Capire e Studiare Tolkien si può: ecco alcuni dei libri migliori!

Marietti

Quante volte è capitato di sentirsi chiedere se ci fosse un modo per studiare l’opera di Tolkien! Quante volte ci è stato chiesto se ci sono risorse che aiutano a distinguere e comprendere le reali componenti principali della sua letteratura, così unica e ancora trascurata dalla critica letteraria dominante!

Ci sono eccome! E, contrariamente a come si potrebbe pensare, l’Italia è tutt’altro che un fanalino di coda. Negli ultimi dieci anni l’Italia è balzata agli onori della comunità tolkieniana soprattutto grazie al lavoro del Gruppo di Studio per Marietti, editore che ha pubblicato una collana unica al Mondo: Tolkien e dintorni raccoglie gran parte dei più importanti studi di sempre su J.R.R. Tolkien, tradotti e curati grazie ad un lavoro collettivo scientifico sui testi, rapporti diretti con gli autori e tanta, tanta preparazione. Sono divenuti così disponibili in Italiano i libri di Tom Shippey, di Verlyn Flieger, di John Garth; poi sono iniziati i contributi originali, raccolte di saggi come La Falce Spezzata e gli atti del convegno del 2010 a Modena Tolkien e la Filosofia, testi che gli studiosi internazionali hanno voluto in Inglese e che sono così andati tradotti, permettendoci di dare un rilevante apporto al dibattito internazionale. Una collana del genere non esiste nemmeno presso gli editori inglese e americano di Tolkien, Harper Collins e Houghton Mifflin non possono vantare una simile concentrazione di libri fondamentali di critica.

Non è qui la sede di decantarne i meriti per filo e per segno o per trattare ogni libro nel dettaglio, perché ci richiederebbe troppo tempo. Ci limitiamo ad un brevissima presentazione di ogni libro e rimandiamo a successivi approfondimenti. Se però cercate una serie più completa di consigli, qui avevo cominciato una trattazione (che conto di poter portare avanti) e che darà riferimenti per bibliografie più complete.

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J.R.R. Tolkien: La via per la Terra di Mezzo

Autore:  Tom Shippey

Qual è la natura dell’invenzione? Il volume di Shippey, l’anno 0 della critica di Tolkien, si getta nel processo creativo dell’autore e rintraccia nel suo lavoro di tutta la vita il metodo con il quale Tolkien ha dato forma letteraria e linguistica alla Terra-di-Mezzo: la Filologia. Shippey, filologo come Tolkien, illustra una serie sconfinata di ispirazioni che spaziano dai miti più antichi a “semplici” toponimi provinciali, ed ad ogni analisi corrobora l’idea che Tolkien prima di tutto s’interessasse alla parola che stava scrivendo o che avrebbe voluto scrivere e che da quella parola, dalle sue variazioni e dai suoi significati originali (spesso riunificati), la storia prendesse poi corpo. Dalle parole-asterisco, a mondi-asterisco, alle storie-asterisco. La verità di queste storie, impossibile cercarla mediante un approccio soltanto letterario, è la stessa verità di tutti quegli uomini prima di Tolkien che hanno parlato anglosassone, norreno, gotico, finnico, latino, etc. e che con queste lingue hanno raccontato le loro storie, sia che siano miti, fiabe, o che si tratti di dare un nome ad una collina.

 


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Schegge di Luce. Logos e linguaggio nel mondo di Tolkien

Autore:  Verlyn Flieger

Il Signore degli Anelli era il brandello più brillante, ma pur sempre un brandello della mitologia che albergò nel cuore di Tolkien per tutta la sua vita, occupando sempre la sua ragione e i suoi sforzi. Verlyn Flieger ha ricercato il significato di questa brillanza nel glossopoieta, in quell’unico filologo che si applica creativamente e secondo una visione unitaria, metafisica, del linguaggio e del mito, all’invenzione del linguaggio; e nell’uomo con le sue certezze e sofferenze, nell’umanità degli Elfi. Come il prisma rifrange la luce e nello spettro la realtà si mostra distinta, così le parole discendono da un’unità semantica primeva che conserva il significato intatto, i cui molti riverberi in nuovi termini ne sono sfaccettatura. La teoria di Owen Barfield o di Barfield-Tolkien, nel Silmarillion riceve nuova attuazione nelle voci elfiche e di eco-in-eco, di parola-in-parola, si può percorrere il cammino del significato, dalla penombra per l’anelito alla luce.

 


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Tolkien e la Grande Guerra : La Soglia della Terra di Mezzo

Autore:  John Garth

Molto più di una semplice biografia di J.R.R. Tolkien dagli anni di scuola al King Edward’s College fino alla convalescenza dalla Grande Guerra, il libro di John Garth ricerca quei momenti in cui il giovane studente e presto soldato avventura i primi passi in un mito nascente, debitore di tutti quelli incontrati nel proprio percorso formativo ma calco di nessuno; e debitore degli amici del T.C.B.S., le cui parole dalle lettere smuovono le più intime e grandi aspirazioni, non soffocate ma acuite dalla grande tragedia cui andavano incontro e che non lascerà quasi alcun superstite tra i cari di John Ronald. Dalle poesie liriche abbozzate ai racconti di un popolo esule narrati alla sua Lùthien, Edith, questo libro apre una luminosa finestra sulla giovane vita di Tolkien dalla sua opera senza sminuire nessuna delle due. Uno dei testi immancabili sullo scaffale di ogni appassionato.

