Christopher Tolkien ha rassegnato le dimissioni da “director” della Tolkien Estate. Tolkien Italia gli esprime la più profonda gratitudine per l’immenso lavoro svolto e per quello che continuerà a svolgere.

Fotografia di François Deladerrière / © The Tolkien Estate Limited 2016. In secondo piano, l’atto di notifica di accolte dimissioni.

Christopher John Reuel Tolkien, terzo figlio di J.R.R. Tolkien, nominato esecutore plenipotenziario del patrimonio letterario del padre per sua espressa volontà testamentaria e capo della compagnia a tutela dello stesso, la Tolkien Estate, ha riconsegnato il proprio mandato il 31 agosto (l’atto è stato notificato e registrato come pubblico dal governo inglese il 4 settembre).

Christopher svolgeva la presidenza de facto, ma legalmente ogni executor della compagnia è director, un pari. Non è perciò noto se sia già stato nominato un successore o se il ruolo rimarrà vacante e sostituito in via temporanea finché Christopher Tolkien sarà in vita; la moglie Baillie continua invece a svolgere il ruolo (verosimilmente sostenendo nel consiglio anche le posizioni del coniuge). Eravamo venuti a conoscenza dell’importante novità durante la scorsa settimana, è questo il motivo per cui nella nostra analisi abbiamo sempre parlato della Tolkien Estate come di un soggetto collettivo, mai esprimendo Christopher Tolkien come suo rappresentante unico (come invece abbiamo fatto altre volte prima di questi ultimi giorni). Preferendo non inserire nella nostra discussione questo particolare per dovuta cautela, vista la delicatezza della questione, ne parliamo ora separatamente.

Nel suo ultimo contributo critico a custodia delle opere del padre aveva scritto:

Ora che ho novantatré anni questa è (presumibilmente) la mia ultima curatela nella lunga serie degli scritti di mio padre, molti dei quali mai pubblicati prima, e ha una natura in qualche modo curiosa. Questo racconto è stato scelto in memoriam, in quanto presenza radicata nella sua vita. Pensava spesso all’unione di Lúthien, che chiamava “la più grande tra gli Eldar”, con Beren il mortale, ai loro destini, alle loro seconde vite.
È un bel salto indietro per me, poiché è il primo vero ricordo che ho di una storia che mi è stata raccontata passo passo, non semplicemente un’immagine memorizzata dalla scena di una narrazione. Mio padre me l’ha raccontata, forse in parte, a voce, senza alcuno scritto, nei primi anni trenta.
L’elemento della storia che ricordo, con la vista della mente, sono gli occhi dei lupi che appaiono uno dopo l’altro nell’oscurità delle segrete di Thû.
In una lettera a me indirizzata che parla di mia madre, scritta un anno dopo la morte di lei, cioè un anno prima che morisse lui stesso, mio padre descrive un senso di perdita opprimente ed esprime il desiderio di far incidere Lúthien sotto il nome di lei, sulla tomba. Nella lettera, citata a pagina 27 di questo libro, ritorna alle origini del racconto di Beren e Lúthien, una piccola radura boschiva piena di fiori di cicuta nei pressi di Roos, nello Yorkshire, dove lei danza. Scrive: “Ma la storia è finita male, sono stato abbandonato e io non posso invocare l’inesorabile Mandos.”
– Prefazione a Beren e Lúthien.

Proprio noi per primi avevamo diffuso gli stralci della prefazione in maggio, a poche settimane (questi, a pochi giorni) dall’uscita in libreria dell’opera, non senza una forte commozione a leggere queste parole che hanno un forte sapore testamentario a loro volta. Non potemmo che condividere con il mondo il nostro commosso senso di gratitudine per la sua incessante opera di curatela durata ormai 45 anni (dalla dipartita del padre).

Christopher Tolkien non stava naturalmente dicendo che «posava la penna», come con commenti inopportuni qualcuno ha tentato di sostenere: quell’inciso «(presumibilmente)» non lasciava spazio a dubbi del genere. È semplicemente impensabile che Christopher non dedichi ogni giorno della sua vita, finché le forze lo assistono, alla vocazione che ha ereditato dal padre, in tutto e per tutto simile a lui e compartecipe e coautore della sua creazione letteraria.

Né è pensabile che questa vocazione cessi ora con le sue dimissioni quale «director» della Tolkien Estate, che è facile capire arrivino 2 mesi  dopo la risoluzione della causa che ha coinvolto l’Estate (insieme al sussidiario Tolkien Trust) e l’editore HarperCollins in contrapposizione alla Saul Zaentz co. e Warner Bros. Enterntainment, nel poter  finalmente decentrare le responsabilità organizzative della fondazione dalla sua persona. Alla veneranda età di 93 anni la prossima settimana, Christopher Tolkien potrà dedicarsi interamente alla tutela intellettuale e artistica del patrimonio di cui è stato nominato custode quasi quarantacinque anni fa, dopo il riconoscimento della Bodley Medal consegnatagli l’anno scorso e la prossima esposizione che sempre la Bodleian Library organizza in onore del padre (e del lavoro del figlio).

Nell’apprendere la notizia, Tolkien Italia rinnova la sua gratitudine a Christopher Tolkien, per aver speso la seconda, splendida metà della sua vita nel rendere sempre più accessibile ad ognuno di noi la vastità e la profondità dell’invenzione letteraria di suo padre, che l’ha visto coprotagonista fin dai primi racconti della buonanotte che sarebbero poi divenuti Lo Hobbit. Più di ogni altra cosa, a Christopher va il nostro ringraziamento per aver condiviso suo padre con milioni di altri “figli” che non ne avevano alcun diritto. E perché non accenna a smettere di farlo.

Cogliamo inoltre l’occasione per augurargli un lieto compleanno e rivolgergli i complimenti per il rimarchevole traguardo raggiunto. Inoltre, per la recente dipartita della sua prima moglie Faith Tolkien (nata Faulconbridge), mandiamo le condoglianze a Christopher, al figlio Simon e a tutta la famiglia e i cari, stringendoci in lutto e in preghiera. 


NOTA BENE: Siamo consapevoli che, nel diffondere la notizia delle dimissioni, si espone il fatto al rischio di speculazioni e mistificazioni circa presunte divergenze e frizioni tra i membri della famiglia ed esecutori dell’Estate riguardo i recenti sviluppi (vedi la serie TV Amazon): basterebbe evidenziare che le dimissioni arrivano dopo la risoluzione legale per mostrarne l’inconsistenza.
Auspichiamo che coloro che sono privi della conoscenza basilare dell’unità di intenti e metodi che caratterizza la famiglia e la fondazione mostrino la responsabilità di non cercare pretesti per fare sensazione. In caso contrario, saremo pronti ad intervenire con puntuali, meticolose ed inclementi smentite e prove a detrimento di certe ricostruzioni e discredito per chi le tenterà

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Responsabile di Tolkien Italia dalla sua fondazione, Gabriele "MedTolkien" Marconi non intende in alcun modo vantare titoli (che non possiede) per accreditarsi agli occhi dei lettori. Questi saranno sempre costretti a giudicare in prima persona e senza sconti quanto scrive. Reticente a pubblicare studi critici, si batte per la divulgazione di J.R.R. Tolkien e perché ogni appassionato italiano possa viverne l'intima compagnia dalle opere alla vita di tutti i giorni.

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