadow-Bride: in quel momento erano impegnati a preparare l’edizione annotata e commentata di Le Avventure di Tom Bombadil.

Per le versioni successive della poesia si è ipotizzato trattarsi di un rielaborazione su modello celtico del motivo olimpico di Persefone e Ade. In Shadow-Bride la protagonista, la sposa, sarebbe tratteggiata su Persefone, mentre nei presenti versi il protagonista è senza dubbio un abitante maschile dell’oltremondo. È interessante che due poesie su temi così antitetici siano state pubblicate insieme, ma anche questa non è scevra da elementi apparentemente biblici: la “fontana di luce” ha un precedente salmistico.

Le religiose non riuscirono a trovare una copia della rivista, ma solo una tavola dei contenuti che spedirono prontamente ai due coniugi e studiosi. Come fa notare Roberto Arduini dal sito dell’AIST e come già nel post di Hammond&Scull, la copia dell’Annual era effettivamente nell’archivio delle Suore della Misericordia a Bermondsey, da qui arriva l’indice ai due studiosi, insieme a copie delle pagine d’interesse. The Shadow Man è infatti incluso nell’edizione espansa e rivista con note e commenti di The Adventures of Tom Bombadil del 2014, a cura dei succitati. Da quei documenti sono venuti a conoscenza di un’altra poesia inedita contenuta in quella rivista, Noel, che nella comunità tolkieniana si guadagnò prontamente uno dei primi posti tra i testi più vagheggiati. 

Il rapporto tra Tolkien e la scuola non è ancora documentato, ma Hammond&Scull (2014) fanno notare che Tolkien dovesse aver conosciuto l’ordine per il loro impegno ospedaliero durante la Grande Guerra, un servizio di cui beneficiò durante la sua lunga convalescenza a partire dal novembre 1916. Nell’articolo dell’Oxford Mail con le dichiarazioni del rettore ci si limita a ritenere (com’è ovvio dalla datazione) che il rapporto con la scuola maturò durante la permanenza della famiglia Tolkien in Northmoor Road ad Oxford, che dista 45 minuti a piedi dalla scuola di Abindgon (una vettura fu posseduta dalla famiglia per un breve periodo). Non ci sono menzioni nelle fonti ufficiali di particolari occasioni in cui il Professore di Anglosassone abbia fatto visita alla sede scolastica o conventizia, ma non è improbabile che Tolkien abbia offerto alcune sue composizioni proprio per supportare un’istituzione cattolica che riteneva importante.

Parlano del nostro articolo:

In Italia ne parlano anche

  • Tolkieniano Collection
  • Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Secondo Arduini il clamore per una scoperta vecchia sostanzialmente di 3 anni si potrebbe dovere ad un tentativo della scuola di ottenere popolarità. L’organizzazione di una mostra sembra puntare in quella direzione. Raccogliamo volentieri l’invito a evitare il termine “scoperta”.

All’estero, fonti e rassegna significativa:


Gabriele Marconi
responsabile di Tolkien Italian Network

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Responsabile di Tolkien Italia dalla sua fondazione, Gabriele "MedTolkien" Marconi non intende in alcun modo vantare titoli (che non possiede) per accreditarsi agli occhi dei lettori. Questi saranno sempre costretti a giudicare in prima persona e senza sconti quanto scrive. Reticente a pubblicare studi critici, si batte per la divulgazione di J.R.R. Tolkien e perché ogni appassionato italiano possa viverne l'intima compagnia dalle opere alla vita di tutti i giorni.

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