Anche in Italia è arrivata la Middle Earth 6 Film Collection. L’Homevideo attesa ancor da prima che terminasse il percorso nelle sale di Lo Hobbit di Peter Jackson, chiede tanto alle tasche degli appassionati e restituisce poco, o nulla.

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Nel gergo i fan la chiamavano “Ultimate Edition“, o quantomeno l’hanno fatto fino a prima di vedersela davanti. Annunciata ad agosto e già entrata nel mercato Homevideo americano in ottobre, ha raggiunto l’Europa nel mese di novembre, con un’ampissima gamma di prezzi a seconda dello stato di distribuzione – dai 600 $ della versione USA ai 350 € di quella tedesca – e una risposta piuttosto tenue. Esclusiva di Amazon nel formato Blu-ray, l’edizione limitata ha fin dal primo momento scoraggiato anche i più tenaci affezionati delle trilogie cinematografiche di Peter Jackson, essendo stata inizialmente inserita al primo prezzo (fittizio) di 800 $. Quando poi Peter Jackson ha tenuto a precisare a TORn che questo prodotto multimediale non aveva veduto in nessun modo il suo coinvolgimento, né quello del produttore delle Appendici nelle Edizione Estese Michael Pellerin, 2 giorni dopo, fu già chiaro che non ci si potesse aspettare molto più di quanto già visto nelle edizioni precedenti. A poco sembra essere servito l’ingaggio di Dominic Monaghan (Meriadoc Brandibuck nelle trasposizioni) per il video promozionale dello sconfezionamento, anzi, se possibile, ne ha arginato anche le pretese.

L’Ultimate Edition?

Volontà del regista contro dura realtà commerciale

Peter Jackson aveva proposto a Warner Bros. “l’edizione dei sogni” già alla fine della primavera 2014. Nel pieno della post-produzione di La Battaglia delle Cinque Armate lui e Pellerin avevano già formalizzato un progetto per lo studio, con circa 2 ore in più di documentario per ognuno dei film con incluse naturalmente tutte le scene eliminate e mai viste finora, altri dietro-le-quinte, errori (bloopers), etc. . Pare che sia stato questo il punto su cui Warner vide le maggiori criticità, non ritenendo semplice  aver accesso alle pellicole e lavorare da capo alla conversione in digitale, questo è quanto ha confermato Jackson pochi mesi fa. Della proposta e del rifiuto avevamo avuto solo un accenno al Comic-Con di fine luglio 2014 quando, nella conferenza stampa dopo la sessione (in cui era stata proiettata una sequenza concitata che ricapitolava i 17 anni di produzione con materiale video anche inedito) il regista lanciava l’osso menzionando di sfuggita un deposito di Warner in Arizona dove sarebbe stipato tutto il filmato acquisito da New Line Cinema: sull’ipotesi di un’edizione che presentasse scene mai viste da Il Signore degli Anelli diceva «se c’è abbastanza interesse…». Chissà se sperava timidamente in una mobilitazione globale? Gli affezionati non mangiarono la foglia, ma continuarono a confidare che in qualche modo questa fantomatica nuova edizione trovasse la propria strada, in parte confortati dai riferimenti sullo stesso Jackson circa il 25esimo anniversario. Lo staff di TheOneRing.net la chiamava già “Unicorn Edition“, in parte perché le quotazioni di vederla mai arrivare a pubblicazione sembravano (e tutt’ora sembrano) precipitare, almeno per il medio termine.

A ben guardare, non si può proprio dire che il risultato della Middle Earth 6 Film Collection sia inatteso. Più fonti riportano che Michael Pellerin ebbe già il suo bel daffare nel 2013 per ottenere da Warner la stessa impostazione degli speciali delle Extended Edition della prima trilogia anche per Lo Hobbit, per mantenere le Appendici. E questo nonostante Il Signore degli Anelli e (più tardi, come si poteva prevedere agilmente) Lo Hobbit abbiano pochi rivali nel rimanere alle vetta delle classifiche delle Homevideo più vendute, in tutte le versioni!
Ma quest’ultimo prodotto sembra sfuggire a qualsiasi logica, perfino le stesse che dovrebbero essere orientate al profitto della produzione: si è evitato di rilasciare il formato 4K (nonostante Lo Hobbit sia stato girato nativamente a 5K) che nell’ultimo anno è entrato di prepotenza nell’Homevideo con la diffusione dell’UltraHD e perfino il 3D, anch’esso nativo, non è stato confermato. Insomma, cosa c’è di speciale? La domanda sorge spontaneamente per giustificare una spesa eventuale di 400 € per la Collector’s Edition.

