Ed ora la Tolkien Estate può bloccare la Ultimate Edition di Peter Jackson? | TOLKIEN ITALIA RISPONDE #2

Delle vostre domande è sicuramente la più curiosa, ma ci ha permesso di affrontare un aspetto che non avevamo considerato. Tra i nuovi poteri della Tolkien Estate sugli adattamenti c’è anche il veto su materiale precedentemente filmato? Può impedire la Ultimate Edition? Ovvero, il nuovo è un accordo retroattivo?

Grafica di Tolkien Italia.

2a edizione di Tolkien Italia RISPONDE, stavolta con un quesito che ci ha preso decisamente in contropiede. Nasce come un malinteso, ma apre a scenari cui non avevamo pensato. Per cui, grazie Stefano e grazie a tutti i lettori che ci costringeranno ad approfondire le questioni in gioco, facendoci scoprire sempre nuovi aspetti.

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CONFERMA: Amazon non avrebbe il pieno controllo creativo sulla serie di “Il Signore degli Anelli”

Tra le dichiarazioni del CEO della HBO Richard Plepler arriva una conferma fondamentale: il controllo creativo per la serie Amazon di Il Signore degli Anelli sembra proprio in mano alla Tolkien Estate. Le dichiarazioni di mercoledì del CEO dell'HBO Richard Plepler passeranno…

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Gabriele Marconi a Radio Brea parla di Christopher Tolkien e della Tolkien Estate. La webradio si è rinnovata

Le domande chiave con cui avevamo preannunciato la puntata.

Nell’intervento di Gabriele di ieri sera a Radio Brea si sono toccati molto argomenti, le cui connessioni si sono cominciate ad intravedere, ma che avranno bisogno di ulteriore discussione. Non possiamo che ringraziare sentitamente Jay e Silent Bob per i piacevolissimi 40 minuti (a fronte del quarto d’ora pensato inizialmente) volati e del tempo che ci concederanno nella puntata di settimana prossima, sempre di giovedì, 23 novembre.

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Diritti TV e Christopher Tolkien, che confusione! Stasera facciamo chiarezza su Radio Brea.

La notizia della serie TV aggiudicata da Amazon in un accordo con la Tolkien Estate e HarperCollins da una parte, New Line Cinema per Warner Bros. dall’altra non concede tregua agli appassionati. Nelle ultime ore, incredibile a dirsi, la confusione sui diritti di sfruttamento e distribuzione TV anziché scemare continua ad aumentare.

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Prospettive della Terra-di-mezzo adattata: la notizia non è la serie TV! E può cambiare tutto.

La notizia delle le trattative per una serie TV su Il Signore degli Anelli ha infiammato gli animi degli appassionati in tutto il mondo. Tuttavia queste indiscrezioni, se confermate, segnano una svolta ben più epocale nell’impatto del fenomeno culturale nato dall’opera di J.R.R. Tolkien sulla contemporaneità. 

We’re currently working on an English translation we’re going to publish in the next few days!

In alto a sinistra il logo © Middle-earth Enterprises,
in alto a destra Christopher Tolkien dal documentario J.R.R.T. : a film portrait of J.R.R. Tolkien (1992),
in basso a sinistra Priscilla Tolkien © The Times 2013.
Il simbolo al centro è rielaborato dai loghi © Tolkien Estate e © Warner Bros. Ent., nessuna violazione intesa. La grafica è rappresentazione delle tesi di cui nell’articolo, non intende in nessun modo ledere l’immagine dei due soggetti distinti e verrà ritirata previa richiesta dei succitati. La riproduzione non concordata è severamente vietata.


AGGIORNAMENTO: CONFERMA!
La gran parte delle conclusioni di quest’analisi sono state confermate

dall’annuncio ufficiale meno di 24h dopo la pubblicazione dell’articolo.
Altre rimangono in sospeso.

