Post Series: Tolkien Italia risponde

Delle vostre domande è sicuramente la più curiosa, ma ci ha permesso di affrontare un aspetto che non avevamo considerato. Tra i nuovi poteri della Tolkien Estate sugli adattamenti c’è anche il veto su materiale precedentemente filmato? Può impedire la Ultimate Edition? Ovvero, il nuovo è un accordo retroattivo?

Grafica di Tolkien Italia.

2a edizione di Tolkien Italia RISPONDE, stavolta con un quesito che ci ha preso decisamente in contropiede. Nasce come un malinteso, ma apre a scenari cui non avevamo pensato. Per cui, grazie Stefano e grazie a tutti i lettori che ci costringeranno ad approfondire le questioni in gioco, facendoci scoprire sempre nuovi aspetti.


Ciao a tutti e complimenti per il vostro lavoro e la vostra passione.

Mi chiamo Stefano, ho 26 anni e abito in provincia di Torino.

Ho letto con interesse i vostri ultimi articoli riguardo alla svolta epocale riguardante la futura serie TV su ISDA. Mi ha attirato in particolare questa frase, presente nelle conclusioni di un vostro articolo: “la prospettiva che gli eredi di Tolkien possano sovrintendere tutti (o quasi) gli adattamenti delle opere nei media filmati e non solo da oggi in avanti: in linea di principio nulla vieterebbe, in un futuro non così distante, che a fronte di un’intesa proficua su materie limitate, questa venga estese su tutte le altre“. (Ho evidenziato in grassetto le parole che mi hanno più colpito).

A questo punto vi chiedo, c’è la possibilità che questa sovrintendenza degli eredi sugli adattamenti sia possibile anche su opere del passato(“non solo da oggi in avanti” sembra voler sottolineare anche questo)?  

La mia domanda definitiva è in relazione ad una futura “Ultimate extended edition” dell’esalogia (con l’inserimento di materiali già filmati ma completamente inediti) che Jackson ha più volte dichiarato di voler portare alla luce in occasione di un qualche anniversario importante della saga: siamo ovviamente nell’ambito della pura ipotesi, ma comunque teoricamente sarebbe possibile un intervento degli eredi di Tolkien anche nei confronti di questa operazione, nonostante riguardi materiale già filmato in passato, precludendo o meno una sua possibile uscita?

Grazie in anticipo.

Ciao Stefano, grazie per la tua domanda e per i complimenti; e grazie perché non ci hai chiesto di speculare ulteriormente su altri soggetti, non ne avremmo la forza e non ne abbiamo l’intenzione (chi ci prova, come vedi, fa facilmente brutte figure).

Questa domanda ammetto di non averla affatto prevista e mi spiazza un po’, perché sposta l’oggetto dall’opera adattanda a quella già adattata, o meglio all’adattamento stesso, quello cinematografica di Peter Jackson. Che l’accordo trovato tra Warner e Tolkien Estate/HarperCollins sia anche retroattivo devo dire è una suggestione nuova: nella mia analisi non intendevo dire “… e non solo da oggi in avanti” ma “nei media filmati e non solo * da oggi in avanti”, il “non solo” era riferimento ai “media filmati”. Eppure la tua domanda merita attenzione, perché se da una parte è pensabile che l’Estate abbia l’interesse a stabilire un anno 0, Warner di certo non intende gettare nel dimenticatoio quanto realizzato finora (anche perché il suo ruolo è di tipo associato in questa serie TV, il grosso della produzione sarà di Amazon).

La prima cosa da tener presente è che Jackson non entra in alcun modo nell’accordo e che, stando ad un’indiscrezione di Deadline (qui, primo update) appena successiva alla notizia dell’accordo, in Amazon non hanno ancora pensato di contattarlo, almeno per ora. La sua ben nota intenzione di offrire un prodotto homevideo che raccontasse la sua avventura e comunicasse la sua opera in tutta la propria interezza e ricchezza, la chiacchierata Ultimate Edition, si è scontrata l’anno scorso con il diniego della produzione Warner Bros., interessata solo a riconfezionare le homevideo in edizioni di apparente (e solo apparente) valore collezionistico per acquirenti di fascia alta. La stessa Warner Bros. che tramite la divisione New Line è parte dell’accordo, ha impedito finora la realizzazione dell’edizione: non serve perciò invocare l’Estate per immaginare una sospensione indeterminata.

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In secondo luogo, la nostra tesi è che l’accordo preveda gli adattamenti cinetelevisi nel suo complesso secondo l’ipotesi forte, ma c’è anche la possibilità (la più facile ipotesi debole) che le materie di cui sopra siano squisitamente a distribuzione televisiva o soltanto on demand. Teniamo comunque il punto sul fatto che l’Estate e HarperCollins abbiano ottenuto un ruolo sugli adattamenti a prescindere dalla distribuzione cinematografica o televisiva.

Al contrario, ci possiamo chiedere se è nell’interesse di Warner accogliere il proposito di Jackson ora che sono stati ridisegnati i rapporti con l’Estate. Difficile farsene una chiara idea.