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DESCRIZIONE A leggere il comunicato in Italiano (vai qui per il testo completo) e i corrispettivi internazionali gran poco, confermato al momento della ricezione. A parte la veste dei cofanetti, lo scaffale ligneo – la cui fabbricazione è parsa approssimativa, forse perfino fragile – e i contenitori sul modello di vecchi tomi in pelle e stampati in oro con elaborazioni grafiche all’interno di riprese e materiali promozionali, i film non hanno nulla di diverso rispetto a quanto contenuto nelle Edizioni Estese in Blu-ray delle versioni precedenti. È presente invece un booklet comprensivo dei 6 Blu-ray in 28 pagine, un’assenza che si era fatta sentire per Lo Hobbit.
Anche sul lato gifts siamo piuttosto scarni. Due stampe di acquarelli Alan Lee e John Howe – rispettivamente veduta diurna di Minas Tirith e la tanto discussa scena dei barili in La Desolazione di Smaug – e una “fedele riproduzione” rilegata in pelle del Libro Rosso dei Confini Occidentali, di piccole dimensioni, decisamente meno della metà di quello impiegato nei film e naturalmente del tutto dissimile nelle pagine: 100 di bozzetti in carta invecchiata da entrambe le trilogie prevalentemente di Alan Lee e Daniel Reeve e riproduzioni calligrafiche e cartografiche sempre del secondo. Un oggetto non privo d’interesse collezionistico e che si può considerare il vero valore aggiunto dell’edizione.

VALUTAZIONE Gli elementi nuovi sono lo scaffale-biblioteca, i 6 tomi-contenitori, il libricino come mappa dei contenuti multimediali, due stampe artistiche (formato poco più grande di una cartolina) e un quaderno ben rilegato e impaginato di bozzetti venduto (o quantomeno lasciato intendere) come la replica del Libro Rosso dei film. Considerate tutte le aggiunte e il prezzo di mercato attuale per le Edizioni Estese in Blu-ray di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli (facilmente reperibili a 80-90€), una stima generosa difficilmente supererebbe il valore di € 150. Con più equilibro, 120 € pare un prezzo ragionevole, si parla cioè di meno di 1/3 del suo prezzo nel mercato italiano. Bisogna infatti tener presente che i singoli dischi dei Blu-ray non hanno abbisognato di nulla di nuovo se non la stampa sulla superficie, che quindi i costi di produzione per i film non sono aumentati. Né la produzione in serie della biblioteca o del Red Book hanno richiesto una sforzo artigianale tale da giustificare significativi sovrapprezzi. È facile allora che la forbice internazionale dei prezzi sia stata stabilita da Amazon per via dell’esclusiva garantitagli da Warner Bros.

Come si accennava in apertura, gli appassionati hanno risposto tiepidamente, se non per larga maggioranza manifestando un’aperta delusione (anche tra nicchie fedelissime), un clima che ha tenuto e terrà la Collector’s Edition ben lontana dall’esaurimento nonostante sia limitata ed esclusiva almeno fino a drastici ridimensionamenti. Il target di questo prodotto è sì ampio, ma pressoché perfettamente sovrapposto a quello delle precedenti Edizione Estese: com’è possibile allora convincere un appassionato non soltanto senza venire incontro anche in minima parte ai suoi desiderata, ma senza nemmeno offrirgli nessuna nuova esperienza di audiovisione (anzi, retrocedendo nella varietà dell’offerta audiovisiva) o memorabilia degni di questo nome? Com’è possibile farlo quadruplicando e in alcuni mercati anche sestuplicando il prezzo che l’affezionato (che ancora fosse sprovvisto o che le abbia già acquistate) può trovare in edizioni concorrenti, le quali soddisfano allo stesso modo il suo interesse di completezza rispetto all’avventura cinematografica di Peter Jackson? Fuori e dentro il web se ne è parlato anche in toni estremamente aspri, da chi lo considera un’abuso di marketing, chi un vero e proprio “kick in the teeth” (“calcio sui denti“, rimanendo sul letterale senza involgarire la traduzione), qualcuno ha addirittura parlato di truffa.
Nel 2011 la conversione di Il Signore degli Anelli in Blu-ray col restauro digitale frame-by-frame fu avvertito in tutt’altra maniera e da allora spopola ininterrottamente in ogni store online e nella grande distribuzione fisica. Anche senza venir incontro alla proposta del regista, ci sarebbe voluto così tanto a produrre un’edizione in 4K almeno di Lo Hobbit? No. Warner ha preferito ripresentare quanto di già visto, già nei nostri scaffali, sperando in una frenesia pilotata dal solo brand; così facendo si allontana sempre più dal vasto pubblico che ha fatta la fortuna degli articoli Homevideo acquisiti da New Line.

La Middle Earth 6 film Collection è stata pensata in 4 formati. Per il Blu-ray, oltre alla deludente Collector’s Edition:

  • il cofanetto con le 6 Extended Edition in 30 dischi Blu-ray che unisce la grafica della nuova trilogia all’esterno con la classica eleganza delle Homevideo della prima trilogia nei contenitori dei singoli film, si presenta con un prezzo competitivo e appetibile, soprattutto per neofiti o estimatori che ancora non possiedono le edizioni separate. Anche qui è presente il booklet. Prezzo: € 80.00.
  • il cofanetto delle Theatrical Edition (l’edizione cinematografica). Prezzo: € 43.52.

Inoltre il DVD in Italia è in distribuzione esclusiva presso Esselunga. (Non abbiamo ancora informazioni circa il costo fissato).

Se proprio ti ritrovi con 400 € in tasca che avevi pensato di spendere per confrontarti con le storie di Tolkien, sia che tu sia sicuro di gettarti sulla Collector’s Edition, sia che tu sia deluso e non sai cosa farne, abbiamo qualche idea che fa al caso tuo. Dacci un’occhiata prima di decidere! Fidati, ne varrà la pena.
P.S.:
Anche se ne hai di meno…

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