La notizia della serie TV aggiudicata da Amazon in un accordo con la Tolkien Estate e HarperCollins da una parte, New Line Cinema per Warner Bros. dall’altra non concede tregua agli appassionati. Nelle ultime ore, incredibile a dirsi, la confusione sui diritti di sfruttamento e distribuzione TV anziché scemare continua ad aumentare.

Colpisce in questo senso il pezzo di Kristin Thompson su TheOneRing.net (già autrice di the The Frodo Franchise e del saggio sugli adattamenti cinetelevisi in A Companion to J.R.R. Tolkien), il quale avrebbe dovuto offrire un approfondimento piuttosto netto sugli sviluppi di pertinenza legale dei soggetti in causa. Esso invece presenta diverse contraddizioni. Contraddizioni che sono comprensibili alla luce di quanto credevamo di sapere fino a 2 settimane fa, ma che si riverberano e si esasperano quando un riferimento come TORn (e la stessa Thompson, che avevo citato per il panorama storico della vicenda nella mia analisi) le alimenta. Secondo la Thompson il contratto originale del 1969 non prevedeva lo sfruttamento dei diritti di distribuzione in TV delle opere concesse [Lo Hobbit Il Signore degli Anelli]. Poco più sotto nell’articolo però l’autrice ricorda le produzioni Rankin/Bass di The Hobbit The Return of the King, distribuite esclusivamente in TV rispettivamente nel novembre 1977 sulla NBC e nel maggio 1980 sulla ABC. La Thompson accenna alla possibilità che queste due produzione «possano aver avuto un effetto sui termini del contratto», ma ciò anziché risolvere la contraddizione la rende più esplicita.

Più chiaro e dettagliato è l’intervento di Douglas Kane nel forum dello stesso sito (e la Thompson vi si riferisce), che cita per filo e per segno il contratto con speciale riferimento all’opzione di sfruttamento entro i 5 anni dall’uscita dell’ultima pellicola licenziata, opzione che riguarda precisamente un prodotto TV serializzato e non, come dice Douglas Kane, un film per la TV (come le produzioni Rankin/Bass). Quest’ultima tipologia di sfruttamento, secondo Kane, rientra invece perfettamente e senza clausole d’opzione nella concessione originale. Entrambi gli autori hanno consultato il contratto e possiedono delle copie: esso è infatti diventato di pubblico dominio – previa richiesta alla corte californiana – dal momento in cui il Tolkien Trust, nella persona di Christopher Tolkien, l’ha inserito nelle rilevanze documentali per la causa del 2008 con la New Line (che risolse Warner dopo l’acquisizione). Alla mia domanda a Kristin sul perché di questa contraddizione tra due persone che hanno letto il contratto, lei semplicemente non la ravvisa.

Ora, se la questione è la serie TV, possiamo essere tutti d’accordo che fa testo l’opzione entro i 5 anni che Kane spiega con ampie citazioni dal documento. Tuttavia, essa non è sufficiente a chiarire tutte i fattori in gioco, specialmente non chiarisce la misura in cui l’accordo coinvolgerebbe l’Estate. A fronte di questo quadro pieno di perplessità, le soluzioni che avevo presentato nella mia analisi rimangono valide, anzi probabilmente acquistano maggior peso.

Naturalmente, dopo la diffusione delle dimissioni di Christopher Tolkien dal board dell’Estate si sono susseguite diverse mistificazioni della vicenda che ignorano sia chi sia e quale posizione abbia “abbandonato” Christopher Tolkien, sia quale sia la realtà giuridica e operativa della Tolkien Estate e del Tolkien Trust.

Di tutto questo parleremo stasera su Radio Brea – La webradio di Sentieri Tolkieniani, cui i dinamitardi conduttori Jay e Silent Bob mi hanno invitato a seguito della scorsa puntata con Andrea Francesco Berni di BadTaste.it. La webradio degli amici pinerolesi sarà sicuramente un tavolo di confronto importante nei prossimi anni per gli appassionati italiani che vorranno barcamenarsi nella bufera delle informazioni frammentarie (che, c’è da credere, continueranno su questa linea ancora per parecchio) sul nuovo adattamento di Tolkien e su tutto quanto d’altro intorno a Tolkien.

Stasera cercheremo di capire insieme cos’è successo da quest’estate ad oggi
e cosa significano le dimissioni di Christopher Tolkien per il fenomeno culturale
nato dall’opera del padre e sviluppatosi nelle molte diramazioni artistiche e mediatiche.
Non perdetevi la puntata!
E se ve la perdete, non dimenticatevi di scaricare il
podcast!

Post di settimana scorsa, evento aggiornato a stasera.

Il sottoscritto risponderà dal raduno del gruppo Sackville,
dal Ritual Pub di Bergamo, via Francesco d’Assisi 1.
Raggiungeteci, se potete!
per discutere insieme noi prima, dopo e durante la diretta.

Se ti piacciono i nostri contenuti, aiutaci a farci conoscere!
  • 1function() {var e=document.createElement('script' );e.setAttribute('type','text/javascript' );e.setAttribute('charset','UTF-8' );e.setAttribute('src','//assets.pinterest.com/js/pinmarklet.js?r='+Math.random()*99999999);document.body.appendChild(e)})(;">
  • 67
    Shares

Note   [ + ]

1. function() {var e=document.createElement('script' );e.setAttribute('type','text/javascript' );e.setAttribute('charset','UTF-8' );e.setAttribute('src','//assets.pinterest.com/js/pinmarklet.js?r='+Math.random()*99999999);document.body.appendChild(e)})(

MedTolkien

Responsabile di Tolkien Italia dalla sua fondazione, Gabriele "MedTolkien" Marconi non intende in alcun modo vantare titoli (che non possiede) per accreditarsi agli occhi dei lettori. Questi saranno sempre costretti a giudicare in prima persona e senza sconti quanto scrive. Reticente a pubblicare studi critici, si batte per la divulgazione di J.R.R. Tolkien e perché ogni appassionato italiano possa viverne l'intima compagnia dalle opere alla vita di tutti i giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*