 

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Gli Inklings: J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis, Charles Williams e i loro amici

Autore:  Humphrey Carpenter

Carpenter è riuscito forse anche a superare la sua stessa biografia su Tolkien solo l’anno dopo, nell’impresa di dirigerne una collettiva del gruppo degli Inklings, quel circolo oxoniense (soprattutto di professori universitari ma non solo) aggregatosi intorno a C.S. Lewis per sottoporre le proprie produzioni letterarie in amicizia e davanti al più classico boccale colmo di birra. E’ sorprendente come questo gruppo di amici più o meno cari l’uno all’altro sia stato al centro della riconquista del simbolismo nella Letteratura Inglese. Figli spirituali del Beato Newman, lettori attenti di G.K. Chesterton, alcuni conoscenti ed ammiratori della poesia di T.S. Eliot, hanno segnato la storia del secolo scorso: cercatori del significato, dalla parola alla Parola, decisivi nella vita di Tolkien, sono stati la sua prima platea di critici proprio negli anni d’oro della sua invenzione letteraria.

 

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C’era una volta… Lo Hobbit: alle origini del Signore degli Anelli 

Curatori:  Roberto Arduini, Alberto Ladavas, Saverio Simonelli

La prima monografia critica interamente dedicata a Lo Hobbit in lingua italiana nasce in risposta alla tendenza popolare di considerare la vicenda di Bilbo un semplice “prequel” a Il Signore degli Anelli. I contributi spaziano dall’analisi della fiaba di Cecilia Barella ad un processo fittizio al protagonista di Claudio Testi, notevole Arduini, uno dei pochi ad esaminare il Drago come elemento letterario, utilissima la breve storia compositiva dell’opera di Gammarelli, magistrale Simonelli sui rapporti con il lavoro dei Grimm. In una raccolta in cui nessun saggio sfigura, spiccano i nomi di Verlyn Flieger e Dimitra Fimi, le due tra i principali studiosi di Tolkien al mondo. Il libro quindi, oltre ad avere un rilievo assoluto, prende la direzione per discutere Lo Hobbit in quanto fiaba, così com’era nata per i figli di Tolkien e nel solco del folklore e della letteratura vittoriana. Doverosa menzione per l’inclusione della poesia Once Upon a Time di Tolkien, prima mai pubblicata.

 


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Gli altri titoli Marietti in breve

La collana ha già cercato un rappresentante in quasi ogni tema specifico degli Studi Tolkieniani battuto finora. In Tolkien, un fenomeno culturale Brian Rosebury affronta di petto la questione rovente, ovvero la collocazione di Tolkien nell’estetica letteraria e nella storia delle idee. Senza pregiudizi e senza lasciarsi trascinare nella tentazione sempreverde dell’apologetica, Rosebury riesce a considerare l’opera di Tolkien per il suo peso specifico, evidenziando tanto le vette artistiche, tecniche e concettuali, quanto le criticità. Tolkien, l’Uomo e il Mito di Joseph Pearce è senza dubbio la più apprezzata presentazione di Tolkien e della sua opera secondo la sua determinante componente di uomo di fede cattolica. Il testo è di estremo interesse anche per non cattolici, in specie nel suo capitolo iniziale e ogni qualvolta si sofferma a descrivere gli episodi di vita insieme agli Inklings. Con la recente pubblicazione di Lo Hobbit: un viaggio verso la maturità la collana include il suo primo testo di analisi psicologica. Naturalmente limitato nel suo approccio, il libro di W.H. Green descrive però con un efficacia rara il percorso di crescita di Bilbo.

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Il secondo terzetto (a destra) certifica invece l’ottimo stato di salute degli studi e delle pubblicazioni originali. La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi è un libro di cui J.R.R. Tolkien è l’unico autore accreditabile ed esiste solo in Italia: la pubblicazione raccoglie alcune dissertazioni del glottoteta su alcuni aspetti linguistici e filosofici del suo mito, riferite agli Elfi e alle loro lingue. Queste provengono da vari numeri della rivista Vinyar Tengwar (ove periodicamente si pubblicano manoscritti di Tolkien di natura linguistica) e la composizione per il testo italiano è frutto di lavoro comune di traduzione e curatela dei migliori esperti sul piano nazionale. La Falce Spezzata è il primo lavoro su Tolkien interamente italiano ad essere stato tradotto, una raccolta di saggi sul tema dichiarato da Tolkien essere al centro di Il Signore degli Anelli, la Morte. Esteso come fulcro dell’intero legendarium, i saggi sono raggruppati in due parti a discutere la Morte rispetto al problema del Tempo e del Significato, ma senza rigidi confini. Tolkien e la Filosofia documenta il convegno a Modena del 2010, in cui autori nostri connazionali e alcuni dei maggiori internazionali si sono “sfidati” sul terreno della metafisica sottesa alla letteratura: è della Filosofia l’ultima parola sull’opera di Tolkien? E se sì, della Filosofia o della Teologia?

C’è l’imbarazzo della scelta per iniziare, ma ancor più difficile è aspettare le future pubblicazioni una volta studiate tutte. Il lavoro del Gruppo di Studio e di Marietti va sostenuto non solo per mostrare agli autori, traduttori e curatori quanto sia stato utile finora, ma anche per incoraggiarne il proseguimento.

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Responsabile di Tolkien Italia dalla sua fondazione, Gabriele "MedTolkien" Marconi non intende in alcun modo vantare titoli (che non possiede) per accreditarsi agli occhi dei lettori. Questi saranno sempre costretti a giudicare in prima persona e senza sconti quanto scrive. Reticente a pubblicare studi critici, si batte per la divulgazione di J.R.R. Tolkien e perché ogni appassionato italiano possa viverne l'intima compagnia dalle opere alla vita di tutti i giorni.

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