Da una parte l’avversione personale tra i membri dell’Estate e il regista neozelandese è molto più una chiacchiera giornalistica, amplificata dalla seta d’esasperazione di fan poco riflessivi, che una realtà consolidata. Ricordo in questo senso che l’editore di Tolkien, amico di una vita di John Ronald e di Christopher, Rayner Unwin, è apparso postumo negli speciali di La Compagnia dell’Anello senza che la sua collaborazione, per quanto è dato saperci, abbia suscitato reazioni incontrollate o fratture nei rapporti (come invece capitò prima, tra Christopher e il figlio Simon che invece pretendeva dall’Estate una collaborazione con la produzione, vedi il mio intervento a Radio Brea). Tom Shippey, massimo studioso di Tolkien che con Christopher ha collaborato, è comparso nelle Edizioni Estese di entrambe le trilogie, John Rateliff, che da Christopher Tolkien ricevette il mandato per la curatela dei manoscritti di Lo Hobbit, compare in quelle per l’omonima trasposizione. Ed ovviamente John Howe ed Alan Lee non hanno smesso di lavorare insieme all’Estate nonostante abbiano guidato il team dei concept artists della Weta.

Una copia del VHS del documentario.

Sarebbe perciò semmai l’opposto, mi viene da pensare, che cioè alcuni membri dell’Estate possano intervenire in future edizioni homevideo dell’esalogia di Peter Jackson, posto ovviamente che lo vogliano. Non è certo un mistero che il grande tassello mancante di quegli speciali sia sempre stato l’assenza della famiglia Tolkien. L’Estate potrebbe acconsentire a prescindere dall’apprezzamento estetico delle pellicole, previo l’inserimento di contenuti più attenti a promuovere le opere letterarie o – ragionando in termini di eventi imminenti – esposizioni come quella della Bodleian del prossimo maggio: buon viso indipendentemente dalla bontà del gioco, per ridurre la forbice tra spettatori forti e lettori forti. O l’inclusione del meraviglioso documentario VHS (ormai introvabile) A film portrait, ad esempio, con Christopher e Priscilla. Un nuovo prodotto forte di queste aggiunte darebbe sì un valore speciale e diverrebbe desiderabile non solo i fedelissimi di Peter Jackson ma anche per i tanti che preferiscono spendere per una bella edizione dei libri di Tolkien.

Dall’altra parte non vedo proprio come Warner possa aver concesso all’Estate la potestà di bloccare homevideos, siano esse nuova realizzazione o no, rientrando la distribuzione fisica a pieno titolo nella “proprietà tangibile” che nella causa non era oggetto di dibattimento. Dvd e Blu-ray di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli sono fonte di profitto a gettito continuo per la major, costantemente nelle prime posizioni delle classifiche. Sarebbe stato un autogol clamoroso, un suicidio commerciale, mettere sulla bilancia anche questo tipo di potere. Né si capisce che interesse avrebbe l’Estate a non permettere la distribuzione in homevideo di 6 film già cult, edizione più edizione meno (a meno che non ci fossero nuovi elementi passibili di accuse di minacciare reputazione dell’autore e dell’opera). Per lo stesso principio non si capirebbe in che modo Warner avrebbe dato questo potere in senso retroattivo sui videogiochi della serie Middle-earth: Shadow of …, sui quali l’Estate pur avrebbe ragione di lamentarsi. Se ti ricordi dall’analisi, inizialmente si pensava ad un accordo economico a chiudere la causa proprio per impedire la distribuzione del più recente Shadow of War.

Per cui, la mia opinione è che se l’Ultimate Edition di Peter Jackson non vedrà la luce è solo per la volontà di Warner, che preferisce continuare a guadagnare con prodotti che può replicare all’infinito senza nuovi, onerosi lavori di digitalizzazione ed elaborazione. Al contrario, in base alla tua suggestione sulla possibilità che l’accordo collaborativo sia in una certa misura anche retroattivo, in caso di nuove edizioni homevideo non si può escludere la partecipazione della Tolkien Estate con contenuti del tutto nuovi. Ma questa per ora resta una suggestione, terremo le antenne ben tese per captare ogni segnale in proposito.


Anche stavolta risposta molto (forse troppo?) sostanziosa, per cui ce ne facciamo bastare una. Ma se avete domande non dimenticate di scrivercele!

Hai delle domande su questo progetto,
su altri possibili adattamenti,
o su qualunque altra cosa riguardi J.R.R. Tolkien
e il fenomeno culturale derivato?

Scrivici a redazione@tolkienitalia.net
con l’oggetto “Tolkien Italia risponde“.
Dicci chi sei, la tua età e da dove ci scrivi.

 

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MedTolkien

Responsabile di Tolkien Italia dalla sua fondazione, Gabriele "MedTolkien" Marconi non intende in alcun modo vantare titoli (che non possiede) per accreditarsi agli occhi dei lettori. Questi saranno sempre costretti a giudicare in prima persona e senza sconti quanto scrive. Reticente a pubblicare studi critici, si batte per la divulgazione di J.R.R. Tolkien e perché ogni appassionato italiano possa viverne l'intima compagnia dalle opere alla vita di tutti i giorni.

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