Abbiamo atteso una settimana dal roboante annuncio ad indiscrezione di Variety e dall’eco più strutturata di Deadline, pronti ad intervenire all’emersione di ogni elemento che gettasse luce sui dubbi che trai primi avevamo sollevato. La settimana è stata silente in termini di novità, il che ci ha dato modo di approfondire quei dettagli già in nostro possesso, sia quelli di dominio pubblico che nella riflessione privata degli addetti ai lavori. Addetti che nella fattispecie non appartengono al mondo dell’informazione cinematografica, tutti colti un po’ alla sprovvista sia all’estero che in Italia, salvo qualche rara eccezione; bensì a quello del tolkienismo, della ricerca accademica. Sì, perché la questione fondamentale non è lo strapotere d’acquisto di Amazon o NETFLIX o quello di vendita di Warner Bros. – è un tema, non IL tema – ma la competenza della società a tutela del patrimonio letterario di J.R.R. Tolkien, la Tolkien Estate, il cui coinvolgimento è quanto mai dubbio. Proprio per questo, se le indiscrezioni fossero confermate la notizia sarebbe un’altra da una serie TV, per quanto colossale possa essere il progetto: una notizia che rivoluzionerebbe il modo stesso di concepire dell’opera del Professore di Oxford nella contemporaneità e il suo impatto popolare. Ma andiamo con ordine.

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Quando Tolkien abbracciava l’Italia e una certa Italia rifiutava Tolkien

Esce oggi Tolkien e l’Italia di Oronzo Cilli, un libro che ha impegnato l’autore per più di un lustro sulle orme dello scrittore di Il Signore degli Anelli in Italia, nonché lungo il percorso dell’opera stessa tra rifiuti illustri di grandi casi editrici, grandi azzardi di editori più piccoli fino ad anni recenti, passando per il vortice della radicalizzazione politica di fine anni ’70, che lasciò più segni nella memoria collettiva di quanti effettivamente riguardavano l’opera. 

È il caso di dire “Benarrivato!”, o meglio ancora “Ben tornato!”. Perché è un libro che ha il sapore del ritorno a casa quello che Il Cerchio pubblica oggi a firma di Oronzo Cilli, collezionista nel senso più lodevolmente tolkieniano del termine che prosegue una tradizione internazionale così feconda per la ricerca su J.R.R. Tolkien e la sua opera. Un collezionista cioè uno studioso. Uno studioso per cui un volume con una firma sospetta o un paragrafo di un articolo di giornale che lascia un’inedita estemporanea citazione può rivelarsi una traccia, che diventa l’imbocco di un sentiero verso una destinazione spesso troppo lontana per essere intravista. Eppure, se la traccia è ben fiutata, il lungo il sentiero si trovano indicazioni sempre più chiare che alla fine ci sarà qualcosa per cui iniziare il cammino sarà valso lo sforzo.

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Beren e Lúthien è l’ennesimo riciclaggio di Christopher Tolkien a fini di mero profitto?

L’annuncio della pubblicazione di Beren e Lúthien il prossimo maggio ha riportato in auge la sempreverde accusa a Christopher Tolkien di speculare sull’opera paterna con operazioni editoriali di dubbia autenticità, al solo scopo di capitalizzare sul suo nome e sul popolare immaginario associato. Queste accuse, per quanto condivise su larga scala, sono però piuttosto deboli alla prova dei fatti.

Rielaborazione grafica di Tolkien Italia. Vietata la riproduzione non concordata.

Rielaborazione grafica di Tolkien Italia. Vietata la riproduzione non concordata.


 

Speciale Beren e Lúthien – Parte 2

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“Ennesimo” è una parola chiave dell’accusa e per un motivo molto semplice. Se anche l’accusatore fosse messo di fronte all’evidenza che di ciò non si tratta, potrebbe obiettare che sia già avvenuto chissà quante volte su autoreferenziale “base empirica”. È chiaro che ciò costituisca un pretesto per poter rivolgere l’accusa a priori. Nella prima pagina abbiamo già mostrato come non esista un particolare motivo per cui il capitolo Beren e Lúthien di Il Silmarillion sia da considerarsi la “versione autentica” da rimaneggiare. Partiamo quindi dal discutere questo “ennesimo“.

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